Gard Sveen – Le lacrime di Medusa

446

Editore Marsilio / Collana Farfalle
Anno 2022
Genere Giallo
448 pagine – brossura e epub
Traduzione di Giovanna Paterniti


“Oggi è nato per noi il Salvatore, pensò Tommy Bergmann.
… Continuava a nevicare e il mondo somigliava a un globo di neve in cui la malvagità non esisteva. Anche a distanza di anni, Bergmann si sarebbe immaginato in quell’istante quasi sospeso nel tempo, mentre apriva la portiera e correva via, a perdifiato”.

È proprio il caso di dire: a distanza di anni.
Ne sono trascorsi sedici, da quel giorno, e l’incubo si ripete.
Allora, Tommy Bergmann, alle prime armi, era stato a contatto col suo primo caso “serio”: una bella ragazza quindicenne, Kristiane Thorstensen, massacrata brutalmente.
Il giovane poliziotto ne era rimasto sconvolto, e il ricordo torna più vivo che mai oggi, in cui la storia si ripete.
Stavolta è l’omicidio di una giovanissima prostituta lituana; stesse modalità, stesso incubo. C’è però una differenza fondamentale: pur ritrovando elementi simili, non può essere opera della stessa persona, perché l’ assassino di Kristiane è in carcere da anni.
L’uomo, un insegnante inquietante e disturbato, è rinchiuso in un ospedale psichiatrico giudiziario.
Tante le domande che si pone Bergmann.
E se non fosse stato lui, allora, a uccidere Kristiane?
E se avesse un complice, libero, che può agire nuovamente, indisturbato, usando i suoi stessi sistemi?
La madre di Kristiane, affascinante e problematica donna, è convinta che l’assassino sia un altro; addirittura fa capire di conoscere il nome del colpevole, ma non lo rivelerà mai, pena la scoperta di segreti suoi personali, terribili.

Questa, in breve, la trama del romanzo di Sveen.
Seconda storia con protagonista Tommy Bergmann, poliziotto che viene a far parte della lunga schiera degli investigatori infelici e randagi, che devono lottare su due fronti: cercare di risolvere un caso difficile e fare i conti con la propria vita attuale, travagliata, e col proprio passato, per lui un vero buco nero.

Romanzo complesso, anche se ineccepibile come stile: asciutto, scorrevole.
I capitoli si dipanano, narrando di uno o dell’altro protagonista in modo veloce, con qualche excursus nel passato, rendendo il seguire la vicenda non sempre facile da parte del lettore.
Una caratteristica che mi ha colpita particolarmente: tutti i personaggi sono negativi.
Mi spiego meglio: in una storia non necessariamente deve esserci il “buono” , che riscatta un po’ le azioni e i sentimenti dei cattivi.
Ma qui ogni protagonista ha del torbido, oppure dell’inquietante; il poliziotto ha addirittura un passato che non ricorda (o che ha rimosso?) che torna a tormentarlo ogni momento, che vorrebbe ricordare, ma nello stesso tempo ne ha terrore.
Inoltre ha un presente “brutto” di tutto rispetto: la moglie lo ha appena lasciato per violenze domestiche. Un presente che forse ha le sue radici proprio in “quel” buco nero.
Si arriva a un certo punto in cui non si capisce più chi sia del tutto colpevole e chi del tutto innocente; forse è proprio questo lo scopo dell’autore: creare nel lettore una sorta di confusione, per poi guidarlo verso la soluzione del caso e il chiarimento dei ruoli.

L’assassino – o quello che fino a prova contraria è stato ritenuto tale – è una personalità contorta, malvagia quasi (se no non avrebbe barbaramente ucciso varie ragazze); i suoi incontri con Tommy Bergmann all’interno dell’ospedale psichiatrico giudiziario sono sempre motivo di dubbi e di angosciose domande, sia per il lettore che per il poliziotto stesso.
I momenti di suspense non mancano: rumori misteriosi, incursioni notturne in case deserte, uccisioni brutali.
E su tutto, regna sovrano il gelo nordico. È lui il secondo protagonista del romanzo.
La notte interminabile, che mette l’angoscia anche solo a pensarla, a chi non vive in quei paesi. La neve che cade incessante, pungendo la pelle, e che risulta molto meno romantica a chi sta effettuando qualche pedinamento, piuttosto che a chi sta in un confortevole salotto a vedere dalla finestra i fiocchi che volteggiano!
L’atmosfera gelida, nel vero senso della parola, ha un ruolo fondamentale in questa storia.
Un romanzo, dunque, non facile, non allegro, ma sicuramente apprezzato dagli amanti del thriller nordico. Una curiosità : finale assai strano, quasi…mozzo: forse l’autore ci vuole preparare a un seguito?

Rosy Volta


Lo scrittore:
Gard Sveen scrittore e politologo, vive non lontano da Oslo e da molti anni è consulente del ministero della Difesa norvegese. Con il suo romanzo d’esordio, L’ultimo pellegrino (Marsilio 2018), ha vinto sia il Glass Key che il Riverton Prize, i massimi riconoscimenti scandinavi per la letteratura poliziesca: è l’unico autore insieme a Jo Nesbø ad averli ottenuti entrambi. Le lacrime di Medusa è il secondo episodio della serie con protagonista Tommy Bergmann, pubblicata in dodici paesi.