Raymond Chandler – Il grande sonno

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Editore Adelphi / Collana Fabula
Anno 2019
Genere Hard-boiled
261 pagine – brossura e epub
Traduzione di Gianni Pannofino


Certamente di recensioni ne avrete lette a mazzi su questo libro, ma la casa editrice Adelphi, che io adoro per le copertine essenziali e minimaliste e che ha sicuramente l’occhio lungo su quelli che sono libri imperdibili nonostante siano passati sessant’anni dalla morte di questo autore, ha pensato bene di ripubblicare il suo primo romanzo, al quale seguiranno anche i successivi. Per la Collana Fabula, questo riporta la traduzione di Gianni Pannofino.

Saranno state le undici di un mattino di metà ottobre, con un solicello smorto e un presagio di pioggia intensa nel chiarore delle prime colline. Mi ero messo un completo azzurro polvere, una camicia blu scuro come la cravatta e il fazzoletto da taschino, brogues nere, e calzini di lana neri anche loro, ma con motivo a orologi blu scuro. Insomma ero in ordine: pulito, rasato, sobrio. Lo sapevo solo io, ma pazienza. Da fuori dovevo sembrare il pupazzo dell’investigatore privato lindo e pinto. Ma si poteva capire, stavo andando a trovare quattro milioni di dollari.

Così comincia questo romanzo, dal titolo originale “The big sleep”, che Chandler scrisse in soli tre mesi e fu quello che avrebbe decretato la nascita del detective privato Philip Marlowe nella letteratura di genere hard boiled. Uscito per la prima volta nel 1939 e pubblicato in Italia da Mondadori nel 1948, ha avuto poi successive pubblicazioni con Feltrinelli e la coincidenza vuole che le due puntate di oggi abbiano come protagonista la stessa città: Los Angeles, all’epoca alle prese con il gioco d’azzardo, il contrabbando e criminali della peggior specie, che anche oggi direi che non sfigurerebbero.

Erano gli anni trenta, Marlowe all’epoca aveva trentatré anni, un fuoriclasse dell’insubordinazione e un tantino cinico. Burbero, schivo, che non disdegna i superalcolici, un duro che era qualcosa di nuovo in un periodo dove si leggevano di personaggi come Miss Marple o Hercule Poirot di Agatha Christie, la prima una buffa vecchietta e il secondo un precisino dal baffetto impomatato. Ho adorato entrambi, sia bene inteso…
Marlowe, alle prese con il generale Sternwood che lo convoca nella sua villa lussuosa per farlo indagare su alcune lettere ricevute dalle due figlie, nelle quali per colpa di alcuni debiti di gioco venivano ricattate. Entrambe le ragazze si presentano molto problematiche e per l’investigatore privato non sarà una passeggiata a capire l’intricato ingarbuglio che passa attraverso la pornografia, ma non solo.

Da questo romanzo sono stati tratti due film: Il grande sonno, nel 1946 con la regia di Howard Hawks e due attori strepitosi come Humphrey Bogart e Lauren Bacall. Poi Marlowe indaga , nel 1978 diretto da Michael Winner.
Inserito fra i i migliori cento romanzi gialli di tutti i tempi, in un elenco pubblicato in forma di libro nel 1990 dalla Crime Writers’ Association (CWA), l’organizzazione di scrittori del genere giallo del Regno Unito.
Pensare che uno dei detective più “vecchi” sia riuscito a superare indenne centinaia di personaggi simili, magari più caricaturali, la dice lunga sulla decisione che prese l’autore insieme a Dashiel Hammett di portare la letteratura poliziesca più a contatto con l’ambiente circostante di cui faceva parte, più vicina al male, alla realtà più tangibile.

Chandler ha una scrittura pulita, alcune metafore mi ricordano vagamente lo stile di Lansdale – con le siepi rasate come barboncini e un’anticamera calda come un forno a temperatura media – e, seppure sia abituata a plot molto più adrenalinici e trascinanti, credo che non ci si possa esimere da queste letture che fanno meglio comprendere le origini della letteratura hard-boiled. Sapete qual è il rischio? Che vi accorgiate quanto lo stile di tanto tempo fa sia quanto mai attuale.

Cecilia Lavopa


Lo scrittore:
Dopo essersi trasferito in Inghilterra e aver compiuto i suoi studi lì, ritorna in America e si stabilisce in California. Inizia a lavorare nel campo petrolifero, ma nel 1933 collabora con la rivista gialla «Black Mask» che aveva lanciato il genere poliziesco d’azione. Nel 1939 pubblica il suo primo romanzo, Il grande sonno. Nel 1943 firma un contratto con la Paramount e inizia a lavorare per il cinema come sceneggiatore (film come La fiamma del peccato, The Unseen e L’altro uomo). Entrato nel tunnel dell’alcolismo, a seguito della morte della moglie, tenta il suicidio. Iniziano i soggiorni in cliniche private per disintossicarsi.
Tra gli altri suoi libri ricordiamo I racconti della semplice arte del delitto, Otto storie inedite, Blues di Bay City, L’uomo a cui piacevano i cani e altri racconti Addio mia amata, La signora nel lago, Il lungo addio,Ancora una notte, editi da Feltrinelli. (fonte www.ibs.it)