Omaggio a Alan D. Altieri #2 – Città di ombre

792

Editore Dall’Oglio
Anno 1990
Genere Thriller
688 pagine – Brossura


“Città di ombre” pubblicato per la prima volta nel 1990 è il secondo romanzo di Alan D. Altieri e rappresenta il secondo capitolo della cosiddetta “Pentalogia di Los Angeles”, con “Città oscura” (1981), “Kondor” (1997) e “Ultima Luce” (1994). Manca all’appello il libro centrale della pentalogia, “Città di Tenebre” che era già stato completamente strutturato da Altieri, ma che non ha mai avuto completa stesura e quindi pubblicazione.
Altieri riparte con questo sequel proprio da dove era finito il romanzo precedente “Città oscura”, lasciando il tenente Solomon Earl Newton della LAPD, Los Angeles Police Department e rendendo protagonista Alan Jericho Wolf capitano dell’82a Aviotrasportata, già presente nel precedente. Wolf è sviluppato pagina dopo pagina con rivelazioni sul suo lato più oscuro e sugli eventi che l’hanno reso ciò che è, l’adolescenza, la Cambogia, e la promessa fatta a un amico. Wolf è un personaggio ricco di sfaccettature, semplicemente complesso, i cui metodi non sono troppo differenti da quelli dei suoi antagonisti, alla perenne ricerca di ordine e di una morale. Un cavaliere moderno, eroico come Solomon, con una sua epica che fa della violenza una leva imprescindibile per combattere la violenza.

“Alan Wolf era un ufficiale di prima linea, una delle più raffinate macchine per uccidere in cui un uomo potesse essere trasformato.”

La location del romanzo è sempre Los Angeles, una megalopoli tenebrosa e devastata, spettrale e sotto stato d’assedio. Una terra di nessuno martoriata e sanguinante. In questo mastodonte urbano, sopravvissuto alla propria apocalisse, Alan Jericho Wolf, capitano della Serious Crime Unit, è l’unica carta che le autorità possono giocare per contrastare il crimine dilagante. Poliziotto esperto di ogni forma di guerriglia, veterano di tutte le guerre, Alan è l’unico uomo che possa affrontare quell’abisso di violenza che assedia la città, dove i banzai runners, fulminati dal crack, duellano a morte con gli interceptors, dove regnano incontrastati i Brigadiers, micidiale e sanguinaria banda di criminali che assalta furgoni blindati con tecniche militari. L’unica legge sembra essere l’assenza di legge.

“Da qualche parte, nascosto dietro i vapori fluttuanti, c’era il sole. Ma in quella strana primavera dilatata e umida che non voleva decidersi a diventare estate, il sole sembrava un concetto dimenticato, quasi estraneo.”

Alan D. Altieri anche in “Città d’ombre” si conferma un grande autore di genere che ne travalica i confini, reiventandolo letteralmente. Le vicende si sviluppano con scansione serrata con sequenze cinematografiche in una concatenazione di situazioni e colpi di scena al ritmo di cambi di prospettiva che i personaggi reggono in modo assolutamente verosimile, anche quando si tratta di brevi comparsate.
I modelli narrativi dell’action thriller ci sono tutti: la figura del buono, granitico e probo, capi sordi e ottusi, conturbanti donne killer. E nessuno dei personaggi è realmente ciò che sembra. La trama è come detto serrata dettata da ritmi adrenalinici, a tratti testosteronici. L’ambientazione di Los Angeles post collasso strutturale è originale, con accurate descrizioni di quartieri demoliti e abbandonati, aree sottoposte al controllo delle gang criminali, insomma un posto dove ogni giorno è buono per sparire o morire.

“Amico, sei nel posto sbagliato nel momento sbagliato.” Eric Masters – Vivere e morire a Los Angeles di William Friedkin

Alan D. Altieri si conferma nella seconda prova, quella più decisiva ed emblematica per qualsiasi scrittore, quella che fa la differenza tra un episodico exploit e l’affermazione letteraria. Emerge in ogni pagina la sua smisurata cultura letteraria e cinematografica, una conoscenza ben metabolizzata perché mai ostentata. Il suo tratto distintivo rimane un registro narrativo originale, la scrittura essenziale e secca, i dialoghi fatti di slang duro. È l’azione che crea emozione, e non viceversa.

“Che vuoi che ti dica, l’azione per me è tutto” Michael Cheritto – Heat, la sfida di Michael Mann

Anche in questo romanzo ricorre il personaggio di Michael Sheldon Schwartz, che ipotizziamo alla fine non sia altro che un espediente di Altieri per dare voce al suo personale pensiero sui cambiamenti sociali e su tutte le concause che ne stanno determinando per la terra e i suoi abitanti una progressiva e ineluttabile deriva catastrofica.

Chiudo dicendo che “Città di Ombre” va letto come naturale sequel di “Città oscura” per non rischiare di perdere connessioni e riferimenti incrociati e apprezzare l’evoluzione narrativa di alcuni personaggi ricorrenti come il capitano Jay Steven Standish.

Andrea Novelli


Lo scrittore:
Alan D. Altieri, milanese, ingegnere, è vissuto a lungo a Los Angeles, lavorando per il cinema come sceneggiatore. Del «Maestro italiano dell’Apocalisse» nelle edizioni TEA sono apparsi, tra gli altri, Città oscura, Città di ombre, Ultima luce, Kondor (Premio Scerbanenco 1997), L’uomo esterno, i tre romanzi della saga storica di Magdeburg, i romanzi dedicati al personaggio dello «Sniper» Russell Kane, cinque volumi di racconti e i romanzi della saga Terminal War.