Caterina Falconi – Rose di capodanno

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Vallecchi Firenze/Collana Narrativa
Anno 2022
Genere Giallo
312 pagine – brossura e epub


È il 31 di dicembre. Il giorno che chiude definitivamente un anno e che si affaccia su uno nuovo tutto da vivere e scrivere ancora. Ma può essere anche un giorno in cui si commette un omicidio, L’omicidio all’interno de La casa del Sorriso di un’assistente. La Casa del Sorriso era un istituto di riabilitazione cattolico per portatori di disabilità di vario tipo, soprattutto psichiatrico, fondato dalle Suore Gertrudine. Si trovava in una frazione di Teramo chiamata Centogatti.
La vittima, Claudia Paladini, assunta come assistente educatrice, faceva il turno di notte al reparto gravi del pianoterra. Divorziata, aveva perso qualche anno prima il suo unico figlio ammalato di leucemia. Il corpo della vittima era stato ritrovato riverso su un materassino da fitness, nudo nella parte inferiore, tranne due autoreggenti bianche.
In Rose di Capodanno sono tante le protagoniste femminili, dalla vittima al sostituto procuratore Manuela Travaglini, dall’Ispettore capo Vera Ferri all’Ispettore Stella Bellosguardo e poi le suore Gertrudine.

A collaborare alle indagini, oltre alle già citate figure professionali femminili, lo psichiatra forense Massimo Dejana e in qualche modo anche il commissario Mariano Forandola, non presente momentaneamente presso la Squadra Mobile di Teramo perché in malattia.
Le figure femminili hanno alle loro spalle storie che le hanno segnate. C’è chi riesce nonostante le ferite ad andare avanti, non dimenticando quello che è accaduto e quello che si porta dentro, ma comunque guarda avanti e tenta di ricostruire quella parte ferita e c’è chi invece cade in trappole che non lasciano scampo, che fanno proprio presa sulle fragilità e sulle debolezze umane. Ed è qualcosa di terribile fare tutto ciò, approfittare delle debolezze altrui.

L’autrice pone molto l’accento sulle storie personali, ognuno ha una storia, ha un bagaglio frutto di ciò che ci è accaduto, le ferite influenzano la vita futura, portano a seguire dei percorsi che determinano in qualche maniera i nostri comportamenti, le nostre scelte. Non possiamo mai sapere cosa si nasconde dietro ad una persona, ciò che l’ha portata ad essere quella che è. Senza riflettere su questo ci possiamo limitare a guardare ciò che vediamo senza andare oltre.
Cosa si nasconde dietro la vittima, ritrovata all’interno di un istituto di riabilitazione, uccisa da chi in quel momento era con lei per un incontro amoroso. Cosa l’ha portata ad avere un incontro proprio lì presso il suo posto di lavoro.
È quello che devono scoprire gli inquirenti.

L’Ispettore capo Vera Ferri racchiude in sé una storia molto forte, di quelle che ti segnano, che continui a chiederti come possa essere accaduta. Ma forse alcune vicende accadano e basta, il perché è di difficile risoluzione, sai che è accaduto, che ti sei prestata ad essere vittima di qualcuno che ha usato tutto il suo potere, che ha fatto presa sulle fragilità.
Perché permettiamo che questo accada?
Massimo Dejana, psichiatra forense, e Vera sono amici dai tempi del liceo.
Indagare insieme li porterà a riparlare di quello che è accaduto all’Ispettore capo, a riparlarne a distanza di tempo ma con il tempo che non ha ancora cancellato nulla.
Per questo Vera aveva deciso di entrare in Polizia, da preda si sarebbe trasformata in cacciatrice, si sarebbe vendicata su chi avesse incontrato sulla sua strada di Ispettore.
Claudia Paladini non ha avuto la stessa opportunità, e dai risultati provenienti dal lavoro del medico legale, pare proprio le sia stata assegnata una fine atroce, un delitto accuratamente orchestrato e sadico. E Vera vuole e deve capire cosa è successo, cosa ha portato a questo omicidio crudele.

Un’empatia verso la vittima, il desiderio di annientare una figura maschile tra le persone che lavorano nell’Istituto e che in base alla sua esperienza passata le fa capire subito di che tipo si tratta. E scatta quel meccanismo di vendetta, quel desiderio di incastrarlo e di togliergli la possibilità di continuare a fare del male.
Ci sono tanti risvolti psicologici che rendono “Rose di Capodanno” una lettura coinvolgente seppur a fine lettura ti lascia, come spesso capita con i gialli, quell’amaro in bocca conseguente alle motivazioni che spingono a mettere in atto i crimini.
Caterina Falconi, autrice prolifica, riesce a districarsi agevolmente in diversi generi di scrittura. Attribuisce una notevole importanza alle storie delle persone, le racconta attraverso la sua sensibilità e grazie al suo sguardo indagatore dell’animo umano, utilizza un linguaggio forbito e c’è un uso preciso e curato delle parole, trasmette un amore incondizionato verso il suo territorio che descrive sempre con parole di affetto e gratitudine. Consiglio assolutamente i suoi libri.
Cecilia Dilorenzo


La scrittrice:
Caterina Falconi è laureata in Filosofia. Ha pubblicato Sulla breccia (Fernandel, 2009) e Sotto falsa identità (Galaad Edizioni, 2014). Ha scritto, con Simone Gambacorta, Una questione di malafede. Scambio a due voci sulla scrittura creativa (Duende, 201 O). E, con Francesca Bonafini, Non avremmo mai dovuto. Le frasi che gli uomini sposati dicono alle amanti (Ad est dell’equatore, 2015). Ha pubblicato racconti in varie antologie, riviste e in ebook. Ha collaborato alla stesura delle sceneggiature del cartone animato Carotina Super Bip, della Lisciani Group. Sempre per la Lisciani Libri, è autrice di svariati testi: E invece sì. 55 storie di coraggio, di idee, di passione (2018) con Gianluca Morozzi; Narciso (Collana I Miti raccontati ai bambini (2019); Shoefiti (Collana Black List, 2019), Iliade (Collana I Poemi, 2019). Collabora alla Rusconi Libri con romanzi per ragazzi e riduzioni di classici. Ha curato l’antologia La vita invisibile (Avagliano, 2021) ed è autrice di Dammi da bere (Mimep Docete, 2021).