Bruno Morchio – Nel tempo sbagliato

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Editore Garzanti / Collana Narratori moderni
Anno 2021
Genere Noir
176 pagine – rilegato e epub


L’investigatore privato Bacci Pagano è impegnato nel trasloco della sua abitazione e della sua attività lavorativa, quando piomba in ufficio Carlo Pizzarro, un uomo di mezza età che è diventato ricco giocando in borsa e che si rivolge a lui per cercare la giovane moglie, Myra, diminutivo di Miroslava Rostova, di origini ucraine, che è sparita senza lasciare traccia portando con sé i propri effetti personali. Questo fa sospettare che se ne sia andata di sua spontanea volontà ma il silenzio da cui è avvolta questa partenza improvvisa e i suoi trascorsi lavorativi in un night club, anche se sono passati molti anni, non possono cancellare ogni dubbio che invece ci sia dietro un movente delittuoso.
Nonostante Bacci Pagano stia attraversando un momento particolare a causa dei cambiamenti che sta vivendo, anche per la lontananza forzata dalla figlia dopo la separazione con la moglie, mentre gli anni novanta sono agli sgoccioli e all’orizzonte si profila lo spettro sconosciuto rappresentato dal nuovo millennio, decide di accettare ugualmente il caso e mettersi alla ricerca della donna.

“Fu in quel frangente che mi accorsi quanto il tempo finisca per stringere l’impatto dei ricordi, diluendo il dolore e sfumando il contorno di cose e persone a mano a mano che si allontano gli anni.”

Bruno Morchio torna in libreria con un nuovo romanzo con protagonista il suo investigatore privato Bacci Pagano, “Nel tempo sbagliato”, titolo che ne diventa emblema durante tutta la narrazione. Un noir ambientato nel mese di maggio del 1994 a Genova e zone limitrofe in un momento che per Bacci non è quello giusto perché si sente sballottato dagli eventi e il carico di ricordi si fa peso da trascinare mentre si prepara ad iniziare una nuova fase della sua vita, in cui fare ogni nuovo passo sembra necessario quanto spaventoso. E poi c’è il nuovo secolo che sta arrivando e con esso i mutamenti non solo nella società per i quali ha timore di non esser pronto ma anche di non riuscire a capire.

In tutta questa girandola di sentimenti che l’autore è bravissimo a mostrarci con le sue parole, c’è l’indagine su un caso costruito magistralmente nel contesto in cui è inserito. C’è una donna scomparsa, giovane, di talento, intelligente, che sa quello che vuole e non si spaventa davanti al duro lavoro o al sacrificio ma che è pronta a tutto pur di realizzare i suoi sogni. Una donna che conosciamo attraverso le testimonianze di chi l’ha conosciuta, amata, di chi ha saputo vedere in lei oltre l’apparenza accecante da cui era circondata.

Chi guarda Genova sappia che Genova
si vede solo dal mare
quindi non stia lì ad aspettare
di vedere qualcosa di meglio, qualcosa di più
di quei gerani che la gioventù
fa ancora crescere nelle strade

Cantava questo Ivano Fossati qualche decennio fa quando parlava di Genova. Ebbene quella città in realtà non c’è più esattamente come non esiste più l’ambientazione descritta da Bruno Morchio in questo romanzo. Ed è questa la cifra di lettura più affascinante di tutta la narrazione. Più della trama che comunque regge perfettamente e anche più del personaggio feticcio di Bacci Pagano sempre più meraviglioso tra le sue luci e le sue ombre. Genova è il personaggio ingombrante che finisce per rubarsi tutta la scena e che spinge lo stesso protagonista a fare un bel viaggio a ritroso in un tempo della sua vita in cui lui era un’altra cosa esattamente come lo era la sua città.

E sì, perché Genova ha avuto la forza e la pazienza di cambiare nel tempo, di aprirsi a chi voleva conoscerla e visitarla e di mettersi un vestito nuovo fatto di marmo e di strade luccicanti di negozi e non solo di moli e di barche ancorate pronte a partire per altri mondi. Una città che negli anni ha dimostrato la sua profonda aspirazione alla cultura e agli eventi in un passaggio graduale e costante da città di operai a città di cantati, artisti, scrittori. Bruno Morchio in “Nel tempo sbagliato” coglie questo, racconta: una Genova a cavallo tra passato e futuro dove il Duemila bussa alla porta e sussurra promesse da sirena incantatrice. Per narrare tutto ciò, per confezionare un giallo perfetto che faccia fare anche un salto temporale emotivo a chi legge ci vuole la bravura di un autore navigato che sa trattare le parole come colori su una tela, che sia capace di sfumarli, metterli in contrasto, caricare di significati altri e infine che sappia anche spargere qui e là riferimenti colti a Montale e a Mozart.

E dunque, se non avete mai letto nulla di Morchio, magari iniziate con questo romanzo che pur non essendo un autoconclusivo è uno dei rari libri della serie di Bacci Pagano in cui si può quasi ricominciare daccapo, ripromettendovi, però, di leggere in seguito di tutti gli altri. (Ripromettendovi è un consiglio buttato lì perché siamo certe che ne sarete completamente conquistati al di là della nostra recensione). E buona lettura.

Federica Politi e Antonia Del Sambro, “Due nel mirino”


Lo scrittore:
Bruno Morchio vive a Genova, dove lavora come psicologo e psicoterapeuta; ha pubblicato articoli su riviste di letteratura, psicologia e psicoanalisi. Il suo romanzo Il profumo delle bugie è stato Premio Selezione Bancarella 2013. È autore di altri undici libri che hanno per protagonista l’investigatore privato Bacci Pagano.