A. J. Kazinski, Thomas Rydhal – Morte di una sirena

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Editore Neri Pozza / Collana I Narratori delle Tavole
Anno 2020
Genere Giallo
448 pagine – brossura e epub
Traduzione di Eva Kampmann


Un diario. Si parte da questo. Anzi, dall’assenza di questo. Un vuoto nella vita del protagonista che, come Morfeo, dà forma ai sogni di molti bambini: Hans Christian Andersen. Tornato dal viaggio in Italia, senza un soldo e con fumose prospettive per il futuro, Andersen inizia a frequentare i torbidi quartieri della lussuria di Copenaghen, ma la sua frequentazione è puramente artistica: ritrae prostitute intagliandole nella carta.
A causa di questo suo bizzarro talento non riscuote le simpatie delle avvenenti signorine del piacere che arrivano a considerarlo un maniaco; e quando una di queste viene trovata mutilata…si ritrova tra donne di facili costumi, cortigiane di palazzo, principi senza scrupoli, bambine avide di storie e un assassino che proietta la sua ombra mutevole sulle vite dei protagonisti.

Se conoscente bene Andersen sapete già che non troverete il finale alla “vissero tutti felici e contenti”, per ogni vittoria conquistata c’è un lato della medaglia che si macchia di sofferenza. “L’inumano vuole avere un volto, il brutto vuole essere bello. Tutto e tutti vogliono essere qualcos’altro” dice il nostro scrittore e, seguendo questa filosofia, il lieto fine non è che la cruda realtà mascherata a festa.
Il libro parte lento, quasi arranca nella dura salita del climax verso l’acme. Sembra perdersi nella depressione del protagonista, nella sua incertezza, ma prende consistenza, ritmo procedendo nella lettura. Sullo sfondo l’umida e fredda Copenaghen dell’800, maleodorante ma allo stesso tempo maestosa e sfarzosa. I protagonisti li conosciamo tutti anche se solo allo stato embrionale: c’è un principe, una piccola fiammiferaia, un brutto anatroccolo che vuole essere cigno, un soldatino e la sirena estratta dalla spuma del mare.

Il racconto non eccelle per la trama, già esposta nei primi capitoli, ma per l’idea da cui nasce: colmare il vuoto del diario personale di Andersen con una pennellata di avventura che ha messo a dimora i semi della produzione fiabesca dello scrittore. Ritroviamo tutti i temi tipici delle fiabe dello scrittore danese: il diverso che lotta per essere accettato, l’emarginato che cerca di riscattarsi, la classica percezione del doppio, dell’essere imprigionato in un’anima senza un corpo adeguato e infine il macabro come punto di rottura con la realtà, quell’evento traumatico da cui tutto scaturisce. Temi attuali, mai risolti, che ancora oggi infiammano il popolo e la politica, nascosti in fiabe innocenti, che velano la realtà di scintillanti fiocchi di neve nascondendo la brutalità della vita sotto il candido manto.
“Non è il mondo a essere sbagliato, bensì noi, gli uomini.”

Matteo Bordoni


Gli scrittori:
Thomas Rydhal è uno dei più noti scrittori danesi. Tra le sue opere L’eremita, romanzo apparso in oltre 15 paesi, vincitore dello Harald Mogensen Award e del Glass Key, il premio per il miglior romanzo poliziesco scandinavo.

A. J. Kazinski è lo pseudonimo di Anders Rønnow Klarlund, autore, regista e sceneggiatore danese, e di Jacob Weinreich, scrittore danese. Tra le loro opere L’ultimo uomo buono, pubblicato in 26 paesi.