Carlo Lucarelli – L’inverno più nero

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Editore Einaudi / Collana Stile Libero Big
Anno 2020
Genere Noir
312 pagine – brossura e epub


Dopo le terribili giornate successive al 25 luglio 1943 che videro la caduta del fascismo, la fuga di Mussolini e la successiva costituzione della Repubblica di Salò nell’inverno del 1944, Bologna sta vivendo il suo “inverno più nero”, in rovina, piena di sfollati, sotto il tallone dell’occupazione nazista e dilaniata dalle bombe. La guerra è ancora in corso, gli alleati bloccati dagli Appennini, ma poco lontano e i loro aerei continuano a volare e a bersagliare la città. È su questo palcoscenico che si muove e opera il nostro commissario De Luca, ormai militarmente inquadrato come comandante nei ranghi della polizia politica di Salò. Per lui sono mesi di difficili occhi chiusi, orecchie tappate per non vedere e sentire cose che vanno oltre ogni etica o morale. Ma De Luca non pensa, forse non vuol pensare e va solo avanti rigido come un automa nella impermeabile fissazione di continuare a svolgere bene il suo lavoro. Ma a conti fatti pare avviato a un’inconscia e progressiva discesa verso l’inferno…

In questi ultimi terribili mesi di guerra con il grande gelo che attanaglia tutti, la popolazione è affamata, inerme e impotente. Schiacciata tra due fuochi, schiava del terrore per le continue prevaricazioni e le barbare esecuzioni effettuate dalle truppe naziste e dai fascisti, trattiene a fatica la rabbia di chi sa che si avvicina la resa dei conti. Uno scenario cupo, tragico, con la continua sotterranea attività di guerriglia partigiana alla quale le Brigate Nere rispondono con tale ferocia da mettere in difficoltà lo stesso comando germanico e che contribuisce a rinfocolare l’odio. Odio che trasuda e impregna i bolognesi, sottoposti a un ferreo coprifuoco con drastiche limitazioni della libertà. Persino De Luca, un commissario di polizia, viene continuamente bloccato per controlli, guardato con sospetto, ostacolato nelle sue funzioni o costretto a far valere la sua poca autorità.
Ma tre omicidi sono stati commessi nella “Sperrzone”, la zona chiusa, quella in cui teoricamente i soldati tedeschi non potrebbero entrare e che altrettanto teoricamente gli alleati non dovrebbero bombardare. Quella parte del centro diventato il rifugio per gli sfollati con i confini sorvegliati dai soldati della Feldgendarmerie e i portici trasformati in stalle che diffondono i versi degli animali portati dalle campagne.
Qualcuno ha telefonato per denunciare degli spari ma, a conti fatti, i morti saranno tre e con diverse modalità: il primo un ingegnere massacrato di botte viene trovato sotto i portici; il cadavere del secondo, un soldato tedesco delle SS, emerge nudo da uno uno scantinato allagato di Via del Fossato e solo il terzo, un medico, un professore universitario, è stato ammazzato in via Ca’ Selvatica con un colpo di una calibro 22 in piena fronte.
Tre diversi omicidi e tre diversi filoni investigativi su cui il comandante, commissario De Luca, dovrà indagare su incarico di tre diversi mandatari e con opposti interessi ma certi che solo lui possa aiutarli. Convinti che il famoso commissario De Luca sia l’unico a Bologna in grado di risolverli. E nel caso del morto tedesco, se ci riuscirà, sarebbe anche l’unico in grado di salvare dalla condanna a morte dieci ostaggi. Tre diverse indagini sono tante, troppe e per forza De Luca dovrà correre sempre affannosamente, quasi dimenticando di mangiare e di dormire, saltando come un funambolo da un caso all’altro. E per fortuna esiste il telefono, funziona, continua a funzionare e gli concede qualche attimo di respiro. Ma forse tre indagini tutte insieme per lui possono diventare come un’ancora di salvezza, perché gli impediscono di fermarsi, di pensare e magari immaginare che possa esserci altro oltre il suo lavoro.

Un racconto molto crudo, talvolta spietato. È un’altra Bologna, stravolta, bombardata, senz’anima. Pare che abbia perso la risata, dove ciascuno bada e pensa solo a se stesso. Una città umiliata, controllata, circondata, percossa ma pronta a difendersi con le unghie e con i denti. Pochi guardano oltre a quello che sarà domani, che forse potrà essere. De Luca appare sempre più strano, indecifrabile, scostante, quasi robotico, sempre privo di turbamenti, un segugio che guarda solo avanti e interpreta il suo lavoro come una missione fine a se stessa, senza emozioni, senza alcun coinvolgimento o almeno pare, nella terribile comune tragedia che lo circonda. Ma a suo modo un uomo retto e leale. Forse qualcosa o qualcuno riuscirà a scalfire la sua inossidabile corazza e far scattare in lui un moto di empatia. Un altro romanzo con il commissario De Luca da leggere.
Scrittura bella fluida che accarezza e gran mestiere narrativo.

Patrizia Debicke


Lo scrittore:
Carlo Lucarelli (Parma, 1960) è autore di romanzi, saggi e sceneggiature. Tra i suoi ultimi libri usciti per Einaudi Stile Libero, Albergo Italia (2014), Il tempo delle iene (2015), Intrigo italiano (2017) e Peccato mortale (2018). Gli ultimi due titoli hanno segnato il ritorno sulla scena del commissario De Luca, già protagonista di una trilogia (pubblicata in origine da Sellerio e ora da Einaudi Stile Libero) che comprende Carta bianca, L’estate torbida e Via delle Oche. Per molti anni ha condotto trasmissioni televisive in cui ripercorreva celebri casi criminali esaminandone gli aspetti rimasti oscuri.