Enrico Camanni – Una coperta di neve

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Editore Mondadori
Anno 2020
Genere Giallo
296 pagine – brossura e epub


Enrico Camanni, scrittore torinese, giornalista e alpinista, già autore di romanzi gialli e di saggi sulla montagna, è tornato in libreria nel mese di Maggio con un nuovo romanzo giallo edito Mondadori, Una coperta di neve, romanzo che unisce le sue maggiori passioni.

La si pensa bianca come la neve, ma per i sommersi non ha colore. Un metro sotto la superficie filtra appena un filo di luce; tre metri sotto è notte. Dicono che esplodendo si mangi l’aria, ed è l’unica cosa che conta per chi cade in trappola: l’aria di montagna. I sepolti scambierebbero un braccio per un respiro.

Siamo in Valle d’Aosta, Monte Bianco: un seracco si spezza e una slavina travolge tutto ciò che incontra, avvolgendo e soffocando anche una donna che si accorge appena di quello che sta accadendo, prima di finire in un soffocante buio. L’allarme scatta subito: i soccorritori sanno che in questi casi il tempo è tiranno, e la possibilità di salvare ancora qualcuno è minima, eppure non si perdono d’animo.

Non poteva neanche chiamarla perché la signora non aveva un nome.

Chi è la donna salvata? E perché nonostante stesse scendendo in cordata non si è trovato nessun altro corpo legato alla corda? Un mistero che gli stessi soccorritori vogliono risolvere, nonostante non sia loro il compito: trovare altri corpi non è possibile e questa è l’unica cosa che conta. Così però non è per Nanni Settembrini.

Settembrini arrivò in ospedale alle due del pomeriggio, presentandosi come il responsabile del Soccorso Alpino.

Nanni, esperto alpinista, guida e capo del Soccorso Alpino, non riesce proprio a dimenticare quella corda legata alla donna, di cui nessuno sa il nome, e non riesce proprio a spiegarsi perché nessuno fosse legato all’altro capo. Inoltre non riesce a dimenticare Martina, altra alpinista presente durante la slavina, insieme al compagno Maurizio.

Le restavano tre cose: il corpo acciaccato e nudo sotto il lenzuolo, l’ago infilato nel dorso della mano destra e il muro bianco davanti agli occhi. Non aveva nient’altro.

Lavinia, nome di fantasia, non ricorda nulla del suo passato, dell’incidente, e non sa dire se qualcun altro fosse insieme a lei nel momento della slavina. Non ricorda il proprio nome, la propria origine, la propria città. Grazie a Martina, psicologa, e Nanni riuscirà lentamente a scoprire cosa è realmente accaduto su quella montagna, riscoprendo tramite oggetti e foto il proprio passato e ritrovando se stessa e il proprio dolore.

La luce riguardava l’intimità tra Martina e Lavinia, di cui era sempre più geloso. Si sentiva estromesso dalla relazione. Le donne lo tenevano all’oscuro. Gli tacevano dei segreti.

Per chi, come me, è cresciuto ai piedi dei monti della Valle di Susa, questo romanzo è un soffio leggero di neve che arriva dalle montagne in quei giorni invernali in cui il vento arriva a valle dalle alture. La montagna, che sia vista dagli occhi di un alpinista o meno, è più che una passione un sentimento difficile da ricreare sotto forma di parole, eppure Camanni è capace di farlo. Chi ha visitato anche solo per un giorno i monti valdostani sarà difficile non rivedere nella propria mente le descrizioni impeccabili dello scrittore, in grado di trasportare il lettore tra quelle rocce, tra quei raggi di sole, tipici delle estate montane in cui il caldo giornaliero lascia spazio alla brezza, piacevole, serale. A questo si aggiunge un giallo, un mistero, in grado di coinvolgere il lettore e tenerlo col fiato sospeso fino al termine del romanzo. Una scrittura scorrevole nonostante spesso si soffermi su alcuni tecnicismi, e descrizioni capaci di coinvolgere anche il lettore lontano da alcuni aspetti dell’alpinismo. Una coperta di neve è il romanzo da leggere questa estate, sdraiati nelle fresche radure montane, sotto il sole caldo che sembra avvolgerti, e una cima non troppo lontana da raggiungere.

Adriana Pasetto


Lo scrittore:
Enrico Camanni è nato a Torino nel 1957. Scrittore, giornalista e alpinista, divide la passione per la montagna con quella per la scrittura. Ha diretto alcuni giornali e scritto molti libri. Collabora con “La Stampa” in cronaca e cultura.