Philip D. Kutnetsov – The Butcher. Il risveglio di Steven

425

Editore Vallecchi Firenze
Anno 2022
Genere Thriller, Suspense, Noir, Mistery
171 pagine – brossura e epub
Traduzione di Irene Villi


Un hard-boiled italo-americano ambientato nella moderna antichità dei borghi toscani. I ritmi rilassati di un paese circondato da dolci colline contrapposti a quelli serrati di una narrazione vivace, serrata, scandita da un metronomo impostato sul “presto”. Non mancano di certo i cliché all’americana, i muscoli scolpiti e quel tocco di poliedricità alla McGiver che fa del protagonista un macellaio, un’esperto medico, un militare, uno stratega…un factotum a tutto tondo.
Steven Minelli, italo-americano, è un medico dei Marines che per dimenticare le atrocità della guerra e quelle personali, si ritira a vivere in un piccolo paese della toscana, terra dei genitori, facendo il macellaio in un minuscolo ma fornitissimo negozio di quartiere. Il passato sembra sempre più lontano fino a quando una giovane escort viene quasi uccisa, e salvata grazie alla sue doti di chirurgo sul campo, davanti la sua cascina. La giovane donna è perseguitata da un pericoloso killer assoldato dal più sporco e viscido dei politici. Naturalmente Steven non è disposto a girare la spalle alla giovane ragazza e questo lo porterà a ripercorrere i ricordi che aveva cercato di seppellire.

Un romanzo piacevole, fatto di brevi ma intensi capitoli con un forte tocco di contemporaneità in contrapposizione con la staticità millenaria dei borghi toscani. Troviamo la condanna alle guerre economiche americane, la corruzione della politica Italiana (e non solo), intrusioni informatiche e servizi segreti. C’è tutto! Forse troppo a mio modesto parere, alcune volte less-is-more . Non è una critica alla trama, né alla scrittura agile e piacevole. Tutto sembra eccessivamente “televisivo”, una puntata di A-Team ma senza esplosioni. Manca quel quid che trovo negli hard-boiled di un tempo, quella foschia, quella lentezza della narrazione che allunga l’attesa e allontana un finale che il più delle volte è già scritto o deducibile già dalle prime pagine.
Il protagonista è il classico personaggio dal passato burrascoso ma con un determinazione tale da non farsi trascinare nelle zone d’ombra della coscienza. Si entra subito in sintonia, si crea un legame empatico che fa dimenticare quegli eccessi che altrimenti sembrerebbero forzati o quanto meno poco credibili.
Il finale non è prevedibile ma non eccelle neanche di originalità, è sulla scia del vissero tutti felici e contenti, tranne il “villain” di turno sulla quale si posa la pesante mano della giustizia.

Una lettura scorrevole, poco impegnativa, lontana dai canoni del noir classico e più vicina a un linguaggio televisivo con ritmi serrati ed elementi messi nell’intreccio solo per creare una sorta di riflesso accattivante. Un buon punto di partenza sul quale far crescere un personaggio e una trama orizzontale nei capitoli che seguiranno (e lo spero vivamente), magari spogliandoli degli elementi puramente decorativi e approfondendo il resto.

Matteo Bordoni


Lo scrittore:
Philip D. Kutnetsov, nato nel 1960 a Cavein-Rock (Illinois) da madre cinese e padre fuggito dall’Unione Sovietica, vaga per gli Stati Uniti a bordo di un vecchio Winnebago col suo cane Chewbecca. Ha avuto ogni vizio, ha viaggiato in tutto il mondo e soggiornato per vent’anni in Italia.