Buon compleanno, Gianpaolo Zarini: i suoi amici lo ricordano così. Parte seconda

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Continuiamo questa carrellata di ricordi, che sono tantissimi, in memoria di Gianpaolo Zarini. Un nostro modo di augurargli buon compleanno aprendo un varco in questa giornata per fermarci ad accogliere la sua partecipazione, a fargli trovare una torta con tante candeline, ognuna di queste porta un pensiero, un’immagine, un libro. Ecco che proseguiamo con chi lo ha conosciuto e vuole esprimere il vuoto della sua assenza o, ancora meglio, la pienezza della sua assenza. Perché il miglior modo di ricordarlo è continuare a leggere i libri che ha scritto con il suo amico Andrea Novelli, con il quale si chiuderà questo articolo.

Luca Crovi – Scrittore
Ho conosciuto Gianpaolo Zarini all’epoca di tutti i colori del giallo e devo ammettere di avere incontrato pochi lettori scrittori contagiosi come lui. Potevo restare ore a chiacchierare con lui di Altieri, Grange. King e lui ne sapeva una più del diavolo. Quando lui e Andrea Novelli mi hanno fatto leggere alcuni loro romanzi inediti ho deciso che sarei stato loro complice e per questo ho firmato alcune loro prefazioni e mi sono divertito a presentarli in giro. Gianpaolo ogni volta che si parlava di letteratura di genere si sentiva al luna park e spesso mi sono divertito a portarlo nel mondo dei balocchi presentandogli alcuni scrittori che lui amava. E quando li incontrava era lui a stupirli
Non so proprio come abbia fatto ogni tanto Andrea a batterlo a tennis perché Gianpaolo era un fuoriclasse capace di sfoderare colpi segreti che possono mettere in scacco l’avversario.
Gli sarebbe piaciuto che gli confessassi che l’ho sempre trovato più contagioso di un virus nei suoi entusiasmi.

Ferdinando Molteni – Scrittore
Quando, per la prima volta, ho incontrato Andrea Novelli e Gianpaolo Zarini non ho avuto dubbi. Avevo capito subito chi fosse l’uno e chi fosse l’altro. Anche se a volte facevo il cretino e fingevo di confonderli. In realtà non mi sono mai confuso: Novelli aveva la faccia da Novelli e Zarini aveva la faccia da Zarini.
Gianpaolo, devo dire la verità, mi metteva un po’ di soggezione. Aveva qualcosa di gotico, nell’aspetto e nel modo di porsi. Andrea sembrava in qualche modo compensarlo. Insieme erano formidabili. Una vera compagnia di giro. Un duo perfetto, tipo Simon e Garfunkel (che però, a dire il vero, si detestavano) o, meglio, come Gassman e Trintignant o, ancora meglio, come Blake e Mortimer.
Ho chiesto loro, in diverse occasioni, quale fosse il segreto della loro scrittura. Una scrittura che ha avuto evoluzioni e capovolgimenti, sterzate e ritorni.
Non l’ho mai capito.
Io credo che Novelli e Zarini, come qualche altra coppia letteraria celebre, avessero un rapporto di simbiosi che si traduceva nella pagina scritta. Pur nelle evidenti e divertenti diversità. Una specie di magia. Si annullavano l’uno nell’altro, per diventare qualcosa di diverso. E di unico.
In ogni caso, per me Zarini era soprattutto un gran figo. Uno con la faccia giusta per fare il mestiere di raccontatore di storie nere. Uno che veniva bene nelle foto, asciutto e col ciuffo brizzolato, che si capiva subito che era uno scrittore quando entrava in libreria per una presentazione, che piaceva alle donne per il suo modo di parlare e di scrivere ma, secondo me, anche per qualcos’altro. Nonostante Novelli, bisogna dirlo, fosse sempre stato assai più bello.
Ma il segreto di Zarini era proprio quello: profilo basso e talento immenso e, alla fine, un bel po’ d’amore ti circonderà.
Insieme al rispetto.
Va sempre a finire così con gente come lui.

