Matteo Cavezzali – Il labirinto delle nebbie

380

Editore Mondadori
Anno 2022
Genere Giallo storico
180 pagine – rilegato e ebook


“Guardateci: un vecchio bestemmiatore, un burbero sbirro con il cappello logoro e un affascinante ragazzo meridionale in camicia; siamo un’allegra brigata!”.

Allegra brigata neppure troppo, in questo affascinante giallo storico, che scorre a cavallo tra realtà e fantasia, e attira alla lettura come pochi altri.
Ho iniziato con questa singolare citazione, perché presenta in due righe tre dei quattro personaggi principali della storia.
Anche se avrei dovuto citare la palude, protagonista indiscussa del romanzo, ma ci sarà occasione di nominarla degnamente in seguito.
Primi del novecento, dopo la fine della Grande Guerra.
Teatro della vicenda è un paesino immaginario, Afunde (pare derivi dal dialetto locale Afundè= affondare, luogo che nel terreno paludoso sprofonda sempre un po’ di più…).
Siamo nella Laguna romagnola, vicino a Comacchio: si dice che in un passato neppure lontanissimo la popolazione vivesse in modo arcaico, legato ancora a usanze e tradizioni magiche, quasi…di stregoneria.

È in questo posto dimenticato da Dio che arriva, a fine guerra, l’ispettore Bruno Fosco, provato soprattutto nell’animo, dopo avere assistito nelle trincee a tante morti e crudeltà, e con in più un carico personale di dolore, per una vicenda familiare finita tragicamente.
È stato chiamato a indagare sulla morte di una giovane e bella ragazza, Angelina, amata da tutti e trovata sgozzata e piena di orribili graffi.
L’uomo trova un paese di sole donne: la guerra aveva provveduto a sterminare tutta la popolazione maschile, in questo, come in altri paesi. Dal momento che in queste zone esisteva una gran quantità di ribelli, di sovversivi, di briganti, questi uomini erano stati i primi a partire. Dopo la disperazione, ciascuna di loro si era rimboccata le maniche e aveva cercato di tirare avanti.

La bella Ardea è una di loro: vedova di guerra, con una bambina da mantenere, è una delle prime persone che Fosco conosce, e ne rimane colpito profondamente. Le condizioni di vita, lì, sono durissime. La palude – eccola, la nostra protagonista! – manda umidità, zanzare a frotte, bisce d’acqua e numerosi altri animali; il groviglio di piante acquatiche avvolge, travolge, fa paura a chi non è abituato a questo ambiente lacustre. La nebbia sale improvvisa e nasconde tutto in un’aura lattiginosa, dove può accadere qualunque fatto. Tra i pochi uomini del romanzo, altri due protagonisti: il sottoposto Della Santa, mandato dal sud ad aiutare Fosco nelle ricerche, e Primo, il vecchio anarchico del paese, selvaggio e rifuggito da tutti, che sarà una figura indimenticabile.

Un romanzo singolare, dicevo, a cavallo tra realtà e fantasia. Un genere diverso, decisamente affascinante anche per chi sia abituato a storie “ concrete”. L’autore conosce a fondo l’ambiente che ci ha così magistralmente raccontato, per averlo visitato con la sua famiglia, studiato; per avere interrogato gli abitanti della zona- reticenti!
Per avere fatto una scoperta straordinaria, che i lettori leggeranno nell’ultima pagina del libro. Ma , attenzione!- non fatevi tentare di scoprirlo prima del tempo: bisogna gustare prima questa storia tutta, per apprezzare i commenti finali.
La bravura sta nell’immedesimare il lettore: poco importa che siano mischiati elementi reali e fantastici; noi siamo lì, con le donne di questo paese, nella lotta quotidiana; nelle nenie misteriose che cantano; nei loro silenzi.
Siamo nelle paludi, a farci largo nell’acqua melmosa, a captare rumori e suoni sconosciuti ai profani; a udire versi sinistri nella notte.

Ognuno di questi personaggi è descritto a fondo: chi con le sue fragilità, e Fosco ne è l’incarnazione perfetta perché i rimpianti per i suoi errori passati non lo abbandonano mai, e i ricordi della guerra lo massacrano di dolore.
Chi con la sua forza, e qui mi riferisco al vecchio Primo, fonte di saggezza, e ad Ardea – donna straordinaria e, come vedremo, fonte di grandi sorprese.
La storia è sempre presente, con le pennellate dolorose sulla vita di trincea, sulla condizione dei soldati, sulla politica del tempo. E poi, l’epidemia di spagnola appena finita, che ci riporta tristemente a ricordi più recenti.
La fantasia delle parti ”magiche”, se così si possono chiamare, aggiunge fascino alla storia, dandole un tocco romanzesco in più, quasi di favola nera.
E alla fine i lettori, e soprattutto le lettrici – si ritroveranno a camminare in un campo luminoso di girasoli, immersi completamente nel misterioso e magico mondo di Afunde!

Rosy Volta


Lo scrittore:
Matteo Cavezzali (Ravenna, 1983) è autore dei romanzi Icarus. Ascesa e caduta di Raul Gardini (minimum fax, 2018) e Nero d’inferno (Mondadori, 2019) in cui racconta la figura di Mario Buda, anarchico italiano emigrato negli Stati Uniti che fece saltare in aria Wall Street. Ha scritto anche Supercamper. Un viaggio nella saggezza del mondo (Laterza, 2021) e A morte il tiranno (HarperCollins, 2021) da cui è stato tratto l’omonimo podcast. Ha vinto il Premio Comisso e il Premio Volponi Opera Prima. È ideatore e direttore artistico del festival letterario ScrittuRa di Ravenna. Ha realizzato il podcast Bruno Neri, calciatore e partigiano per RaiPlay Sound.