Paolo Maggioni – La calda estate del commissario Casablanca

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Editore SEM
Anno 2022
Genere Giallo
240 pagine – brossura e epub


“Milano investe, Milano non dorme mai, Milano sempre in movimento, Milano vende moda, Milano mai con le mani in mano, Milano abbronzata, Milano che traina l’Italia, Milano in copertina”.
Quante altre definizioni si potrebbero dare a questa città, così affascinante e contraddittoria?
A me piace citare quella dell’autore stesso, Paolo Maggioni: Milano è una fisarmonica.

Si allarga, si stringe: dal benessere alla povertà; dal centro alla periferia; dai grattacieli di cristallo e acciaio ai casermoni popolari; dagli aperitivi in centro allo spaccio nei giardinetti degradati.

Milano è davvero protagonista di questo avvincente noir italiano, insieme a una rosa di personaggi , tra cui spicca il commissario Casablanca.
Avere una promozione e trovarsi relegati all’ufficio Passaporti a maneggiare scartoffie non è proprio quello a cui aspirava Casablanca, nonostante disponga di una squadra fedele di collaboratori che, seppure validi, sono quasi delle macchiette.
Al suo fianco Panettone, a causa della mole imponente; Marco Zhong, simpatico italo-cinese dall’accento romanesco; Minimo Sindacale, il cui nomignolo dice tutto sulla voglia di lavorare. Poi c’è Stukas, fotoreporter e amico fedele, sempre al suo fianco nei momenti giusti.

L’estate è torrida e Casablanca, detto Ginko, come il commissario che insegue invano Diabolik, si trova ad affrontare due casi umani.
Il primo, doloroso, è la morte di un profugo maliano, Issa, fulminato sul tetto di un treno in corsa in una galleria verso la Svizzera.
Svizzera intesa come libertà, come possibilità di lavoro; come salvezza.
Il giovane proveniva dal centro di accoglienza di via Sammartini , dove Ginko inizia le sue indagini. Nello stesso campo un altro losco personaggio, chiamato Raiz per il suo ruolo di “capetto” nei confronti degli altri profughi, è scomparso da alcuni giorni.
L’indagine finisce per essere un viaggio, anche per il lettore, nel mondo doloroso dei campi profughi e dei loro ospiti. Le loro storie avventurose per arrivare fino lì; il passaggio obbligato attraverso i Lager libici, veri inferni sulla terra, di cui tutti sono a conoscenza, ma che continuano impunemente ad esistere, tra torture, stupri, ricatti atroci; vessazioni oltre ogni immaginazione. La speranza di ripartire verso paesi dove ricongiungersi ai propri familiari o ricostruirsi un’esistenza “umana”.
Issa era un pianista; chissà, forse il suo sogno era di poter suonare il suo strumento in un mondo migliore, e con questo guadagnarsi da vivere, finalmente sereno.

E’ un romanzo che mi ha preso il cuore.
Difficile spiegarne i motivi che si riferiscono a vari aspetti della storia.
L’argomento migranti, oltre a essere di triste attualità, è qui trattato con un’umanità profonda; con una sensibilità che va ben oltre l’aspetto giornalistico o narrativo. Come già citato in precedenza, abbiamo vissuto con lui, con loro, le vicende di Issa e dei suoi compagni. Non soltanto, ma abbiamo visitato la parte” sotterranea” di Milano, nascosta: non quella sfolgorante che siamo abituati a vedere, ma quella fatta di microcriminalità, di soprusi, di sofferenze. Di paura. Quella che non ci piace, che non vorremmo vedere, ma esiste.
Nello stesso tempo Paolo Maggioni ha dato al romanzo un’impronta piacevole fatta anche di citazioni, di battute qua e là, che alleggerivano in un certo senso la tristezza dell’argomento trattato. E per riuscire in questo intento bisogna essere ottimi scrittori!

Milano, qui è “primattrice”, raccontata in ogni pagina con amore; tutti i protagonisti sono solo dei comprimari. Una storia fresca, attuale, senza colpi di scena a effetto, ma profondamente vera e viva, e proprio per questo validissima. Paolo Maggioni: un autore da non perdere di vista!

Rosy Volta


Lo scrittore:
Paolo Maggioni (1982) è milanese e interista. Giornalista alla Rai, è inviato di Rai News 24 e Forrest (Rai – Radio 1). Ha lavorato come conduttore e autore di Caterpillar (Rai – Radio 2) e Radio Popolare. Ha un mito, Beppe Viola, ed insegna al Master di Giornalismo dell’Università Cattolica di Milano.