Gabriella Frasca Gallo – Organizzatrice di rassegne letterarie
Ancora incredula e “basita” per una scomparsa così inaspettata, vorrei ricordare non solo la tua pacatezza, l’ironia spesso sottesa, la calma nell’esporre le cose ed i pomeriggi/serate di presentazioni sia con molto pubblico ed anche con poco, sempre sull’onda della risata e della simpatia, ma ricordarti attraverso i tuoi libri, scritti con l’inseparabile Andrea, che negli anni ho letto con piacere, recensito e presentato.
Nei miei ricordi c’è per primo “Soluzione finale” con l’agghiacciante presenza di bambini uccisi con premeditazione direi “scientifica”, siamo nel 2005 e nel 2008 ecco “Per esclusione” anche qui con uccisioni di piccoli innocenti. Nel 2011 arriva “Il paziente zero” con il suo incredibile mix di squali e diamanti. Poi tu e il tuo sodale amico inseparabile, abbandonate il medical thriller con 4 romanzi che vedono protagonista Genova ed il disilluso lupo solitario, investigatore Astengo. Nel 2012 ci sono “Acque torbide“ con indagini ambientali decisamente molto attuali per il nostro martoriato mar Ligure, nel 2017 “La superba illusione” in cui si prende a tema il mondo della gente senza scrupoli e del gossip. Seguiranno nel 2018 “L’essenza della colpa” in cui Astengo cercherà di aiutare un produttore di profumi e , nel 2019, “Dare e avere” in cui una banca è decisamente “poco chiara”.
Nell’anno attuale siete tornati al medical thriller di 15 anni prima, con l’ambientazione serrata e californiana di una serie di morti assurde da parte di un assassino che pare “godere” nel procurarle, cioè parlo di “Blind spot”.
Mi auguro che di lassù tu possa vedere il successo che sta avendo il libro e soprattutto possa aiutare Andrea a scrivere ancora altri romanzi, come se tu fossi ugualmente tra noi. Anche se può sembrare banale e scontato, non morirà sicuramente il tuo ricordo.

Nicolò Tambone – Scrittore
Ho un ricordo piuttosto nitido del giorno in cui ho conosciuto Gianpaolo e il suo sodale di scrittura Andrea Novelli. Il loro primo romanzo “Soluzione finale” era uscito da poco per i tipi di Marsilio e l’occasione dell’incontro fu proprio la presentazione del libro nella mia città. Sono passati ormai diversi anni, ma quella conversazione mi è rimasta impressa tra i ricordi cari, le coincidenze, e tutti quegli avvenimenti piacevoli che rivivono in un luogo speciale della memoria, una sorta di giardino Zen dei bei ricordi. Gianpaolo era, dei due, quello a prima vista più introverso e timido. Ma in realtà era pronto alla battuta e all’ironia; sapeva metterti a tuo agio come pochi davvero intelligenti sanno fare. L’aver pubblicato con un editore importante non gli aveva messo addosso quella degnazione del tipo “lei non sa chi sono io” tipica di molti degli autori che ce l’hanno fatta.
Ricordo poi una sera memorabile, nel 2008 a Milano; un incontro con il duo N&Z, Luca Crovi e il compianto Alan Altieri. La piacevolezza di una bella conversazione tra amici, proseguita in metropolitana e conclusa a malincuore nel parcheggio di Famagosta, al momento di recuperare le auto e rientrare a casa.
Ci siamo rivisti per l’ultima volta l’anno scorso. Andrea e Gianpaolo erano diretti a una presentazione a Fossano. Abbiamo cenato tutti insieme. Non vedevo Gianpaolo da molto, ma era come se fossero trascorsi cinque minuti dall’ultima volta. Parlammo di libri, autori e sceneggiature, perdendo la cognizione del tempo.

