Kim Jay – L’isola degli sciamani

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Editore Edizioni Le Assassine / Collana Oltreconfine
Anno 2022
Genere Thriller
377 pagine – brossura e epub
Traduzione di Eleonora Marchesino


Seong-ho è un profiler decisamente molto noto a Seoul che quando era stato assegnato in qualità di profiler al dipartimento di ricerca sui comportamenti criminali, si era sentito molto fiero all’idea che, padroneggiando la psicologia di questi ultimi, grazie alle sue competenze e alla sua dedizione, sarebbe stato utile sia alle indagini della polizia che alle vittime ma nel momento in cui gli viene attribuito l’incarico di occuparsi di un’inchiesta sul cyberbulismo tutto gli si rivolge contro.

Quando si rende conto che probabilmente gli è stata tesa una sorta di imboscata il suo capo decide di affidargli un nuovo caso e lo manda sull’isola di Sambo dove lo sciamanesimo è praticato costantemente.
Tre omicidi su cui indagare. Tre donne uccise.

Ko Hi Jeong, sciamana di 31 anni scompare il 14 settembre
Bak Min Suk, impiegata di 24 anni scompare il 21 settembre
Kim Hi Jin, albergatrice di 39 anni scompare l’8 ottobre.

Tutte e tre sembrano vittime di un serial Killer e Kim Seong-ho, accompagnato da Yeo Do-yun che conosce molto bene i costumi locali, si ritrova preda di un confitto interiore che lo trasporta indietro nel tempo. Se guardate alla storia della magia, vedrete le sue origini nelle caverne. Vedrete le sue origini nello sciamanesimo, nell’animismo, nella credenza che ogni cosa che ci circonda sia abitato da una qualche sorta di spirito con cui forse si potrebbe comunicare. Questa frase non è scritta nel romanzo e, anche se sicuramente non la ricordo alla lettera e non so neppure più dove l’ho letta, è quello che mi è piovuto addosso leggendo queste pagine.

Dalle pagine di questo libro trapela un amore viscerale per una terra a me sconosciuta, una volontà di raccontare l’universo interiore e una sorta di paura e al contempo fascinazione per tutto ciò che è “magia”, per ciò che, umanamente, non possiamo comprendere. Leggendo potreste addirittura sentire gli odori delle pietanze tipiche mangiate in una mensa locale o farvi accarezzare i capelli da un vento lontano, sconosciuto.

Non ci si sente parte di un ieri appena trascorso ma di un passato antico di millenni, che porta con sé tradizioni, usi e costumi che provengono da un’era in cui la terra era l’unica cosa in cui credere. Incredibilmente il romanzo ci trasporta lontano, anche se i protagonisti vivono in un oggi molto presente fatto anche di una realtà virtuale. L’autrice esprime la capacità di altalenare il presente, fatto di mille cose fatue che non possiamo neppure toccare ma solo vedere attraverso uno schermo e la terra che è in fondo la nostra madre eterna, sempre presente.

Percepiamo che per qualcuno questo legame è indissolubile, li tiene vincolati ai ritmi della natura, ai cicli delle stagioni, a quelli lunari e non solo.
I riti magici e le superstizioni, ad alcune persone abitano dentro e, inspiegabilmente, alcuni sono in grado di cambiare il corso delle situazioni. Il protagonista di questa storia, Kim Seong-ho, vive in un mondo popolato da spettri.
E’ vittima di mille recriminazioni e se è vero che per qualcuno i fantasmi dopo un po’ si smaterializzano non è così per lui. I suoi fantasmi sono più vivi che mai.
Perché il trauma di un fallimento, di una delusione, di un tradimento o una perdita ferisce nello stesso modo di una profonda ferita nella pelle, trasporta fuori dal corpo piccole particelle di noi stessi e in alcuni momenti ci lascia senza fiato facendoci perdere il contatto con la vita che, fino al giorno prima, ci pareva intoccabile.

Non voglio dire di più di questa trama per non guastare il piacere assoluto di questa lettura ma vorrei spendere due parole per la Casa Editrice le Assassine.
Vorrei esprimere la mia gratitudine perché ci regalano l’occasione di leggere romanzi che, forse, da noi non sarebbero mai arrivati facendoci scoprire mondi differenti e, per me cosa non sottovalutabile, lo fa tramite le parole delle donne. Ogni volta mi meraviglio dei mondi a me sconosciuti che le autrici sono in grado di costruire all’interno delle pagine scritte.

Grazie all’autrice Kim Jay che, tramite una scrittura caratterizzata da un ritmo avvitato ed entusiasmante, ci ricorda che le vittime siamo anche noi.
Vittime di un mondo virtuale, viziato, fasullo e afflitto.
Vittime del mondo odierno dove ci sono alcuni adolescenti che vivono la loro vita nello spazio compresso di una stanza e in molti casi non hanno nessun interlocutore al di fuori dello schermo di un telefono cellulare o di un PC.
Credo fermamente che la descrizione di certe condizioni interiori non si limitino al dovere di trama ma abbiano l’intento di farci riflettere su quanto sarebbe importante fare qualcosa per la nostra salvezza. Solo chi crede in questa possibilità si salverà davvero e farà in modo che qualcun altro faccia altrettanto. Ho divorato questo romanzo e non mi resta che attendere il prossimo. Grazie, Kim.

Deborah Alice Riccelli


La scrittrice:
Kim Jay, scrittrice e sceneggiatrice, è diventata con la sua opera prima un’autrice da best seller: la critica ha definito infatti il suo primo romanzo giallo come un capolavoro della letteratura coreana. Kim Jay è vicepresidente dell’associazione degli autori di romanzi polizieschi in Corea.