Lost in Translation #4: Ian Rankin – The Black Book

750

Editore Orion Publishing Group
Prima pubblicazione 1993
Genere Crime-Fiction, Crime
368 pagine – brossura
Attenzione: Questo libro non è tradotto in Italia


[English text further down]
John Rebus è un ispettore duro, un poliziotto vecchio stile, di quelli dai tratti vivi senza nessuna smussatura. È quel tipo di persona che tende a farsi trascinare dagli eventi, lasciando che il suo lavoro prenda le redini anche della sua vita privata. È un detective trasandato, un fumatore accanito e un buon bevitore che preferisce la solitudine, ma che si lascia circondare dalla piacevole presenza di donne che ne modellano la quotidianità (in maniera positiva o negativa). Il tratto distintivo del suo carattere è l’essere burbero, riservato. Una maschera scontrosa che nasconde un cuore gentile ingabbiato dal suo cinico umorismo.

È una brutta settimana per l’ispettore Rebus: lasciato dalla compagna per l’ennesima e forse ultima azione sbagliata, il fratello Mickey, ex detenuto, si presenta inaspettatamente sull’uscio della sua porta (quella dell’appartamento affittato a studenti e ora l’unico posto che li ospiterà) e una nuova indagine dietro l’angolo stanno rendendo le cose più difficili che mai. Cinque anni fa un misterioso incendio ridusse in cenere il “Central Hotel”. Questo caso a lungo dimenticato e irrisolto riappare quando un corpo carbonizzato viene trovato, con un proiettile in testa, tra le rovine. Rebus, nonostante i suoi superiori vogliano che lasci perdere il caso per concentrarsi su quello in corso, decide, seguendo il suo istinto e le sue regole, di accettare le punizioni che arriveranno e inizia a indagare sul corpo che pensa sia legato al nuovo caso. La chiave per sbloccare il mistero è un libro nero (da cui il titolo “The Black Book”) in possesso del collega di Rebus, ferito “accidentalmente”. Arrivato nelle mani di Rebus, il libro si rivela una prova fondamentale per portare avanti le indagini.

Il romanzo, il quinto (di più di venti) di una serie dedicata a Rebus, è scritto in terza persona, con un narratore onnisciente che si concentra su Rebus e talvolta sposta il punto di vista su colleghi o criminali. Le azioni si svolgono principalmente a Edimburgo, o nei suoi dintorni, utilizzando luoghi reali come sfondo concreto e tangibile. La prima parte del romanzo è completamente dedicata alla vita personale del detective, spostando l’attenzione sul vero target del libro solo quando il suo collega viene ferito. La narrazione è lenta, nulla sembra accadere, tutto è incollato a una fitta rete di personaggi che mette a dura prova il lettore nel seguire una linea retta dall’inizio alla fine. Rebus impiega un intero libro per collegare tutti i fatti e fare la mossa giusta. Non so se tutti i lettori abbiano la pazienza di aspettare che arrivi la fine.
La nemesi di John Rebus, il suo nemico, la controparte di Moriarty per Holmes, è “Big Ger Cafferty”, un crudele boss del crimine nato come “cameo” in “Tooth and Nail” (terzo libro della serie, Le due facce dell’uomo lupo “Wolfman”, successivamente “Tooth and Nail”, 1992, Mondadori, 1994) e diventato, come personaggio principale, il peggiore e costante mal di testa di Rebus. Morris Gerald Cafferty, alias “Big Ger” per il suo corpo fisicamente intimidatorio, è un gangster spietato e manipolatore che controlla tutti i “traffici ​​loschi” di Edimburgo. La relazione tra “Big Ger” e Rebus passa repentinamente dall’ostilità a una partnership traballante e travagliata.

Una nemesi è sempre bilanciata da un’anima buona, un compagno che è sempre dalla parte del protagonista, qualunque cosa accada. In “The Black Book” troviamo una new entry, un personaggio con cui Rebus condividerà il suo percorso futuro, Siobhan Clarke. Guadagna, fin dall’inizio, l’amicizia e la fiducia di Rebus. I due diventano una coppia in cui lei è quella più tecnica e fa gran parte del “lavoro sporco” per il suo compagno.
Nonostante la sua mancanza di azioni, il libro è assolutamente avvincente, porta il lettore più sul lato “sentimentale” che su quello procedurale. Riesci a provare sulla tua pelle il modo in cui Rebus sente che la sua vita sta cadendo a pezzi. Puoi condividere il disagio di Rebus nel dormire su un divano, con la consapevolezza del buco nero lasciato nel suo cuore dall’allontanamento della compagna.