Carlo Frilli – Editore
Era il 2012, ma forse è meglio se comincio a raccontarvi di Gianpaolo partendo dal 2005 quando, per la prima volta, partecipai da spettatore curioso a una presentazione del primo romanzo pubblicato con Marsilio assieme all’inseparabile compagno di scrittura Andrea Novelli. La biblioteca di Genova Sampierdarena li ospitò e loro furono capaci di incantare il pubblico. Di Gianpaolo ricordo quella sua timidezza che improvvisamente svaniva quando cominciava a parlare del suo scritto o si addentrava nelle tematiche a lui più gradite. Li ritrovai con piacere diversi anni dopo quando mi proposero e poi ci accordammo per la pubblicazione di quello che diventò un personaggio seriale tra le pubblicazioni Frilli.
Il primo Michele Astengo ebbe il titolo di “Acque torbide” e a febbraio del 2012 vide la sua presentazione d’esordio alla Feltrinelli di Genova. Prima dell’inizio della presentazione Gianpaolo e Andrea arrivarono con dei curiosi sacchetti. Da uno di essi spuntava una testa di uomo…Il mio stupore e quello dei presenti era misto a curiosità. Gian se la rideva sotto i baffi e mi disse che di scrivere si erano rotti e così avevano deciso di entrare più nel vivo dei romanzi noir! Lo scherzo divenne una vera e propria scena del crimine con tanto di cadavere disteso a terra, bossoli e paletti per delimitare la zona. Ovviamente si trattava di una ricostruzione fedele con una sagoma di pezza vestita da distinto signore e tutti i reperti segnalati dalla scientifica in attesa degli investigatori di turno. E fu Michele Astengo a risolvere quel caso.
Gian era emozionato e Andrea pure, per quanto quest’ultimo più spigliato. Nuovamente però non appena prese la parola venne fuori quella parte di Gianpaolo Zarini che già avevo avuto modo di conoscere qualche anno prima. Parlò del romanzo ma in qualche modo anche di musica e del suo mito Bruce Springsteen. La gente apprezzava la sua parte introversa, il suo rimanere sempre in disparte, mai sopra le righe, opportuno e garbato. Apprezzai però molto in quella e nelle tante successive occasioni quella sua conoscenza profonda del mondo della letteratura di genere. Risi di gusto quando tra Andrea e lui si creò uno scambio di simpatiche battute. Tra tutti gli autori avuti, e credetemi sono davvero tanti, solo Gianpaolo nell’arco di circa otto anni di collaborazione credo di averlo sentito una sola volta. Non perché non ci fossimo simpatici, non perché non avessimo qualcosa da dirci, ma solo per il fatto che lui preferiva mandare avanti Andrea. Non si sentiva protagonista.
Lui i suoi protagonisti, i personaggi che occupavano la scena, sapeva crearli molto bene nei suoi romanzi e nei suoi racconti. Quelli non moriranno mai, così come anche Gianpaolo, pur mancandoci tantissimo, non morirà mai nei nostri ricordi e nei suoi scritti. L’investigatore Michele Astengo sarà sempre pronto a incantare e divertire i lettori di romanzi giallo-noir.

