Franck Thilliez – C’era due volte

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Editore Fazi / Collana Dark Side
Anno 2021
Genere Thriller
550 pagine – brossura e epub
Traduzione di Federica Angelini


“Ma si può rimpiangere qualcosa che nemmeno si ricorda?
Il passato era passato, e nessuna scusa avrebbe potuto cambiarlo.
Il buco nella sua memoria non avrebbe cambiato l’uomo che era”.

Se dovessi attribuire a questo romanzo due aggettivi, non avrei dubbi: geniale e terribile.
L’ho definito volutamente “romanzo” e non solo giallo, benché sia talmente giallo che di più non si può, perché ha lo spessore, non solo fisico, di un eccellente romanzo; ma di questo dirò in seguito.
Thilliez ancora una volta, con questa nuova storia, ha superato sé stesso e le aspettative dei suoi lettori.

Siamo a Sagas, un paesino sperduto nella Savoia; un luogo cupo, a lungo in ombra, tanto che dà luogo nei suoi abitanti a fenomeni di depressione e di tristezza infinita.
Un uomo, Gabriel Moscato, tenente di polizia – ma qui è prima di tutto un padre – arriva, e prende alloggio in un albergo un po’ squallido, alla ricerca della figlia diciassettenne, scomparsa misteriosamente alcuni giorni prima. E’ il 2008.
Durante la notte, un rumore indefinito lo sveglia: esce dalla stanza ed è aggredito da una vera e propria pioggia di uccelli morti. Sono grossi storni, che come impazziti si schiantano al suolo. Prima di riprendersi dalla sorpresa, si rende conto che la stanza da cui è uscito non è più la stessa in cui era entrato la sera prima. Tutto è diverso e Gabriel dubita della sua sanità mentale.
Anche alla reception c’è una persona diversa, che lo chiama con un altro nome.
E qui gli arriva una mazzata: scopre di essere nel 2020, cioè dodici anni dopo la scomparsa di sua figlia, mai ritrovata.
Allora ha un buco nella sua memoria! Un buco nero, la cui causa diventerà da quel momento lo scopo delle sue ricerche, oltre al capire che fine abbia fatto sua figlia.
Scopre in seguito di essere affetto da amnesia psicogena: un disturbo raro, provocato di certo da un grosso trauma che gli ha “cancellato” dodici anni di vita. Il primo scopo, quindi, è scoprire quale sia quel trauma…
La ricerca sarà lunga e travagliata.

La stessa mattina della sua sconvolgente scoperta, sulle rive del fiume che scorre vicino al paese, viene ritrovato il cadavere di una giovane donna, sconosciuta, con strani tatuaggi.
Il poliziotto incaricato delle indagini è Paul, un caro amico, oltre che collega, invecchiato ma ben riconoscibile, che lo accoglie assai male, e gli fa capire che tra loro non corre più buon sangue (chissà che cosa gli avrò fatto, si domanda Gabriel) e non crede, ovviamente, al suo “buco nero” della mente.
Intanto gli inquirenti scoprono un particolare inquietante: nello stomaco della donna c’è una pedina degli scacchi. Nulla che aiuti a procedere nelle indagini per trovare la sua identità.

Comincia così questa storia che definire inquietante è riduttivo: è un vero e proprio viaggio all’inferno, dove il Male in tutte le sue sfumature viene preso in considerazione.
La trama è complessa e riserva continuamente sorprese.
I capitoli sono brevi e incisivi, alternativamente vissuti da Paul e da Gabriel: l’effetto è di un “palleggio” di emozioni, tensioni, scoperte, che non danno tregua al lettore.
Il romanzo è legato strettamente al precedente di Thilliez “ Il manoscritto”; addirittura un personaggio di quella vicenda compare anche qui. Ma la storia può tranquillamente essere letta come opera a sé, senza perdere nulla del fascino e delle emozioni che riserva.

L’ambientazione è fondamentale, la definirei quasi una protagonista, con i personaggi principali. Durante tutta la vicenda si VIVE l’angoscia del luogo, il buio predominante, la malinconia che incombe sugli abitanti del paese.
E’ una tristezza senza speranza, che accompagna questi due uomini, ciascuno alle prese con la propria infelicità e i propri problemi esistenziali. Anche Paul ha un rapporto difficile con la figlia Louise, poliziotta come lui, e con la moglie – al lettore scoprire il perché.

Tante le tematiche trattate nel romanzo: prima di tutto l’amicizia, che ha legato profondamente Paul e Gabriel e che troverà, tra mille vicissitudini, impensate anche dal più ardito dei lettori, modo di ritornare a legarli l’uno all’altro.
Poi l’amore in tutte le sue sfumature. Tra padre e figlia, che per Gabriel sono vissute in tanti piccoli ricordi del loro passato, mentre per Paul sono vive e reali, nonostante i disaccordi con Louise, e alcune dolorose scoperte.
L’amore coniugale, che per Gabriel è un ricordo che fa male – il suo matrimonio in quei dodici anni è andato in fumo, ma quanti legami resistono a un trauma come la sparizione di una figlia? Per Paul è invece vivo, ma in sofferenza, come si dice, e bisogna lottare per non farlo spegnere.

Un romanzo “dotto”. Tante le citazioni, sia letterarie che artistiche. Una storia geniale, ripeto, ma con situazioni così crudeli, difficili da…digerire, come in pochi altri scrittori si trovano. Una caccia al tesoro continua: pagine strappate di romanzi, iniziali di parole da assemblare, vocaboli palindromi (lo stesso Sagas ne è un caso), tutti collegati, in qualche modo, ma quale? Ai lettori la scoperta. Un grande, grande romanzo giallo.

Rosy Volta


Lo scrittore:
Franck Thrilliez è un ingegnere e scrittore francese. Informatico, è appassionato di tecnologie telematiche. Nel 2004 pubblica il suo primo libro Train d’enfer pour Ange rouge. Ha vinto i premi Prix des lecteurs Quais du polar 2006 e Prix sncf du Polar franc¸ais 2007 con il libro La Chambre des morts. Tra le sue pubblicazioni in Italia si ricordano: Foresta nera (Nord, 2008), La stanza dei morti (TEA, 2009), Il manoscritto (Fazi, 2019) e C’era due volte (Fazi, 2021).