Matteo Bordoni

[For English Reader]
Detective John Rebus is a gritty Edinburgh inspector, an old-fashioned, rough-edged cop. He’s the kind of person always making things affect his life, letting his job taking the reins of his private matters. The detective is unkempt, a smoker and a heavy drinker who prefers loneliness but has a handful of women hovering over his daily routine. His character trait is, above all, his gruff demeanour. A surly mask hiding a kind heart caged by his wry sense of humour.
It’s a bad week for Inspector Rebus: his lover throws him out, his ex-con brother Mickey turns up on his doorstep (the door of the apartment rented to students and now the only place going to host them) and a new investigation behind the corner are making things tougher than ever. Five years ago a mysterious fire burned the “Central Hotel” to ashes. This long forgotten and unsolved case reappears when a charred body is found, with a bullet in its head, amongst the ruins. Rebus, despite his superiors want him to drop the case to focus on the running one, follows his own rules and decides to accept the punishments that will come and starts to investigate on the body which he thinks it’s related to the new case. The key to unlock the mystery is a black book (from which the title) that was in possession of a police officer “accidentally” wounded. This black book came in Rebus’ hands who realises the importance of its content.

The novel, the 5th (of more than twenty) of a series dedicated to Rebus, is written in third person, with an omniscient narrator focusing on Rebus and sometimes shifting the point of view to colleagues or criminals. Actions take set primarily and around Edinburgh using real places as a concrete and tangible background. The first part of the novel is completely dedicated to the detective’s personal life, moving the focus on the real target of the book only when his colleague is wounded. The book is slow, nothing seems to happen, everything is glued to a dense network of characters making the reader uncomfortable in following a straight line from the start to the end. It takes a whole book for Rebus to connect all the facts and make the right move. I don’t know if all the readers have the patience to wait for the end to come.
John Rebus’ nemesis, his enemy, the counterpart of Moriarty for Holmes, is “Big Ger Cafferty”, a cruel crime boss born as a “cameo” in “Tooth and Nail” (3rd book of the series) and developed in the worst and constant Rebus headache as a main character. Morris Gerald Cafferty, aka “Big Ger” for his physically intimidating body, is a ruthless and manipulative gangster controlling all the “shady things” in Edinburgh. “Big Ger” and Rebus’ relationship ranges from hostility to a troubled partnership.

A nemesis is ever balanced by a good soul, a mate who’s always on the protagonist’s side, whatever it takes. In “The Black Book” we find a new entry, a character with whom Rebus is going to share his future path, DS Siobhan Clarke. She gains, just from the beginning, Rebus’ friendship and confidence. The two of them become a duo in which she’s the more technically minded and making much of the “legwork” for his mate.
Despite its lack of actions the book is utterly compelling, it takes the reader more on the “sentimental” side than on the procedural one. You can feel it under your skin, the way Rebus feels that his life is falling apart. You can be as uncomfortable as Rebus, sleeping on a couch, with the consciousness of the black hole left in his heart by his lover.

Matteo Bordoni


Lo scrittore:
Ian Rankin nasce a Cardenden, nel Fife. Si diploma presso la Beath High School di Cowdenbeath. Molto apprezzato dal suo insegnante di lingua inglese[1], già al liceo Rankin inizia a scrivere le prime poesie e numerosi racconti e, incoraggiato ad ampliare i suoi interessi letterari, si iscrive all’Università di Edimburgo[2], dove consegue la laurea in Letteratura inglese, nonché specializzato in Letteratura americana e scozzese.

Serie con John Rebus:
Cerchi e croci (Knots and Crosses, 1987) (Longanesi, 2001 – Tea, 2003)
(Hide and Seek, 1991)
Le due facce dell’uomo lupo (Wolfman, successivamente Tooth and Nail, 1992) (Mondadori, 1994)
(Strip Jack, 1992)
(The Black Book, 1993)
(Mortal Causes, 1994)
(Let It Bleed, 1995)
Morte grezza (Black and Blue, 1997) (Longanesi, 2002 – Tea, 2004)
(The Hanging Garden, 1998)
Anime morte (Dead Souls, 1999) (Longanesi, 2000 – Tea, 2002)
Dietro la nebbia (Set in Darkness, 2000) (Longanesi, 2003 – Tea, 2005)
Fine partita (The Falls, 2001) (Longanesi, 2004 – Tea, 2006)
Casi sepolti (Resurrection Men, 2002) (Longanesi, 2005 – Tea, 2007)
Una questione di sangue (A Question of Blood, 2003) (Longanesi, 2006 – Tea, 2008)
Indagini incrociate (Fleshmarket Close, oppure Fleshmarket Alley, 2004) (Longanesi, 2007 – Tea, 2009)
Dietro quel delitto (The Naming of the Dead, 2006) (Longanesi, 2008 – Tea, 2010)
Partitura finale (Exit Music, 2007) (Longanesi, 2009 – Tea, 2011)
Corpi nella nebbia (Standing in Another Man’s Grave, 2012) (Longanesi, 2013)
L’ombra dei peccatori (Saints of the Shadow Bible, 2013) (Longanesi, 2014)
Come cani selvaggi (Even Dogs in the Wild, 2015) (Longanesi, 2016)
Piuttosto il diavolo (Rather Be the Devil, 2016) (Longanesi, 2017)
La casa delle bugie (In a House of Lies, 2018) (Rizzoli, 2019)
Rebus indecifrabili (The Beat Goes On, 2014) (Longanesi, 2016)