Cristina Rava – Scrittrice
Due nomi, Novelli e Zarini, citati per la mia prima volta da una voce alla radio, quella di Luca Crovi a ‘Tutti i colori del giallo’. Stavo lavando i piatti, era un sabato di tanti anni fa. Beati loro che erano famosi, mentre io ancora annaspavo. Invidia no, ammirazione. Non serve invidiare i traguardi altrui, bisogna remare e seguire la propria rotta, e io sono un tipo determinato. Ma remo da sola. Loro remavano insieme e rappresentavano per me il mistero di due menti, quattro mani e una voce sola, inseparabile.
Poi le regole del caso hanno incrociato le nostre rotte. Mai figure fisiche mi sono parse più differenti tra loro, eppure gradevoli e garbate nella stessa misura.
L’ultimo nostro incontro, sono stati loro a presentarmi a Savona, è ancora lì, nel cassetto della memoria, alla voce: ‘cose belle’. Gianpaolo mi ha tessuto intorno una ragnatela di domande sottili, rispettosamente ironiche, intelligenti, mi ha sfidato con apparente ingenuità e reale competenza. Una presentazione intensa, di quelle che ti lasciano felice, quasi stanco, ma soddisfatto del lavoro ben eseguito. Non posso raccontare di lui ciò che non conosco, e non mi piacerebbe inventarlo per simulare d’averlo vissuto di più. Ricordo un uomo gentile, dallo sguardo intrusivo, riservato, impossibile da codificare in una tipologia umana: troppo complicato. Non c’è stata occasione per disquisire con lui sulle facce delle nuvole, sull’odore del vento, o sulla fisica delle particelle, di cui non so nulla ma che mi piace farmi raccontare da chi ne sa. Mi sarebbe piaciuto perdere tempo insieme, in vuote ciance da sognatori, ma le regole del caos hanno deciso in altro modo.
Di lui mi resterà l’ignoto, che potrei colorare, ma non saprei che colori usare e in quali vorrebbe specchiarsi. Una voce si è spenta, e nessuna voce può mai essere sostituita, perché non esiste un violino uguale a un altro, non esiste un cuore uguale a un altro.

Alessandro Bastasi – Scrittore
Ho conosciuto Gianpaolo otto anni fa, in occasione di una presentazione collettiva al festival della letteratura di Mantova. Ero agli inizi del mio percorso di autore, lui aveva all’attivo degli splendidi romanzi scritti con Andrea Novelli e pubblicati da Marsilio. Avrebbe potuto tirarsela, guardarmi con sufficienza, ma Gianpaolo non era così. Era gentile, rispettoso, generoso. Volle sapere di me, che cosa facevo, che interessi avevo. Scoccò una scintilla di simpatia reciproca che durò negli anni a venire, anche se occasioni per vederci de visu ce ne sono state poche. Ogni tanto ci si scriveva, lui per dirmi che aveva apprezzato qualcosa che avevo scritto, o per commentare un mio post su Facebook, con interventi che dimostravano la sua profonda cultura nei settori più svariati, dalla letteratura al cinema alla musica. Ricordo ad esempio quando mi scrisse un lungo messaggio sul cinema di Hitchcock, citando i suoi film con il titolo originale in inglese, analizzando aspetti della sceneggiatura con tocchi originali ed estremamente interessanti. Una persona ricca, un punto di riferimento importante. Ci manca, mi manca. Il suo sorriso, il suo sguardo, la sua amicizia lontana.

Ivo Tiberio Ginevra – Editore e scrittore
Ho conosciuto Gianpaolo grazie a Facebook e così, come molti altri, avevo con lui un rapporto simpatico e gentile. Nient’altro. Roba da social per passare un po’ il tempo a parlare di libri, poi, sette anni fa in occasione di una mia tragedia familiare, ho conosciuto veramente Gianpaolo, anzi ho avuto il grande onore e privilegio di essere suo amico. Da quel maledetto giorno che Gianpaolo ha saputo del mio lutto, mi è stato sempre accanto nonostante eravamo separati da più di mille chilometri. Ha avuto sempre parole di conforto, o di speranza e anche quando non parlava, era sempre vicino, discreto e gentile. Credo che per sette anni non abbia mai mancato un solo lunedì di augurarmi una buona settimana, alle volte, magari anche un semplice: “Ciao Ivo, da una Savona immersa nella pioggia”. Caro Gianpaolo, non ti ho mai detto grazie per tutto questo, grazie per i tuoi semplici “ciao” che mi ha fatto sentire meno solo e sempre pensato con affetto. Immancabili “ciao” che mi hanno aiutato molto. Ti ho, invece, sempre ringraziato, ma forse non lo sa nessuno, per il tuo tempo che disinteressatamente hai speso volentieri nel darmi consigli preziosi e incoraggiamenti quando ho aperto la mia casa editrice, e nel leggere i romanzi degli autori che ho pubblicato suggerendomi come migliorarli, addirittura spingendoti fino a correggere le bozze. E poi sempre troppo poco ti ho ringraziato per la stima e la forza che hai saputo infondermi quando ho attraversato le mie perplessità di scrittore seguite dalla convinzione di abbandonare. Ogni volta, mi bastavano le tue parole per riprendere a scrivere le mie storie e finirle felice. L’ultimo romanzo l’ho completato solo grazie a te e purtroppo questa volta potrò solo ringraziarti freddamente dalle pagine di questo libro, se mai sarà pubblicato, il cui titolo oggi mi suona come una beffa lacrimevole: “Senza di te”. Gianpaolo, mi fa male il cuore quando ti penso, o quando t’incontro e soprattutto mi manca la forza o voglia di fare letteratura.
“Ciao Gianpaolo, da una Palermo immersa nello scirocco”.

