Becky Sharp – Cuore di lupo

352

Editore Mondadori / Collana il Giallo Mondadori
Anno 2021
Genere giallo
368 pagine – brossura o epub


“Tic tac tic toc
Le tue mani presto avrò
come foglie voleranno
e petardi a capodanno.
Tic tac tic toc
sulla porta inchioderò
quelle ali birichine….”

Questa filastrocca inquietante ricorre più volte nella storia, e richiama a una leggenda del paesino montano di Torvez, in Trentino.
Si narra dell’Uomo Selvatico: creatura nata da antiche storie tramandate, con il corpo ricoperto di pelo – una specie di Lupo Mannaro – che vive nei boschi, come un animale. Ma quello di Torvez ha una caratteristica in più: uccide, tagliando le mani alle sue vittime e inchiodandole brutalmente.
Protagonista della storia, Ophélie, giovane donna parigina, che torna col marito Piero (Pierre, alla francese) nel paesino d’origine, nel quale deve seguire certi suoi studi come professore universitario.
Ophélie sembra un po’ svampita: ama fare bolle di sapone. Un hobby un po’ singolare, che avvalorerebbe la teoria della persona che non si pone problemi, che…si lascia vivere. Presto però la donna , in seguito a drammatiche vicende, sarà costretta a tirare fuori la sua grinta e a improvvisarsi addirittura detective.
L’arrivo nel paese la porta a conoscere il gruppetto degli amici d’infanzia di Pierre. Persone cordiali, alla prima impressione, ma con sfumature che sfuggono alla donna: ombre, forse solo impressioni? Che le danno la ferma convinzione di non essere come appaiono.
Tanto non dovrà restare per sempre lì: è una parentesi quella che sta vivendo e le sue passeggiate, le sue bolle, l’aiuteranno a trascorrere questo tempo.
La quiete del paese è scossa però da un avvenimento tremendo: una ragazza, Gerda, arriva una notte con le mani insanguinate, quasi fuori di sé: la madre, Ilse, è stata uccisa, e le sue mani sono state mozzate ed inchiodate! Ma allora è tornato l’Uomo Selvatico? Quello della leggenda, della filastrocca?

Una favola nera, tutta svolta nel clima quasi claustrofobico di questo paesino, Torvez, che l’autrice rende benissimo, con le sue ombre, i suoi misteri, le sue leggende.
Un mondo dove il peso delle parole non dette, dei segreti portati per anni, condivisi per un tacito accordo, dei silenzi, dei peccati passati (a volte atroci da portarsi dentro) pesa sul lettore come una cappa di piombo, da cui è difficile, se non impossibile, scuotersi.
Citazioni e versi di Yeats, che danno all’opera un ‘impronta di profondità, di raffinatezza.

La figura di Ophélie ci offre un buon ritratto di donna capace di acquisire, a poco a poco, una nuova consapevolezza della sua persona, di ciò che desidera veramente dalla vita, allontanando da sé i comportamenti, e tutto ciò che della sua vita precedente non ama più.
Praticamente è come se lei stessa fosse vissuta fino ad allora in una delle sue bolle di sapone, ovattata, quasi inconsapevole della vita che gira intorno, e quando la bolla, Pafff, scoppia, è costretta a scendere a terra, in modo piuttosto brusco.

Altro argomento toccato dall’autrice nel romanzo è quello della diversità. E’ una parola molto usata di questi tempi, perché l’integrazione del diverso è diventata quasi “di moda”.
In questo caso, senza togliere sorprese al lettore, si parla molto di emarginazione di chi non è uniforme alla massa, anche solo per il suo aspetto.
E il mondo, la nostra quotidianità , sono purtroppo pieni di fatti di questo tipo.
Questo particolare aspetto della storia la rende avvolta di una patina di tristezza; del resto, tutto il romanzo procede in un’atmosfera un po’ cupa, inquietante. Bella prova; romanzo che scorre senza mai annoiare, e invoglia a scoprire, con la protagonista Ophélie, e poi ancora a scoprire… Stile piacevole e molto efficace per creare “l’atmosfera”.

Rosy Volta


La scrittrice:
Becky Sharp, filosofa di formazione, è traduttrice, autrice e copywriter. Vive e lavora dove le capita. Ha pubblicato per Marcos y Marcos Penelope Poirot fa la cosa giusta, Penelope Poirot e il male inglese, Penelope Poirot e l’ora blu.