Michele Tetro e Roberto Azzara – Guida al cinema Horror. Dalle origini del genere agli anni Settanta

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Con testi di Stefano di Marino e Roberto Chiavini.

Michele Tetro, scrittore e giornalista, per Odoya ha curato Guida al cinema western e Guida al cinema bellico (in collaborazione con Stefano Di Marino). È co-autore, con Roberto Chiavini e altri, di Guida al cinema di fantascienza, Guida alla letteratura horror e La Luna nell’immaginario. A sua sola firma, sempre per Odoya, Robert E. Howard e gli eroi della Valle Oscura, Dove soffiano i venti propizi. Esploratori, trappers, cacciatori di pelli e cercatori d’oro nel Nuovo Mondo e Spazio, il vuoto davanti. Le distese cosmiche tra storia, scienza, narrativa, arte e cinema.

Roberto Azzara è autore di La fantascienza cinematografica. La seconda età dell’oro (Electric Sheep Comics) e ha partecipato alle antologie di racconti fantastici I miei compagni di viaggio. Tra fantascienza, fantasy e horror (Edizioni Scudo) e L’isola delle tenebre. Storie siciliane dell’orrore (Algra Editore). I due autori hanno pubblicato insieme, sempre per Odoya, I due volti del terrore. La narrativa horror sul grande schermo.

Roberto Chiavini è autore, per Odoya, de La guerra di Secessione, Guida al gioco da tavolo moderno, La guerra delle Due Rose e Il lato oscuro dell’esercito romano.

Stefano Di Marino, scrittore per le collane Mondadori “Segretissimo” e “Giallo”, per Odoya è autore di Guida al cinema noir, Guida al cinema di spionaggio, Guida al cinema di arti marziali, Apache. Una leggenda americana, Legione straniera e Comanche. Vivere e morire alla frontiera del West.

Dal 30 settembre 2021 disponibile il libro “Guida al cinema Horror. Dalle origini del genere agli anni Settanta” della casa editrice Odoya per la Collana Orienteering.

Il cinema dell’orrore nasce con i fratelli Lumière e i loro scheletri danzanti all’alba della cinematografia. Questo libro ci conduce in un percorso alla scoperta dei film da non perdere, fino al New Horror anni Settanta. C’è quindi, diranno alcuni, il meglio.
Pensiamo all’espressionismo tedesco con i grandissimi e inquietanti Il gabinetto del Dr.Caligari di Robert Wiene o del kolossale Faust di Murnau (1926), oppure del meraviglioso Vampyr di Dreyer, che insieme al Nosferatu di Muranu inaugura la stagione dei film di vampiri d’autore. Oppure a chicche sconosciute come lo scandinavo La stregoneria attraverso i secoli (Häxan, 1922), tratto dal Malleum Maleficarum e fonte dei migliori incubi di intere generazioni.

Cosa dire poi di Hollywood con le sue major che per decenni hanno sfornato incubi-capolavoro come L’uomo che ride di P. Leni (1928) o gli imperdibili “thriller geriatrici”, Che fine ha fatto Baby Jane oppure Piano piano dolce Carlotta, entrambi del regista che non si smette mai di rivalutare Robert Aldritch.
Per arrivare poi ai veri mostri sacri: da un lato casa Hammer con la punta di diamante Peter Cushing, Christopher Lee e Vincent Price con e i suoi competitor (Amicus e AIB) senza le quali l’horror non sarebbe lo stesso. Mentre dall’altro lato i nostri grandissimi − osannati da Tarantino − come Freda e Bava, ma anche i meno conosciuti come Mastrocinque, Margheriti o Pupillo.

Filmografie tutte da scoprire per gli appassionati del genere, che apprezzeranno anche gli interi capitoli suddivisi a livello geografico (“Sol Levante”, “Paesi Scandinavi” e “Il resto d’Europa”), oppure i focus su sottogeneri particolari dal fanta-horror al weird-western.
Si arrivo fino all’Alba dei Morti viventi (Romero, 1968) che con il New Horror inizia una nuova più “politica” e più nota stagione alla quale avevamo dedicato una precedente raccolta, ora disponibile ahimé solo in ebook.

Completo de “i film imperdibili” per ogni capitolo e di apparati per la consultazione, come gli altri titoli della collana questo è un libro da conservare, consultare, rileggere o regalare, dedicato alle biblioteche più esigenti. Segnalo infine l’impaginazione creativa e ricchissima di fotogrammi, locandine e suggestioni visuali varie ad oper dal nostro direttore di produzione, Mauro Cremonini, che ha reso riconoscibile la collana Orienteering delle Guide Odoya.