Bruno Morchio – Scrittore
Ho conosciuto Gianpaolo Zarini leggendo i suoi romanzi e racconti e in occasione di presentazioni di libri, e purtroppo non ho avuto modo di condividere con lui occasioni più informali che mi avrebbero permesso di conoscerlo meglio come persona.
Di “Zar” però mi sono anche fatto un’idea seguendolo sulla bacheca Facebook.
In estrema sintesi vorrei sottolineare tre aspetti che mi hanno colpito. Gianpaolo abbracciava un interesse ampio e profondo per la letteratura popolare, dal noir al thriller alla fantascienza; per la musica, classica e moderna; e per il cinema e i nuovi linguaggi audiovisivi, anzitutto le serie tv, di cui era un vasto e acuto fruitore. Questo suo eclettismo è presente nei suoi romanzi e ne nutre la scrittura, l’intreccio e i personaggi. La mia impressione è che lui scrivesse con una insolita consapevolezza critica degli strumenti che adoperava.
Il suo stile di gioco – per esempio durante le presentazioni − era asciutto, schivo, si teneva apparentemente defilato, ma i suoi assist erano sempre puntuali e coglievano nel segno, fornendo al lettore (e spesso all’autore di turno) punti di osservazione originali e inediti.
Infine, riguardando le fotografie che lo ritraggono, da solo, con l’amico e coautore Andrea Novelli o con altri colleghi, sempre più mi colpisce nello sguardo, nel taglio dei capelli e nella carnagione chiara il suo essere così poco “italiano”: Gianpaolo ricorda tanto un musicista inglese degli anni Sessanta, uno di quelli che hanno plasmato i gusti musicali della mia generazione.

Daniele Cambiaso – Scrittore
Racchiudere l’amicizia con Giampaolo Zarini in poche righe davvero non è semplice. Ho conosciuto Gianpaolo insieme al suo inseparabile amico Andrea Novelli nel 2009, ad Alba, durante “Letture Corsare”: come lettore li apprezzavo moltissimo, grazie ai romanzi Paziente zero e Per esclusione, editi da Marsilio, che mi avevano colpito moltissimo per il taglio “internazionale” e per l’incisività adrenalinica della scrittura.
Da esordiente, all’inizio ero quasi intimidito, invece mi trovai a trascorrere una giornata fantastica, con due ragazzi allegri, simpatici e alla mano, con cui si poteva parlare di ogni cosa. Nacque così una delle amicizie più belle e vere che mi siano capitate nel mondo editoriale: ad esempio, abbiamo condiviso l’esperienza di alcune antologie, cui non mancavano di far avere il loro importante appoggio. Nel racconto Concordia prefigurarono il Covid con nove anni di anticipo! Per dire…
Gianpaolo è stato sempre generoso, pronto a dispensare un consiglio o un incoraggiamento con spirito fraterno, senza far mai pesare il suo curriculum imponente, che lo ha visto pubblicare romanzi con case editrici prestigiose, con importanti riconoscimenti e l’apprezzamento degli addetti ai lavori più quotati: l’immenso Sergio Altieri, con cui aveva un legame straordinario, va doverosamente citato.
Intelligenza, cultura, passione, ironia, umiltà. Potrei dire che molte delle qualità di Gianpaolo le apprezziamo nei romanzi di Astengo, il simpatico detective privato creato per Fratelli Frilli Editore, un personaggio quanto mai acuto nel cogliere gli aspetti contraddittori della nostra società.
Credo soprattutto, però, che Gianpaolo ci abbia indicato la strada con il suo essere Uomo autentico, un dono che conserverò con riconoscenza e rimpianto.
Cammini con noi, Gian, fino all’ultima pagina.

