Catherynne M. Valente – Space Opera

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Editore 21lettere
Anno 2020
Genere Sci-fi
376 pagine – brossura e epub
Traduzione di Alice Zanzottera


War, Peace,Sex, Aliens, R’n’R.
Let’s go sing and make the best of it!
Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori,
le cortesie, l’audaci imprese io canto.
L’incipit dell’Orlando furioso, ben ci sta per introdurre una disfida spaziale.
Già, perché questo ultimo libro di Catherynne M. Valente, “Space Opera”, racconta di una cruenta guerra interstellare combattuta per difendere il proprio diritto alla senzienza. Ma dopo violente battaglie, alla fine le specie dell’universo scelgono un modo pacifico con cui definire la contesa: una gara canora. Soltanto chi non arriverà ultimo nella corsa al Gran Premio Metagalattico potrà continuare a esistere. Anche la Terra è nella tenzone, e la Grande Alleanza Galattica si affretta a scegliere la band che possa rappresentare gli umani al concorso. Sfortunatamente, gli unici candidati disponibili sono due membri della band Decibel Jones and the Absolute Zeros, un gruppo glam-rock sciolto da anni. Chissà se i due riusciranno a mantenere la Terra in vita.
Corredato da gare di gladiatori, concorsi di bellezza, la stravaganza dei concerti, i partecipanti, la fanno da padrone in questa Woodstock interstellare in cui la posta in gioco è altissima.

Così, le abituali tappe di un conflitto, come la diplomazia, le armi, consigli in war rooms, si fanno da parte in favore di glitter, rossetto e chitarre elettriche sul più grande palcoscenico della galassia, dove la presenza scenica è tanto importante quanto il cantare bene. Ed ecco che le pagine diventano una sorta di Iliade del rock, dove alla catalogazione delle navi e degli eserciti, prendono posto le band aliene e non pronte alla sfida.
La vita è bella. La vita è stupida.
Uno slogan martellante sopra un mare di note e strumenti che stridono ai massimi decibel.
Ben presto il libro diventa bellezza, glam e assoluta disperazione dentro una continua, sottile profonda, amara ironia. Il rimpianto di Decibel Jones per ciò che è accaduto alla sua band e la sua volontà di abbracciare in modo aggressivo l’alieno e il bizzarro, aiutano ad esempio a rafforzare il lato umano di una storia sopra le righe e colma di un umorismo che non smette di dipingere lo stato attuale dell’umanità attraverso le diverse specie aliene. A tratti fa pensare a un film come MIB-Men in black, fatto di essere strani, particolari, provenienti da ogni parte dell’universo conosciuto e soprattutto sconosciuto. Space Opera è un fantastico mondo di interazioni esilaranti tra i rapprensentanti terrestri un po ‘impreparati e alcune specie aliene molto aliene e molto divertenti.

Catherynne Valente, che proprio da uno dei suoi followers era stata pubblicamente sfidata a scrivere una versione di fantascienza / fantasy dell’Eurovision Song Contest, inventa qualcosa di brillante, assurdo, pomposo, che fa ridere a crepapelle senza tralasciare la riflessione.

Catherynne M. Valente traccia il proprio angolo del nostro stupido universo e non mostra altro che originalità lungo tutta la strada. Un’originalità che ha un chiaro messaggio: dobbiamo dimostrare la nostra sensibilità. Se ci riusciremo, ci uniremo alla folla di civiltà galattiche là fuori, tra le stelle. Altrimenti, come dice l’emissario alieno sulla Terra, “tutta la memoria della tua esistenza collettiva sarà amorevolmente raccolta e archiviata, le tue risorse planetarie teneramente estratte e la tua specie totalmente annientata.”
Space Opera analizza le azioni degli umani e dei loro governi, lasciando a intendere che nè le une nè gli altri giocano a favore della nostra sensibilità.
Come lo afferma l’araldo alieno al presidente della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti: “Dopotutto, voi avete sempre la meglio sui mostri, anche se siete gli unici a soffriggere a fuoco lento il vostro pianeta solo perché non vi preoccupate di non farlo, facendovi fuori l’un l’altro per diletto o profitto, inventandovi storie elaborate che cominciano con lo stare calmi e trattare tutti con gentilezza e da pari, ma non si sa come, finiscono sempre con qualcuno che viene ridotto in schiavitù, e con la totale distruzione delle altre specie con cui condividete il mondo così da potervi scattare una foto insieme ai loro corpi o inglobarne le migliori caratteristiche nella speranza di raggiungere un’erezione più soddisfacente, ed essendo generalmente disposti a vendere l’unica fugace e fragile vita di un vostro conoscente se ciò vi permette di accaparrarvi una fetta di risorse leggermente più grande.

Non vi trovate nemmeno d’accordo su se sia giusto che un bambino malato riceva un fazzolettino senza doverselo guadagnare. Nessuno di voi sembra riuscire a sopportare il prossimo. In uno scontro finale, preferireste restare a guardare qualcuno che soffre indicibili supplizi anziché guardarlo che si gode anche solo un cocktail fresco se voi non ne avete due, e i vostri hanno dentro la ciliegina oltre a più ghiaccio e ombrellini di carta, e persino allora la maggior parte di voi opterebbe sempre per scegliere i propri e farsene tre. Questo non è il comportamento che si addice a una razza senziente.”
La Valente rende tutto overload, la sua scrittura, le sue frasi, meritano un elogio tutto loro. Lunghe come assoli di chitarra, si allungano, si alzano, si abbassano, si raddoppiano su se stesse, tornando alle note di base in modo che possano spiccare un altro volo. La Valente si dimostra una stilista in prosa. Lancia le immagini più folli e più belle con le sue frasi lunghe. Leggerla è come bere un cocktail strano e insolito, e devi essere pronto a avere le vertigini quando apri i suoi libri: fa tutto parte del divertimento. Quindi, godetevi questo libro esagerato. “Space Opera”: il glam del book!

Andrea Novelli e Gianpaolo Zarini


La scrittrice:
Catherynne M. Valente è annoverata tra i bestselling author dal New York Times. Vincitrice di premi quali Hugo award, Romantic Times’ Critics Choice, Locus, Lambda, Rhysling, Mythopoeic, Prix Imaginales e molti altri. Finalista al Nebula e World Fantasy Award.
Vive su un’isola al largo delle coste del Maine con una crescente compagine di animali, alcuni dei quali umani.