Bruno Balloni – Innocent

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Editore Project
Anno 2020
Genere Giallo
174 pagine – brossura e epub


“Inutile recriminare, l’evidenza è una sola, io sono qui, vivo, Innocent Okoro è in una bara due metri sottoterra. Vi posso assicurare però che in quella tomba riposa anche una parte della mia anima. Gli incubi non mi hanno abbandonato.
Avrei potuto evitare di ammazzarlo? Perché ho sparato?
Non ho più certezze, in cambio sono aumentate le paure.”

In questo breve, tremendo brano è racchiusa tutta l’essenza di questo coinvolgente romanzo.
Chi è innocente e chi colpevole, in certe situazioni?
E come fa la Giustizia – e anche l’uomo – a stabilire dove finisca l’innocenza e inizi la colpevolezza, senza commettere errori? È sottilissimo e pieno di insidie, il margine che li divide, in questi frangenti.

Bruno Balloni, già noto a noi lettori per il suo precedente romanzo “Il cuore nero della Sicilia”, in cui trattava però un argomento totalmente diverso da questo, ritorna ai lettori con una nuova storia, così attuale, che di più non potrebbe.
È proprio di questi giorni la vicenda del giovane ucciso con due colpi di pistola da un carabiniere, a cui il ragazzo aveva tentato di rapinare il Rolex, in mancanza di denaro per andare in discoteca. Qui l’opinione pubblica si scatena, i social infuriano di pareri contrastanti…e ci troviamo, proprio contemporaneamente, a leggere un romanzo che sembra una copia della situazione reale!

La storia, in breve.
Sandro Ferraris è un maresciallo della Guardia di Finanza, dalla vita serena, con un grande amore per il suo lavoro, di cui è orgoglioso. Un giorno si trova alla cassa di un supermercato – sta rientrando a casa – e diventa testimone di una rapina da parte di un nigeriano, immigrato clandestino, Innocent Okoro. Il giovane, dopo avere accoltellato un dipendente accorso in aiuto della cassiera, si avventa con un machete su Ferraris, che nel panico (e per evitare peggiori danni) gli spara due colpi con la pistola d’ordinanza, uccidendolo all’istante.
Da quel momento inizia il suo incubo.
Il maresciallo viene indagato per omicidio colposo dal sostituto procuratore Laura Fontana, bella, ambiziosa e spietata, che pare abbia dei conti in sospeso con la sua categoria (e con lui, di conseguenza). Inoltre, un giornalista si accanisce contro di lui con articoli tendenti a screditarlo in ogni modo. Come ciliegina sulla torta, anche l’avvocato di parte civile, Enrico Fas, non perde occasione di metterlo in pessima luce, aiutato nella sua missione da una fazione politica pro- migranti,e cerca di farlo apparire come il crudele uomo bianco che ha infierito sull’uomo di colore sfortunato, e fa leva sui sentimenti di pietismo del suo pubblico.
Poco importa che Innocent fosse in realtà uno sbandato, distaccatosi volontariamente dalla famiglia, dedito al crack ed alla cocaina.

La parte del processo, anche per merito dell’eccellente avvocato Ermes Bellavia (bel personaggio, ben caratterizzato) è intrigante e…godibile, per quanto si possa usare questo aggettivo in un frangente così doloroso e particolare.
Ciascuno, in tribunale, sfodera le sue armi migliori, e nell’animo di Sandro si alternano momenti di vero sconforto, perché il “mondo” lo ha già condannato.
È questa la bella caratteristica della storia: non solamente avere raccontato dei fatti, ma essere entrati nell’animo, nei pensieri del protagonista, ed avere vissuto con lui ogni rimorso, ogni ripensamento, ogni momento di quei pochi attimi che hanno cambiato – e rovinato – la sua vita per sempre.
Benché la parte processuale sia lunga e molto importante, nel contesto dell’opera, non si può definire questo un legal thriller, bensì un noir psicologico, molto ben congegnato. Perché se è vero che il processo ci regala momenti di partecipazione, sfumature della storia molto interessanti, è pur vero che il “nocciolo” sono i sentimenti contrastanti che agitano il cuore di Sandro, le paure, soprattutto. E, grande, il timore di avere sbagliato tutto. Il pensiero tormentoso che le cose avrebbero potuto andare diversamente se…se…se…
Finale a sorpresa e altamente drammatico, purtroppo.
Ma non sempre è possibile l’Happy end, vero, Bruno Balloni?

Un gran bel noir. Lo so, l’aggettivo “bello” può sembrare vago, ma secondo chi scrive significa tutto, significa molte qualità, tutte insieme!
Romanzo quindi, attualissimo, intrigantissimo, consigliatissimo. Quanti…issimo!

Rosy Volta


Lo scrittore:
Bruno Balloni, nato a La Spezia, si è arruolato nella GdF. Èstato comandante di un Nucleo Mobile e infine in servizio presso un Gruppo Operativo Criminalità Organizzata in Sicilia.
“Il cuore nero della Sicilia” è il suo primo romanzo.
Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati su riviste specializzate e premiati a concorsi.
“Innocent” è il suo secondo romanzo.