Elena e Michela Martignoni – Vent’anni prima

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Editore Corbaccio/Collana Narratori Corbaccio
Anno 2021
Genere giallo
240 pagine – brossura e epub


Dopo “Il caso Mariuz” che ha lasciato in Bertè e in noi lettori domande senza risposte, “Vent’anni prima” ha il compito di rivelarcele. Gigi scoprirà quello che è realmente successo ai suoi genitori, non un incidente come aveva sempre creduto, ma una vera e propria esecuzione.
Per chi non ha letto “Il caso Mariuz”, Lucia Mariuz (che ha scontato la sua pena in carcere perché incolpata ingiustamente per l’uccisione di suo marito e di sua sorella) contatta Gigi per rivelargli appunto le informazioni necessarie a ricostruire i fatti che hanno portato alla morte dei suoi genitori. Dal punto di vista emotivo una notizia che accentua ancora di più il dolore e ne accresce la rabbia.
“Vent’anni prima” parla di amore, amore osservato e approfondito da diversi punti di vista, un sentimento che nel bene e nel male fa parte della vita di ognuno di noi e che ognuno di noi cerca anche tra le pagine di un libro per riflettere, indagare e analizzare il nostro animo e di riflesso quello dei protagonisti della storia che stiamo leggendo.
Il non-amore di Lucia (agente immobiliare) e Silvana (istruttrice di palestra) Mariuz, sorelle. Il sentimento legato alla sorellanza dovrebbe essere naturale e duraturo come il tramonto e l’alba o come il fiume che sfocia nel mare, eventi così naturali da essere scontati nel loro avverarsi. Per Lucia e Silvana non è così, non c’è nessun punto di incontro tra di loro, sono all’opposto, si scontrano su tutto, fino ad arrivare quasi a una intolleranza vera e propria (soprattutto da parte di Silvana nei confronti di Lucia).

Quando ne “Il Caso Mariuz” Silvana e suo cognato Damiano, il marito di Lucia, saranno uccisi mentre erano insieme, a essere incolpata ingiustamente sarà Lucia. Un tradimento che lei sospetta da diverso tempo, ma mai avrebbe immaginato che l’amante potesse essere proprio sua sorella. Un amore rubato da un marito e da una sorella, un amore tradito che sfregia il suo io, che lede la sua sensibilità, che la ferisce nel profondo. Un amore nascosto a cui non interessa delle possibili conseguenze, l’importante è viverlo quell’amore travolgente, che porta a sognare di andare via e cominciare una nuova vita lontano da tutto e tutti.
L’amore di Oscar Rizzo, un malavitoso calabrese. Un criminale che procura morte e dolore. Non ha diritto a nessun perdono chi vive e opera in un ambiente criminale e malavitoso, è un individuo che meriterebbe solo l’estinzione. Eppure quest’uomo ha amato follemente la sua Maria, scomparsa prima del loro matrimonio a causa di una malattia. Si può amare così follemente? Può un uomo come Oscar Rizzo provare un sentimento così puro e autentico? Rizzo dopo la morte della sua amata è un uomo devastato dal punto di vista emotivo, se pur continuando nella sua attività criminosa. E’ un uomo che cerca di colmare il vuoto con il sesso e la droga, è un uomo che spera di ritrovare il giusto equilibrio quando per un puro caso incrocia Silvana Mariuz che possiede una notevole rassomiglianza con Maria. Rizzo deve avere Silvana, perché è così che deve essere, perché così tornerà a vedere quella luce che si è spenta con la morte di Maria.

Incontro con le autrici a cura di Cecilia Lavopa
con Luciana Fredella

Un amore desiderato e che deve essere portato a compimento, costi quel che costi.
L’amore insano di chi uccide per vendetta e per follia. Come si può definire questo amore se non insano e folle? Proiettare il proprio odio su chi si pensa sia l’usurpatore della felicità che si crede e si pensa di vivere e per questo deve pagare senza se e senza ma. L’amore di un padre e di una madre per il proprio figlio. Luigi, Franca e Gigi Bertè.
Gigi è diventato quello che è grazie ai suoi genitori e al loro amore. L’amore di un marito e di una moglie, l’amore dei genitori verso il figlio, l’amore di un figlio verso i genitori.
Una famiglia cosiddetta normale, con gli alti e bassi della vita quotidiana, ma con la forza e la voglia di andare avanti, creando le basi per una vita fatta di valori e ideali, cercando di fare sempre il meglio per sé e per gli altri, non solo in famiglia ma anche e soprattutto nel proprio campo lavorativo. Gigi non ha perso il loro amore, li ha persi fisicamente, ma il loro insegnamento e il loro esempio continuano a vivere attraverso di lui e con lui. C’è un bellissimo dialogo tra Lucia e Gigi, quando quest’ultimo dopo aver messo insieme tutti i pezzi del puzzle, va a parlarle. E’ un dialogo intenso e delicato, tra due persone che hanno sofferto e che hanno incrociato le loro vite.
“… ma ci sono molti modi di reagire a una tragedia come la mia … dopo tanto soffrire ho capito che non accettarla, resisterle e seguitarla a maledire, vuol dire rovinarsi. Io per anni ho vissuto così e quell’inferno mi ha consumata, ma inutilmente. Allora ho provato a ignorare, a dimenticare…ma è quasi impossibile perché te lo ricordano gli altri. Ora so che la soluzione è riconoscere i fatti e accettarli. Mi sono lasciata convincere da Eugenia a contattarti per scoprire la verità, per poi razionalizzare, superare il passato e andare avanti.”
“Non tutti riescono a farlo. Ti ammiro.”
“E io ti ringrazio per quello che hai fatto, ma mi resta il rimorso di averti coinvolto: se non l’avessi fatto tu oggi non soffriresti per la morte ingiusta dei tuoi. L’avevi ormai accettata e invece io l’ho rievocata. Sono stata egoista… per un incidente te la prendi col destino, per un omicidio te la prendi con un uomo e questo ti avvelena l’anima, i ricordi, la vita!”
“A volte il prezzo per arrivare alla verità è alto” disse Bertè, “ma io preferisco arrivarci, qualunque essa sia. Fra le tenebre non vivo bene.”
Ormai chi è diventato un affezionato lettore della serie ha imparato a conoscere e ad apprezzare Gigi Bertè, con i suoi pregi, difetti e la grande sensibilità.
E nel bellissimo capitolo conclusivo di Vent’anni prima c’è tutto di Gigi, la persona che ormai ha occupato un posticino fisso nel mio cuore di lettrice.
Al prossimo libro della serie!

Cecilia Dilorenzo


Lo scrittore:
Dietro il nome Emilio Martini si celano due sorelle scrittrici, Elena e Michela Martignoni, che conoscono bene il commissario, sono milanesi e frequentano da anni la Liguria. Insieme hanno scritto i romanzi storici Requiem per il giovane Borgia, Vortice d’inganni, Autunno rosso porpora e Il duca che non poteva amare, e i gialli con protagonista il commissario Berté La regina del catrame, Farfalla nera, Chiodo fisso, Doppio delitto al Miramare, Il mistero della gazza ladra, Invito a Capri con delitto, Il ritorno del Marinero, Ciak: si uccide, Il paese mormora, Il caso Mariuz e Vent’anni prima, oltre alle raccolte I racconti neri del commissario Berté e Talent Show.