Suzanne Kelman – La scelta di Josef

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Editore Newton Compton
Anno 2021
Genere Thriller
416 pagine – brossura e epub
Tradotto da Donatella Semproni


Amsterdam febbraio 1941. La neve implacabile e pungente ricopre come un lenzuolo
ghiacciato le strade devastate dalla guerra dell’Olanda occupata, formando ai lati delle strade e dei canali dei mucchi di fanghiglia che imbruttiscono una città sporcata, impoverita e quasi priva di sua umanità. Ma nonostante Amsterdam sia sotto il tallone dei nazisti, il professor Josef Held va avanti con la sua vita tranquilla, solitaria, fatta di piccole meticolose abitudini. Vedovo ormai da tanti anni Held si è praticamente auto isolato soprattutto perché non è mai riuscito a riprendersi dalla tragica perdita dell’adorata moglie, morta a casa da sola di parto. Ciò nonostante come chiuso in una bolla di autopunizione continua a insegnare alla facoltà di matematica all’università.

Sua unica occasione di incontro e diversione settimanale è il pranzo con l’unica nipote orfana, Ingrid che purtroppo fraternizza con gli occupanti… Nei primi lunghi nove mesi di occupazione, il Terzo Reich si è già dimostrato, uno sciacallo assetato di sangue, sempre vigile, pronto ad abbattere e divorare tutto quanto e si frappone tra lui e la conquista in nome del Führer.
Tra le poche persone con le quali di tanto in tanto il professore scambia qualche parola c’è la gentile signora Hannah Pender, segretaria dell’istituto, bella donna serena di cui sa poco ma Held che non si è mai perdonato la morte della moglie, non intende certo soffrire ancora affezionandosi a qualcuno. Un triste mondo il suo in cui solo l’orologio, appeso su una parete quasi a voler sorvegliare dall’alto gli studenti continua ostinatamente a ticchettare nella sua classe di matematica, anche se il ritmo sinistro degli stivali dei soldati nazisti minaccia di soffocarne il suono. Un mondo in cui ogni giorno Held torna a casa, in una casa abitata solo da lui e da un gatto al quale non ha neppure dato un nome. Un mondo in cui Michael Blum, il suo allievo più riluttante ed esasperante, gli dirà che anche ai mezzi ebrei come lui non sarà più permesso di studiare.
Annichilito, Josef cerca di tenere gli occhi a terra mentre pian piano gli ebrei di tutta la città sono rastrellati e costretti a entrare nei ghetti. E i nazisti vengono anche per la sua vicina, l’anziana signora Epstein, la maestra di piano che rallegrava le sue serate con la sua musica, la derubano e l’uccidono sulla soglia di casa vicino a lui. Il professor Held sotto choc non può più ignorare l’atrocità della situazione e la brutalità degli invasori. E quando Michael bussa alla sua porta in cerca di aiuto e rifugio, in un impulsivo atto di coraggio gli offrirà un posto dove nascondersi. La sua soffitta. E comincerà giorno dopo giorno ad aprirsi fino a stabilire un rapporto quasi paterno con lui.
Michael è l’opposto di Josef Held: vivo, spontaneo, poetico non ha paura di amare. Ha portato avanti una appassionata relazione con Elke una ragazza olandese, cosa assolutamente proibita visto che lei non è ebrea.

Se Josef riuscirà a nascondere Michael a lungo, anni addirittura, il ragazzo per ritrovare Elke abbandonerà il rifugio della casa del professore, ma sarà costretto a tornarci ammalato. Una malattia spesso mortale, la febbre tifoidea. A quel punto, pur di ottenere le medicine necessarie a curarlo, Josef Held si infetterà di proposito con un altruistico atto di coraggio e resistenza che cambierà completamente la sua vita. Teme di non potersi fidare di nessuno e invece saprà instaurare un rapporto di complicità con Hannah Pender, la signora Pender, che è entrata a far parte della resistenza. Imparare ad aiutare riuscirà a dare un nuovo senso alla sua realtà.
Ma i giorni bui della guerra continuano, con pericoli e tradimenti a ogni svolta, e nessuno è al sicuro. La guerra infuria e, mentre sua nipote Ingrid è diventata l’amante di un ufficiale nazista, il professor Held deve fingere per sopravvivere. Due mondi malati costretti a restare vicini sia pure così lontani, in cui alla fine prevarranno tuttavia lo spirito libero delle persone, la loro tempra e il loro senso di comunità. Due mondi che solo gli anni di pace riusciranno finalmente a risanare.

Questa storia è un inno a quella che fu la resistenza, l’inno alla libertà che migliaia su migliaia di olandesi costruirono pur affamati e provati, giorno dopo giorno durante i terribili anni dell’occupazione tedesca per opporsi al giogo nazista. Ma questa storia è anche la commovente testimonianza ispirata alla vera storia di un uomo che ha rischiato tutto se stesso pur di salvare una vita. L’autrice infatti nel 2010, mentre con una collega stava facendo ricerche sull’Olocausto per uno spettacolo teatrale di cui le era stata affidata la regia, aveva scoperto per caso, incisa su una targa sul muro di un museo, la storia di un uomo che aveva deliberatamente contratto una malattia mortale solo per potere ottenere in ospedale le medicine necessarie a curare l’ebreo che nascondeva in casa sua.
Arrivare a sapere di questo atto così drammatico e coraggioso ha avuto tale impatto sull’autrice che, dopo averlo annotato, ha deciso di riportarlo oggi nel suo romanzo dando al suo protagonista il nome Held che in olandese significa eroe. Una giusta scelta per un romanzo intenso e struggente e in cui il suo professore sa dimostrarsi un vero grande eroe. Chi di noi avrebbe saputo farlo? Fino a che punto saremmo stati disposti ad arrivare
per salvare la vita di un’altra persona?

Patrizia Debicke


La scrittrice:
Suzanne Kelman è una scrittrice e sceneggiatrice pluripremiata, i cui riconoscimenti includono il premio per la migliore sceneggiatura della L.A. International Film Festival 2011, il Gold Award del California Film Awards 2012 e il Van Gogh Award dell’Amsterdam Film Festival 2012. Nata nel Regno Unito, ora risiede nello Stato di Washington.