Nick Harkaway – Il mondo dopo la fine del mondo

360

Editore BD / Collana 451
Anno 2021
Genere Sci-fi
588 pagine – brossura e epub
Traduzione di Annamaria Biavasco e Valentina Guani


La guerra di Svuotamento si è conclusa, i fortunati della lotteria apocalittica sono sopravvissuti, relitti, reduci, reietti, veterani dell’ultima stupida guerra americana.
Il mondo – as we know it – è finito e c’è ancora tempo di bere una birra, ridere e combattere con gli amici, comprare casa nell’ultimo lotto di speculazione edilizia con vista oltre il Confine. Per questo servono soldi, lavori ben pagati quindi rischiosi. L’ultimo è offerto alla Libera Compagnia Filibustieri Civili Autotrasporti da un pezzo grosso della Jormund, potentissima e odiosa entità aziendale la cui principale, essenziale, attività è quella di gestire la Pipeline. I filibustieri di Gonzo, a bordo di camion cromati nuovi di fabbrica, cominciano un viaggio dentro e fuori la Zona abitabile con una missione per salvare quello che resta del mondo. L’impresa eroica, il viaggio epico sono solo un momento. Questa è un’apocalisse colorata, complessa, combattuta, costruita in pagine e pagine, flashback e ritorni dalla wasteland e il regno dei morti.

Infine esperti di ingegneria si erano divertiti a tormentarla con seghe e martelli, generatori di lampi e catapulte e alla fine l’avevano dichiarata sufficientemente solida. Tutti coloro che vivevano nella Zona abitabile erano d’accordo nel volerla mantenere e proteggere. Era assolutamente impossibile, inconcepibile e inimmaginabile che la Pipeline stesse bruciando.

L’innominato protagonista, miglior amico di Gonzo e narratore del romanzo di Nick Harkaway, deve così cercare di dare un senso a un mondo la cui realtà rischia continuamente di collassare e il divide tra mondo fisico e “la materia dei sogni” è poroso esattamente come il confine tra la Zona abitabile e tutto il resto.
Il protagonista cerca nei ricordi, in un caleidoscopico circo che si forma in centinaia di pagine, l’origine di quella massa di comportamenti, storie, autoinganni che hanno portato il mondo a finire e se stesso ad essere una quasi persona, un riflesso deformato, un’ombra divergente dell’amico Gonzo. Forse un tentativo di mettere ordine nel caos e, per lo scrittore, illustrare come biunivoche il prima e dopo l’apocalisse in una soggettiva abitata da maestri di arti marziali tormentati da antiche faide con dei ninja, insegnanti impegnati a smantellare narrative e sostituirle con altre ancora più fragili, compagne di letto e di – fake – rivoluzioni, sergenti istruttori e ufficiali, sciocche avventure in guerra, un’arma finale costruita da una specie di scienziati che il buon Vonnegut spera dai cieli sia oggi estinta.

Le cose procedono a rilento e il giovedì, verso le cinque del pomeriggio, a quanto ci è dato capire, il mondo conosciuto finisce. Immaginavamo, per quel poco che avevamo pensato a tale evenienza, che la fine del mondo fosse già avvenuta. Ci sbagliavamo.

Harkaway crea una continuità narrativa capacissima di world building in un world crumbling Il romanzo è pieno di comunità umane e non umane che dominano, competono, cercano soltanto un posto nel nuovo mondo. Tutte sono vive e vitali, tra le migliori caratterizzazioni di un romanzo stracolmo di personaggi e scene significative, qualunque sia il loro stato, umano o quasi, nel pianeta post-Svuotamento. Esseri in continuo adattamento alla dissonanza cognitiva, in un mondo di continui pericoli, cospirazioni terminali, fluidità estrema.
Questo di Harkaway è un romanzo ricco, strabordante, generoso e tale deve essere la lettrice e il lettore donando quello che ha di più prezioso ovvero il tempo, in un impegno che è certamente ricompensato. L’apocalittico di Nick Harkaway svolge uno dei trope più complessi, i suoi abitanti vivono e lottano in un reality-broken paradox e sono lì per restare. Così come questo romanzo, in qualche modo, nel suo essere strano senza essere weird, resterà.

Antonio Vena


Lo scrittore:
Romanzo d’esordio del quarto figlio di John le Carré, nato in Cornovaglia nel 1972. Dopo gli studi in filosofia, sociologia e politica, Nick Harkaway ha lavorato nell’industria del cinema. Vive a Londra, con la sua famiglia. 451 ha già in produzione il suo Tigerman, in uscita nel 2022.