Antonio Paolacci e Paola Ronco – Il punto di vista di Dio. Un’indagine di Paolo Nigra

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Editore Piemme
Anno 2020
Genere Giallo
352 pagine – rilegato e epub


Una canzone di tanti anni fa diceva: Più vedo te, più ascolto te, e più ti amo…
Era Alain Barrière. E poi il grande Franco Battiato.
Ecco, io potrei pronunciare le stesse parole, rivolgendomi a Paolo Nigra.
Perché se già questo personaggio mi aveva catturata nella lettura del primo romanzo, “Nuvole barocche”, ora ne sono definitivamente, e senza rimedio, stregata.
Non è difficile, del resto, innamorarsene – anche in modo platonico, vista la sua posizione – ma averlo come amico, almeno, mi basterebbe.
Se poi il mio beniamino si aggira nella sua – nostra – Genova, un punto, dieci punti a suo favore!

Il caso che si presenta al fascinoso commissario è assai singolare, e anche per alcuni versi, divertente (se così si può dire, parlando di un omicidio…).
Una chiesa del centro storico, nascosta fra i carrugi: lì, in una domenica come tante, un gruppo di anziani amici ascolta la Messa. Al momento della Comunione, il professor Sergio Bruzzone, appena presa l’Ostia benedetta (la Particola, precisa ai poliziotti uno sconvolto prete, Don Mola) si accascia e muore in pochi istanti. A nulla vale l’assistenza della dottoressa Salati, amica dell’uomo, che dichiara sicura: avvelenamento da cianuro.
Il gruppetto di ultra settantenni è legato da una lunga amicizia, ed è perciò comprensibile lo sconvolgimento di tutti, che attendono l’arrivo delle forze dell’ordine. Ucciso prendendo la Comunione? Tremendo.
Il commissario Paolo Nigra, bel quarantenne gay dichiarato, proviene da Torino e vive per sua scelta nel centro storico, in una casa piacevole ma abbarbicata al quinto piano senza ascensore.
Non è il suo massimo piacere, quindi, in una pigra domenica, dover accorrere con la sua fedele squadra ad accertare l’omicidio di Bruzzone, trovandosi in mezzo a un gruppo petulante di vecchietti che vogliono a ogni costo dire la loro.

Una menzione alla sua fedele squadra: l’assistente Marta Santamaria, simpaticissima romanaccia fumatrice di pipa e valido braccio destro di Nigra, che smania dal desiderio di sapere il nome del compagno del suo capo. Chi sarà mai ad aver rubato il cuore del fascinoso Paolo, di cui tutti conoscono l’omosessualità dichiarata, e per quale motivo non può essere rivelato?
È questa una domanda che aleggia in tutta la storia, anche nei momenti più cruciali.
Anche Caccialepori è una bella macchietta, talmente ipocondriaco da essere lo zimbello del commissariato. In questa storia la sua malattia più recente è la celiachia, dopo avere scoperto che l’ucciso era celiaco, perciò doveva avere una Particola speciale, separata dalle altre.
Il compagno di Nigra è Rocco, un famoso attore napoletano di soap, in cui recita la parte dello sciupafemmine: fatto questo che provoca la gelosia del fidanzato, e che gli impedisce di fare coming out, per non rovinare la sua figura di play boy.
Questo è un grande motivo di tormento e di amarezza per Paolo Nigra.
Inutile aggiungere che il bel commissario giungerà vittorioso al traguardo, non senza sorprese e colpi di scena che dovranno scoprire i lettori!

Romanzo intrigante, piacevolissimo, che mi ha suscitato più di una risata, in varie situazioni comiche. Per una lettura da vacanza, sollevare lo spirito con un po’ di umorismo è ottima cosa, ma attenzione: non è una storia frivola, né superficiale, anzi! Diciamo che ha tutti gli ingredienti giusti, per una combinazione perfetta.
I personaggi – tutti, anche quelli che non ho nominato e sono da conoscere – sono tratteggiati con perizia, fatto non facile in un romanzo a quattro mani: è necessario un affiatamento speciale. Sembrerà ai lettori un controsenso, ma aleggia, in tutta la vicenda, un sottile velo di malinconia: non è facile avere la persona amata lontana, soprattutto non poterla mostrare alla luce del sole, e compiere quei mille piccoli gesti, importanti in un legame …abbracciarsi, tenersi la mano, cenare a lume di candela, passeggiare la sera…Per ora è così.

Genova è presente in mille modi ed in ogni pagina: si colgono gli umori e le voci del centro storico, leggendo…forse ancor di più per chi vive in questa città. Un romanzo incantevole, dunque, consigliatissimo a chi vuole qualità e piacere della lettura insieme.
Paolo Nigra: a quando il tuo ritorno?

Rosy Volta


Gli autori:
Antonio Paolacci (1974) è nato nel basso Cilento per poi trasferirsi a Genova. È scrittore ed editor dal 2007. Ha pubblicato Flemma (Perdisa Pop, 2007), Salto d’ottava (Perdisa Pop, 2010), Accelerazione di gravità (SenzaPatria, 2010), Tanatosi (Perdisa Pop, 2012), Piano americano (Morellini Editore, 2018) e svariati racconti e articoli in antologie collettive e riviste.
Ha condotto alcuni studi di psicoanalisi del cinema considerati in ambito accademico i più approfonditi sull’argomento.
È stato il direttore editoriale del marchio “Perdisa Pop” dal 2011 al 2014. È l’ideatore di “Progetto Santiago”, il primo progetto editoriale italiano interamente gestito da un gruppo di scrittori, artisti e professionisti indipendenti. Nel 2019 pubblica il primo romanzo scritto a quattro mani con la compagna Paola Ronco Nuvole Barocche (Piemme).

Paola Ronco
Scrittrice con diverse pubblicazioni alle spalle, nel 2019 è autrice del suo primo libro a quattro mani Nuvole Barocche (Piemme), scritto con il compagno Antonio Paolacci.