Emilio Martini – Sfida a Berté

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Dietro lo pseudonimo di Gigi Berté si nasconde un vicequestore aggiunto in carne e… coda brizzolata, che opera in un commissariato italiano. Anche dietro il nome Emilio Martini si cela qualcuno in carne e… penna: due sorelle scrittrici, Elena e Michela Martignoni, che conoscono bene il commissario, sono milanesi e frequentano da anni la Liguria. Insieme hanno scritto i romanzi storici Requiem per il giovane Borgia, Vortice d’inganni, Autunno rosso porpora e Il duca che non poteva amare, e i gialli con protagonista il commissario Berté La regina del catrame, Farfalla nera, Chiodo fisso, Doppio delitto al Miramare, Il mistero della gazza ladra, Invito a Capri con delitto, Il ritorno del Marinero, Ciak: si uccide, Il paese mormora, Il caso Mariuz, Vent’anni prima, Il botto e Sfida a Berté, oltre alle raccolte I racconti neri del commissario Berté e Talent Show.

Già disponibile in libreria il loro romanzo “Sfida a Berté. Le indagini del commissario Berté”, edito da Corbaccio, di cui vi riportiamo la trama:

Poche righe per un annuncio terribile: ucciderò. Nessuna firma, nessun’altra indicazione.
La lettera anonima è indirizzata a La posta del cuore, il blog creato dalla Marzia, e recapitata alla sua pensione Aurora di Lungariva. Non si tratta del delirio di un mitomane, come sperava il vicequestore aggiunto Luigi Berté, perché alcune ore dopo il messaggio, arriva la prima vittima.
E, nei giorni a venire, preceduti da enigmatiche e provocatorie missive, seguiranno altri omicidi, eseguiti in modo impeccabile: un colpo di fucile di precisione dritto in testa.
Le vittime in apparenza non hanno legami tra loro, e lasciano tre vedovi disperati, ma reticenti sul loro passato. Insospettito da questa omertà e traendo ispirazione da un classico del noir, Berté approda a una ricostruzione originale, quasi romanzesca della vicenda, lottando contro lo scetticismo della sua squadra. Ma accanto a questa ipotesi affiora un’altra possibile soluzione, folle e urticante, come chi l’ha ideata…
In tutto ciò, qual è il coinvolgimento della Marzia? Perché l’assassino ha scritto proprio a lei? si domanda Berté, esacerbato dal fatto che il loro rapporto sembra incrinarsi per la tensione a cui sono sottoposti.
Unica certezza: la sfida è lanciata e Berté non può né intende ignorarla, anche a costo di mettere in discussione la sua fiducia nella Giustizia.