Marco Vichi – L’anno dei misteri. Un’indagine del commissario Bordelli

1860

Editore Guanda / Collana Narratori della Fenice
Anno 2019
Genere Giallo
496 pagine – brossura e epub


Ci illudiamo di conoscere gli altri e noi stessi. Viviamo nella convinzione di saperci riconoscere a prescindere, fedeli all’idea che abbiamo riguardo le abitudini di chi ci vive accanto ma anche nei confronti delle nostre attitudini, delle nostre scelte, trincerandoci dietro a certezze che ci fanno dormire tranquilli. Ma poi un giorno ci troviamo davanti una realtà che non credevamo possibile e il baratro che si apre ai nostri piedi, ci risucchia e ci scuote in un vortice di emozioni difficili da tenere a bada.

A quasi sessant’anni aveva imparato che non si potevano rinchiudere gli altri nella gabbia del nostro giudizio, che crede di non essere un pregiudizio…Io lo conosco, so bene com’è fatto…Una stupidaggine per illudersi di vivere in un mondo senza imprevisti. E la cosa più strana era che spesso questo errore valeva anche per se stessi. Restare sempre uguali, credendo di esserlo per davvero, era un modo per sentirsi solidi e sicuri, per evitare lo spavento di scoprirsi diversi, di capire di non conoscersi, di vivere nell’incertezza.

A distanza di due anni da “Nel più bel sogno”, torna oggi in libreria Marco Vichi con un nuovo romanzo, “L’anno dei misteri” edito da Guanda, in cui ritroviamo protagonista il commissario Franco Bordelli. In questa nuova storia lo scrittore ci porta indietro al 1969, più precisamente al 6 gennaio, quando tutta Italia è ferma davanti agli schermi televisivi, ipnotizzata dalla finale di Canzonissima. Ed è proprio in questo arco di tempo che viene scoperto il cadavere di una ragazza di ventitre anni nel suo appartamento, uccisa dopo aver subito violenza. Il commissario Bordelli inizia ad indagare insieme a Piras ma non emerge alcun indizio dai vicini, in quanto nessuno ha visto niente rapiti com’erano di fronte alla sfida canora. Cercano di farsi un’idea della vita e delle abitudini della vittima parlando con i familiari e colleghi: quella che ne esce fuori è un’immagine contraddittoria. Inoltre l’assenza di imperfezioni sulla scena del crimine rende il compito degli investigatori veramente difficile. Contemporaneamente il commissario, che ha davanti quindici mesi prima di andare in pensione, è curioso e angosciato da ciò che gli riserva il futuro, consapevole del fatto di essere un tipo che non si abitua a nulla, forte del continuo interesse che lo sprona a non adagiarsi mai su se stesso, elettrizzato dalla storia d’amore con Eleonora, molto più giovane di lui, che gli regala sempre nuove emozioni e la consapevolezza dei sentimenti che gli si agitano dentro.

C’è però un altro mistero che lo inquieta e che teme di non riuscire a risolvere prima della pensione. Un mistero racchiuso negli omicidi di prostitute bionde ripetuti ad una stessa distanza di tempo e con le medesime modalità. Il 13 febbraio dovrebbe verificarsi il prossimo omicidio e lui sente la soluzione sfuggirgli di mano continuamente lasciandolo a brancolare nel buio.
Marco Vichi ci conduce lentamente dal nostro presente a quello della Firenze di fine anni sessanta del commissario Bordelli in una storia in cui la trama gialla è esile e ridotta al minimo indispensabile, per lasciare spazio all’ambientazione che in ogni suo romanzo è intensa e particolareggiata ma soprattutto a personaggi primari e secondari che sono preziosi anche nei loro brevi cenni di vita, per la creazione di un romanzo di ampio respiro che come dice il commissario Bordelli, diventa uno specchio in cui guardarsi da vicino e imparare a conoscersi; un romanzo da masticare, assorbire e mandare in circolo nelle nostre vene; un romanzo in cui avvertire la scintilla del riconoscersi.

Ritroviamo al fianco del commissario i soliti personaggi che fanno parte della sua vita. Eleonora la sua “innamorata”, che sembra più cosciente del suo posto nella vita di Bordelli. Rosa, l’ex- prostituta e sua amica, come sempre accogliente e ironica, anche lei alle prese con una certa idea di futuro. Piras, il poliziotto, sardo, che parla solo se interrogato e a volte nemmeno in quei casi ma attento osservatore e impareggiabile deduttore. Diotivede, medico legale ormai in pensione, che non intende smettere certe abitudini. Il Botta, gran cuoco ed ex piccolo delinquente che ha messo la testa al posto ma che volentieri si presta a camminare sul filo del rasoio insieme al commissario quando, per arrivare ad una certa forma di giustizia, si rende necessario percorrere vie non proprio lecite. Dante, nel suo scantinato in compagnia delle sue invenzioni affascinanti quanto stravaganti. Il colonello Arcieri, nato dalla penna di Leonardo Gori, indispensabile in questa storia per risolvere un altro dei misteri in cui il commissario si trova suo malgrado chiamato in causa.
Parte fondamentale sono i ricordi legati al passato, sia alla sfera personale che a quella dell’Italia; la presenza della letteratura come parte integrante dell’esistenza di ogni individuo con citazioni, autori e titoli di romanzi.

Un romanzo completo, dove si sente il gusto delle piccole cose come una passeggiata nel bosco e un buon piatto con un bicchiere di vino. Dove il destino si rivela una delle forze più potenti e capaci di mutamento; dove basta uno sguardo per raccontarci dell’animo delle persone; dove si respira la malinconia, lo sconforto e la delusione, ma anche la trepidazione dell’attesa, il brivido dell’incertezza, la curiosità e la necessità di guardare in faccia ai fantasmi, di risolvere certi misteri per poter andare avanti ma anche solo per continuare a sognare.

Federica Politi


 

Lo scrittore:
Marco Vichi è nato nel 1957 a Firenze e vive nel Chianti. Presso Guanda ha pubblicato i romanzi: L’inquilino, Donne donne, Il brigante, Un tipo tranquillo, La vendetta, Il contratto, La sfida, Il console, Per nessun motivo; le raccolte di racconti Perché dollari?, Buio d’amore, Racconti neri, Se mai un giorno; la serie dedicata al commissario Bordelli: Il commissario Bordelli, Una brutta faccenda, Il nuovo venuto, Morte a Firenze (Premio Giorgio Scerbanenco – La Stampa 2009 per il miglior romanzo noir italiano), La forza del destino, Fantasmi del passato, Nel più bel sogno e L’anno dei misteri. il graphic novel Morto due volte con Werther Dell’Edera e Il commissario Bordelli con Giancarlo Caligaris, e la favola Il coraggio del cinghialino. Ha inoltre curato le antologie Città in nero, Delitti in provincia, È tutta una follia, Un inverno color noir e Scritto nella memoria. Il suo sito internet è www.marcovichi.it