Joel Dicker – Il caso Alaska Sanders

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Editore La Nave di Teseo
Anno 2022
Genere Noir
624 pagine – brossura e epub
Traduzione di Milena Zemira Ciccimarra


Una nuova città, una nuova vita, forse un nuovo amore e soprattutto un sogno: sfondare nel mondo artistico. Questo sta vivendo la giovane e attraente Alaska Sanders. Ma il Destino è beffardo oltre a essere molto crudele e il suo corpo senza vita viene ritrovato in riva a un lago di una tranquilla e sonnecchiosa cittadina del New Hampshire.
Chi voleva morta e perché una ragazza adorabile come Alaska?
Le indagini, partite immediatamente, sembrano inchiodare due ragazzi del luogo, uno è proprio il fidanzato della bellissima ragazza. Ma tra suicidi e detenzioni che sembrano del tutto ingiuste il caso sulla morte di Alaska Sanders è molto più complicato e terribile di quello che è apparso agli inquirenti in quell’aprile del 1999.

Undici anni dopo, il sergente Perry Gahalowood, della polizia di stato del New Hampshire, riceve una lettera anonima che cambia inesorabilmente la sua vita o almeno quella vissuta fino a quel momento. Ripercorre il delitto e riapre una pista attraverso una indagine personale che lo vedrà nuovamente “in combutta” con il suo vecchio amico, lo scrittore Marcus Goldman, con il quale aveva fatto luce sul caso di Harry Quebert. Quello che i due vecchi amici scopriranno sulla morte di Alaska cambierà per sempre Mount Pleasant, la cittadina tranquilla e anonima del New Hampshire.

Ci sono solo due scrittori internazionali di cui io attendo i libri come un bambino attende il Natale. Uno è Ellroy, l’altro è Dicker. Quest’ultimo l’ho adorato con Il libro dei Baltimore e l’ho amato con La verità sul caso Harry Quebert, sicché da questa sua ultima fatica mi attendevo fuochi di artificio che, in realtà, non ci sono stati.
Il caso Alaska Sanders che, naturalmente, dovrebbe essere il sequel di Harry Quebert è un libro ben scritto, ben ideato e che si lascia leggere. Ma manca assolutamente del fascino che Dicker profondeva nei suoi primi romanzi. O meglio, in questo manca proprio Marcus, il riuscitissimo alter ego di Joel che tanto concentrava l’attenzione del lettore su tutto.
In questa ultima fatica il personaggio feticcio e meraviglioso di Goldman fa un passo di lato, più che indietro, per lasciare ampio spazio alla sua “spalla”, il sergente Gahalowood che finisce con l’essere e con l’avere tutte quelle caratteristiche tipiche dello sbirro americano di provincia e che va a inficiare una trama che in confronto a quella dei maggiori romanzi di Dicker sembra più sbiadita, più piatta, più “normale”.
Dicker scrive benissimo, anzi, con molta probabilità è lo scrittore straniero che meglio sa far immergere chi legge in mood e atmosfera narrati, e tutto sommato il libro non delude…ma quel brivido alla schiena che mi attendevo da un talento come lui non c’è stato…e probabilmente è solo colpa mia. Per cui voi leggetelo comunque perché leggere Dicker vale sempre la pena!

Antonia del Sambro


Lo scrittore:
Joel Dicker è uno scrittore svizzero, nato a Ginevra nel 1985. La verità sul caso Harry Quebert – il titolo che l’ha fatto scoprire al grande pubblico dei lettori – è il suo secondo romanzo. Il primo, Les derniers jours de nos pères, ha ricevuto il Prix des écrivains genevois nel 2010. La verità sul caso Harry Quebert ha ottenuto il Grand Prix du roman de l’Académie Française 2012 e il Prix Goncourt des lycéens 2012, ed è tradotto in oltre 25 paesi. Nel 2016 Bompiani pubblica La tigre. Nella top ten internazionale anche L’enigma della camera 622 (La Nave di Teseo 2020) Il caso Alaska Sanders (La Nave di Teseo 2022).