Lost in translation #1: Anthony Neil Smith – Slow Bear

1200

Editore Fahrenheit 13
Anno 2020
Genere Crime-Fiction
126 pagine – brossura e epub
Libro in lingua originale, non tradotto in Italia


(English Text Further Down)
Percepisci la vastità del mondo del crime-fiction solo quando scopri un nuovo autore o leggi un grande libro che ti conduce in questa terra inesplorata e infinita.
Anthony Neil Smith è uno scrittore a me sconosciuto, forse ne avevo sentito parlare ma non ho letto nessuno dei suoi lavori e quando “Contorni di Noir” mi ha chiesto di leggere e recensire “Slow Bear” non vedevo l’ora di farlo.
Mika “Slow Bear” Cross è un ex agente di polizia di riserva nel Nord Dakota, in pensione per problemi medici. Non era un bravo poliziotto e l’unica volta che ha provato a fare il suo dovere, ha perso un braccio in seguito a una sparatoria. Slow Bear passa la giornata seduto al casinò a flirtare con Kyle, la barista, a dispensare consigli alle persone o ad aiutarle in cambio di qualche spicciolo. Andare in soccorso di sconosciuti può essere un lavoro molto pericoloso e quando non sei un bravo poliziotto (non lo è mai stato… “era bravo a fare il cattivo”) puoi solo finire con una valanga di problemi che ti inseguono.

Slow Bear è un personaggio meraviglioso, distaccato dal mondo ma comunque concreto, che lascia al lettore riempire gli spazi vuoti, cosa manca e cosa deve essere estrapolato dalle parole non dette. È quel tipo di eroe ambivalente (sia positivo che negativo), una sorta di antieroe con sentimenti da “cuor di leone”, un moderno auto-investito cavaliere alla Don Chisciotte che combatte per la più nobile delle cause: l’amore (nelle vesti di Kyle). Ma non lasciamoci ingannare da questo virtuoso obiettivo, Slow Bear non è un cavaliere bianco con l’elmo d’oro. È un ex eroinomane, incline alla violenza e all’inganno. Il suo mondo è quello della corruzione, dei trafficanti di sesso, della morte e dei giochi di potere, in cui tutti i poliziotti (e non solo loro) sono disposti a infrangere la legge.
I personaggi principali hanno connotati prettamente negativi, non tutti ovviamente, tranne Kyle una ragazza mossa da veri sentimenti nei confronti di Mika “Slow Bear” e coinvolta nel vortice di eventi causato da quest’ultimo. I luoghi sono rurali, uno schizzo a matita di quel popolare pezzo di America caratterizzato da un commercio losco di droghe, gergo volgare e violento e la certezza che la redenzione non arriva mai per quegli uomini che seguono le proprie regole.

Il libro è un noir non convenzionale, la storia è veloce e coinvolgente con il giusto ritmo tra azioni, brividi e momenti divertenti. L’azione inizia presto e continua a un ritmo frenetico e serrato, supportato da un cinico sarcasmo e una manciata di pura violenza. Il racconto si conclude in modo interessante, con un finale aperto che ti fa desiderare che ci sia un nuovo capitolo alla fine dell’ultima pagina.

(For English Reader)

You perceive the vastness of crime-fiction world only when you discover a new author or read a great book that leads you in this unexplored and infinite land.
Anthony Nail Smith was quite an unknown writer to me, maybe I heard about him but never read any of his work and when “Contorni di Noir” asked me to read and review “Slow Bear” I was truly excited.
Mika “Slow Bear” Cross is a former reservation Police Officer in North Dakota, retired from the force due to medical issues. He wasn’t a good cop and the only time he tried to be what his role deserved, he got his whole arm shot off. Slow Bear spends his days sitting around the casino flirting with Kyle, the lady barmaid, and giving people advice or helping them in change of some chips. Helping people could be a very dangerous job and when you’re not a good cop (never been such… “he was good at being bad at it.”) you can only end up with problems galore.

Slow Bear is a gorgeous character, detached from the world, but still concrete, letting the reader filling in the blanks, what’s missing and what needs to be known without telling. He’s that kind of hero both positive and negative, a sort of anti-hero with hero-like feelings, a modern Don Quixote self-invested knight fighting for the noblest of the causes: love (disguised as Kyle). Don’t be fooled by this virtuous objective, Slow Bear is not a white knight with a golden helmet. He’s an ex-heroin addicted, prone to violence and deception. His world is made of corruption, sex-traffickers, death and power games, in which all cops (and not only them) are willing to break the law.
The main characters are unlikable, not all of them of course, except for Kyle, a girl moved by true feelings toward Mika “Slow Bear” and involved in the whirlpool of events caused by the latter. The locations are rural, a pencil sketch of that popular piece of America surrounded by a dirt use of drugs, vulgar and violent slang, and the assurance that redemption never comes for those men who follow their own rules.

The book is an unconventional noir, the story is fast engaging with the right rhythm of actions, chills and funny moments. Action stars early and keeps going at frantic pace supported by a cynical hilarity and a handful of pure violence. The story wraps up in a very interesting manner, with an open ending making you desire a new chapter.

Matteo Bordoni


Lo scrittore:
Anthony Neil Smith è uno scrittore di gialli/crime-fiction che ha pubblicato più di trenta dei suoi racconti su riviste letterarie anche pubblicato romanzi. È co-creatore della ben accolta rivista noir online “Plots with Guns”. È stato anche editore associato della prestigiosa rivista letteraria “Mississippi Review”, avendo messo insieme diversi numeri speciali di romanzi polizieschi per l’edizione online. È professore di inglese presso la Southwest Minnesota State University di Marshall, MN.
Dato che Smith è nato e cresciuto sulla costa del Golfo del Mississippi, una parte dei proventi del suo secondo romanzo, The Drummer, è stata donata a “Foundations For Recovery”, un’organizzazione di beneficenza al servizio delle vittime dell’uragano Katrina.