Calogero Ciancimino – Come si fermò la Terra

720

Editore Cliquot / Collana Generi
Anno 2020
Genere Fantastico, Space Opera
Formato epub
Prefazione di Edgardo Rodia e illustrazioni originali di E. Gallieni
Copertina di Riccardo Fabiani


Ultimatum alla Terra, L’Esperimento del Dottor K, Attacco alla Terra, Il Villaggio dei Dannati… l’elenco potrebbe continuare. Sono solo alcuni dei film che tra gli anni cinquanta e sessanta hanno raccontato il fantastico, attingendo da una copiosa messe di materiale letterario che fino ad allora – e per tanto a venire – si era diffusa in tutto il mondo. La narrativa fantascientifica ha una data d’inizio convenzionale – quel 5 aprile del ’26 quando Amazing Stories, la prima rivista di fantascienza, venne pubblicata – ma già qui su Contorni di Noir abbiamo parlato di racconti che alla fantascienza possono tranquillamente essere ascritti, sebbene la passione per il fantastico inizi fin dagli albori della storia dell’uomo (Luciano di Samostata, scrittore della Grecia Antica, immaginò un viaggio sulla Luna e l’incontro con i Seleniti nel suo romanzo “Storie Vere” – Ἀληθῆ διηγήματα – nel II sec. a.C.). In Italia, come altrove, si parla di proto-fantascienza, nella quale si inseriscono scrittori del calibro di Gozzano, Nievo, Capuana, ma – come Cliquot ci ha insegnato negli ultimi anni – c’è una messe di materiale fantastico (in tutti i sensi!) nato dalla penna e dall’estro di nomi molto meno noti e roboanti. Ciancimino è uno di loro.

Cosa accadrebbe se la terra fermasse il suo corso orbitale attorno al sole? Ciancimino immagina che al seguito dell’attrazione gravitazionale di un non ben identificato corpo celeste, tutti i pianeti del sistema solare subiscano un’alterazione delle loro orbite e la Terra, oltre a questo, ne risenta a tal punto da veder rallentato ed infine azzerato il proprio moto di rotazione. Le conseguenze catastrofiche sarebbero che una faccia rimarrebbe sempre esposta al Sole e l’altra no, con temperature altissime – sulla faccia assolata – e congelamento, su quella nascosta. Quando accade tutto ciò? Nell’anno 3000 (quindi per adesso siamo tranquilli!).
Oltre all’audacia della collocazione temporale in avanti, il romanzo è pieno di tante altre piccole chicche narrative, idee e visioni che per noi oggigiorno sono normali, ma che per uno scrittore dei primi anni venti del XX secolo si dimostrano davvero rimarchevoli. Le terminologie con cui i vari oggetti “futuristici” vengono descritti varrebbero da soli una lettura:
“[..] vide vagamente un apparecchio radiotelevisore, fissato nel centro di una delle pareti, all’altezza di un metro e mezzo dal pavimento. L’apparecchio consisteva in una specie di grande piatto metallico, con un rocchetto al centro e uno specchio a destra, con due bottoni laterali che certamente erano interruttori; a sinistra, sostenuto da una mensoletta sporgente dalla parete, vi era un dischetto attraversato da parecchi fili di rame, fissato a una asticella verticale.

Il romanzo, per via della sua pubblicazione su una rivista, assume fin dal principio gli aspetti di quella che poi evolverà nella più nota “Space Opera” (tipo Flash Gordon, per capirci) e la cosa notevole è che ne porta in luce tutte le caratteristiche facendo, di questo romanzo, una sorta di vero e proprio fondatore del sottogenere. Le ingenuità, tipiche di questi romanzi, non fanno altro che suffragarne la genuinità e contribuiscono a incastonare questa piccola perla nel giusto ambito cui appartiene. Ciancimino ci racconta anche di come la civiltà umana si sia evoluta, sia in senso tecnologico, sia in senso politico. Tra tutte le cose del futuro immaginato che oggi possiamo toccare con mano, quella di una civiltà più equa, unita e solidale è ancora ciò che ci manca. Ma sono fiducioso: tanto vivrò fino a 120 anni…

Michele Finelli


Lo scrittore:
Calogero Ciancimino nacque a Sciacca (AG) il 14 marzo 1899. Poco dopo aver intrapreso gli studi umanistici, si imbarcò come mozzo su un brigantino a palo (una vecchia biografia racconta che furono i genitori a costringerlo, per punizione a causa del carattere irrequieto) che salpava da Palermo per l’America del sud. Il veliero naufragò in vista delle coste della Guyana francese e lui si salvò per miracolo con altri membri dell’equipaggio.