Fabrizio Silei – La rabbia del lupo

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Fabrizio Silei (Firenze, 1967) ha lavorato per anni come sociologo, dedicandosi soprattutto alle tematiche dell’identità e della memoria. Ha raccolto testimonianze di chi ha vissuto la guerra e i lager nazifascisti, memorie del mondo contadino, storie e leggende della tradizione toscana: esperienze confluite in Trappola per volpi suo esordio nel giallo, primo di una serie con protagonisti Pietro Bensi e Vitaliano Draghi. Il secondo romanzo La rabbia del lupo è uscito per Giunti nel 2021. I suoi libri sono stati tradotti in 21 Paesi.

Scrittore e artista con i suoi romanzi per ragazzi e le sue immagini ha ricevuto nel corso degli anni numerosi riconoscimenti. Vincitore del Premio Andersen 2012 (l’Oscar della letteratura per ragazzi), è stato definito “una delle voci più alte e qualificate della nuova narrativa per l’infanzia”. La sua ricerca iconica si muove a cavallo fra illustrazione, design e fotografia attraverso il recupero di materiali poveri come legno, carta e cartone e l’utilizzo della luce. I suoi libri illustrati tendono sempre a creare una proposta concettuale e creativa in cui la narrazione si fa gioco e apertura di possibilità per il bambino che è invitato a continuare liberamente il racconto e la sperimentazione dell’artista. Biblioteche, festival, scuole, comuni e spazi pubblici hanno ospitato sue opere e istallazioni. Ma il libro è sempre il veicolo privilegiato del suo narrare insieme all’incontro con i bambini che partecipano alla creazione e danno vita alle sue opere.

Già disponibile in libreria il suo romanzo “La rabbia del lupo”, edito da Giunti, di cui vi riportiamo la trama:

Firenze, 1937. È il compleanno del contadino Pietro, e il conte, conoscendo la passione per l’opera del suo prezioso aiutante, ha organizzato per lui una serata al teatro Comunale, insieme al commissario Vitaliano Draghi e alla contessina Nausica. Ma all’uscita dallo spettacolo li attende una notizia scioccante: alla Certosa del Galluzzo, sulle colline ricoperte da una coltre di neve, è stato ritrovato il cadavere di un ospite e di lì a poco quello del priore. Possibile che si tratti solo di una tragica coincidenza? Come al solito il geniale Pietro viene esortato ad accompagnare Vitaliano nel sopralluogo e, nonostante le sue resistenze, non può fare a meno di lasciarsi coinvolgere. Giunti fra le imponenti mura del monastero, i due si trovano di fronte il cadavere di un uomo che apparentemente ha sbattuto la testa dopo essere inciampato, un ospite della foresteria, di cui però nessuno dei monaci sapeva nulla. Il mistero si infittisce nella cella del priore, seduto alla scrivania con la testa ripiegata sul petto, le carte di un solitario disposte davanti a sé, insieme a un bicchierino di amaro. Nella mano destra tiene ancora due jolly, che forse sono un ultimo disperato messaggio. E non è tutto. Nella tasca del primo morto c’è una scatola di fiammiferi che pubblicizza l’esclusiva casa di appuntamenti di Madame Saffo. Ma cosa lega un convento di certosini a quel lussuoso bordello? Non resta che interrogare la tenutaria e le sue ragazze. Quando Pietro scopre che la maîtresse sta preparando una fanciulla vergine per l’arrivo del Duce, una furia incontrollata si impadronisce di lui… Torna una delle coppie di investigatori più sorprendenti del giallo italiano. Grande atmosfera, sapore popolare e una trama serrata che stavolta vedrà Pie- tro alle prese con il proprio demone: la rabbia.