Sabrina De Bastiani – Thrillernord
Le cicale. Il loro frinire.
Una mattina di Luglio, raggiungendo Savona “passando di sotto”, perché l’autostrada, in quelle giornate di Luglio, non è cosa.
Tornanti e curve nel verde, il mare più giù.
Le cicale. Il loro frinire attraverso i finestrini abbassati.
Una chiesa. Le persone. A sedie alterne.
Tu al centro.
L’unico a non rispettare le distanze.
Così vicino. Così vicino.
Come sempre.
Mai più come sempre.
Ma ancora e sempre.
Le cicale. Il loro frinire, anche qui.
Tutto il vissuto della nostra amicizia davanti agli occhi, le risate, le canzoni, i libri, i film, il sostegno, la forza, il dirsi.
Le risate, ancora.
L’esserci.
Le cicale, il loro frinire.
Pensavo, al segno di pace, che non mi avrebbe più dato pace, il frinire delle cicale.
Che mi avrebbe sempre riportato qui, a questa giornata indicibile, dalla quale avrei voluto darmela a gambe, negarla, cambiarne il finale.
E invece, lo cerco, adesso, mi fermo ad ascoltarlo il frinire delle cicale.
Perché ci trovo il tuo sorriso, perché mi stai parlando, anche così.
Anche adesso che.
Sempre.

Bruno Vallepiano – Scrittore
Il primo pensiero è andato ad Alan Altieri. Chissà perché?
Quando Andrea mi ha dato la notizia sono rimasto senza parole. Ci eravamo parlati da poco per programmare la partecipazione ad un evento di fine luglio ed avevo letto quella frase sui social, collegata all’immagine del suo armadietto d’ospedale. Ero preparato al fatto che non sarebbe stato con Andrea all’evento, ma non a questo.
-Ho capito bene?- Ho chiesto ad Andrea?
Si avevo capito bene, Gianpaolo se n’era andato. Forse per questo, appena presa coscienza della realtà, avevo collegato la sua partenza per questo ultimo viaggio con il ricordo di Alan Altieri.
Ho ricostruito il tutto correndo dietro al filo dei ricordi di un passato prossimo nel quale si era concretizzato questo nodo di pensieri, al quale la bastarda notizia della morte di Gianpaolo si è andata a legare.
Andrea, ti ricordi? Agosto 2017, ci stavamo mangiando una pizza, prima di presentare a Roburent “La superba illusione”. Dopo aver chiacchierato un po’ di Astengo, di serie tivù e di altre passioni che ci accomunano uno di voi ha parlato della morte di Altieri, avvenuta un paio di mesi prima.
Gianpaolo si era rabbuiato, nel ricordo di un personaggio che per voi due ha significato molto. Lui non era prolisso come noi due, ma aveva speso qualche frase che rimarcava la grande stima che provava verso costui ed il rimpianto per averlo perso per sempre.
Ciao, man. Ci si vede.” era stato il vostro ultimo saluto ad Alan in una qualche vostra intervista.
Ecco da dove arrivava questo collegamento.
Non mi piacciono i ricordi infarciti di retorica anche se spesso siamo inclini a farne uso, per questo ho rincorso con disincanto le mie immagini di Gianpaolo, non tantissime per la verità, ma sempre legate al suo atteggiamento sobrio e moderato. Immagini che si accompagnano al suo essere colto senza sfoggiarlo, al suo humour sottile ed efficace, alla sua verve narrativa che veniva fuori, oltre che dalle vostre pagine, dal suo piacevole raccontarsi. E quando parlava dell’inizio della vostra carriera di scrittori, delle prime esperienze e del come avete portato sempre avanti questa passione di autori “a quattro mani” la narrazione fluiva lucida e con grande trasporto, così come si parla solo delle cose importanti della vita.
Non avremmo mai voluto perdere tutto questo, Gianpaolo.
Oggi tu costringi anche noi a dirti: Ciao, man. Ci si vede.

ANDREA NOVELLI
The night has fallen, I’m lyin’ awake
I can feel myself fading away
So receive me brother with your faithless kiss
Or will we leave each other alone like this…
Bruce Springsteen

“L’Apocalisse versa le sue lacrime, i lupi abbassano la testa e rendono onore, come deve essere…”
Niente di più appropriato che il commiato a Sergio Altieri per congedarmi solo fisicamente da Gian, prematuramente scomparso in una afosa notte di luglio.
Ci siamo conosciuti non a scuola, né tanto meno in biblioteca, ma tanti anni fa sui leggendari campi di tennis del Circolo Ricreativo Italsider di Savona. Ci siamo sfidati tante volte su quei campi… E proprio su quei campi ci siamo ispirati ai grandi tennisti che Gian tanto apprezzava come John McEnroe e Stefan Edberg, condividendo spesso le altre sue passioni, ossia il calcio, il cinema di Kubrik, Michael Mann, Clint Eastwood e Christopher Nolan e la letteratura con autori come Preston&Child, Jeffery Deaver, Stephen King, Philip K. Dick.
Ed è li che tutto ha avuto inizio, dall’idea di scrivere la sceneggiatura di un film fino a scrivere il primo romanzo. E poi i velleitari tentativi con le case editrici, il primo incoraggiante riconoscimento al Premio Tedeschi del Giallo Mondadori, fino alla vittoria del Premio Palazzo al Bosco e alla pubblicazione nel 2005 di “Soluzione finale” che fu fin da subito un successo al di là delle più rosee aspettative.
Fu l’inizio di un felice e ininterrotto percorso lastricato di grandi soddisfazioni, fatto di tanti lettori che ammiravano i suoi scritti e di amici e colleghi che ne stimavano il talento, la serietà, i modi sempre gentili e garbati.
A tal proposito non posso non ringraziare i tanti amici che hanno voluto esprimere un personale ricordo in occasione del compleanno di Gianpaolo il 5 settembre e che ne hanno attestato, se ce ne fosse stato bisogno, il grande credito e l’affetto che lo circondavano.
Era uno scrittore amante delle sfide. Creare storie e personaggi era per lui una passione che andava al di là di ogni cosa. La sua arguzia e perspicacia gli permettevano di arrivare a scrutare orizzonti lontani.
Tutto ciò condito da una riservata discrezione che gli faceva letteralmente blindare i suoi sentimenti.
Sono certo che in questo momento sarà accanto a Sergio Altieri, il suo scrittore preferito, nonché grande amico e mentore, discorrendo di cinema e romanzi, con le note inconfondibili del Boss, Bruce Springsteen.
Ho solo da dirgli ancora una cosa, quello che gli piaceva tanto ripetere alla fine di ogni mail, e cioè il motto dei Marines: Semper fidelis, Man!

Le copertine dei libri che ho indicato sugli articoli non sono, ovviamente, tutti quelli pubblicati da Gianpaolo e Andrea. Vi rimando al loro sito dove potrete trovare tutte le informazioni: Novelli&Zarini