Gianluca Barbera – Il segreto del Gran Maestro

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Editore Chiarelettere / Collana Narrazioni
Anno 2023
Genere Giallo
304 pagine – brossura e epub


Chi ha i capelli grigi come me non ha dimenticato la lunga, intricata e inimmaginabile storia che verte intorno alla figura di Licio Gelli, nato a Pistoia il 21 aprile 1919 e morto novantacinquenne ad Arezzo il 15 dicembre 2015. Venerabile per la sua appartenenza alla massoneria della quale avrebbe rappresentato la longa manus italiana e internazionale, protagonista, affarista, doppiogiochista, egocentrico, sbruffone, burattinaio, mostro sacro. Sono solo alcuni dei tanti modi di cui si è parlato di lui. Colpa della sua vita, delle sue fanfaronate e per tanti reali misfatti da lui commessi o comunque a lui attribuiti.

Una prima giovinezza da combattente fascista in Spagna e, tornato in patria e inviato in Albania e Jugoslavia, il machiavellico furto dell’oro di Cattaro. Passato alla Repubblica di Salò, da picchiatore e feroce aguzzino trasformatosi al momento giusto prima in fiancheggiatore e poi addirittura rappresentante per i partigiani presso il comando alleato che in seguito l’avrebbe reclutato come spia.

Da allora altri orizzonti: con le tasche piene, legato a doppio filo a capi di stato argentini che fossero Peron o i colonnelli, membro attivo supportato dalla Cia, complottista a tutti i livelli. Massone, creatore e reclutatore della celeberrima la Loggia P2 e, appoggiato dalla Mafia avrebbe gestito attentati, omicidi su commissione, losche operazioni finanziarie. E visto le tante accuse rivoltegli, incolpato delle trame più feroci, alcune persino provate e per le quali ha subito condanne, pare tuttora difficile riuscire trovare un altro curriculum peggiore del suo.
La mattina del 17 marzo 1981 uomini in borghese della Guardia di Finanza avevano superato il cancello della splendida villa immersa nella campagna aretina. Stavano indagando sull’omicidio dell’avvocato Giorgio Ambrosoli e sul presunto rapimento del finanziere siciliano Michele Sindona. G. il padrone di casa era all’estero. In casa c’erano solo i domestici e la segretaria con su di sé, con l’intento di nasconderle, le chiavi della cassaforte. Cassaforte in cui gli inquirenti troveranno l’elenco degli affiliati alla loggia segreta P2. Una specie di vaso di Pandora, dato che comprenderà 962 nomi di massoni infiltrati in tutte le istituzioni italiane : tutti nomi di alto livello , personalità ai vertici delle istituzioni e della società civile: deputati e senatori, alti ufficiali di ogni arma, vecchi industriali e rampanti, e tanti giornalisti.

Al vertice della smisurata piramide, in veste di manovratore, c’era lui, G., solo e soltanto G, l’uomo dei misteri, l’alter ego, il gemello perfetto ideato da Gianluca Barbera e al quale con diabolico ma accorto disegno attribuisce ogni intrigo e malefatta facendolo il vero protagonista de Il segreto del Gran Maestro.
L’Italia trema…
L’inchiesta espandendosi e allargandosi come un’incontrollabile macchia d’inchiostro era andata a infilarsi nei peggiori scandali e fatti di cronaca nera della repubblica italiana : il fallito golpe Borghese, l’operazione Gladio, il crac del Banco Ambrosiano, la strage di Bologna, la morte omicidio camuffati da suicidio di Roberto Calvi. Ma G. prima ricercato e latitante in Svizzera e infine arrestato pur accusato dei delitti e dei complotti più oscuri, era riuscito lo stesso anche in virtù della bravura dei propri legali, a superare processi e indagini, subendo pene quasi ridicole. Poi l’età l’aveva relegato agli arresti domiciliari. Dal 2001, G. protagonista di Barbera come il suo gemello in carne e ossa, ormai viveva in detenzione domiciliare nella sua villa sui colli aretini artificiosamente ricomprata a molto meno del suo valore dopo il sequestro da parte dello stato, e sarà proprio là ultranovantenne, decrepito e in carrozzina che riceverà la sua controparte nel romanzo, Marco Sangiorgi (alter ego di Barbera), giornalista d’inchiesta, autore di scoop clamorosi, che ha chiesto di intervistarlo perché sta realizzando un docufilm sulle pagine più oscure della storia italiana.

Giorno dopo giorno G., in uno travolgente caleidoscopio in cui sfoggia la sua funambolica bravura di attore, affronterà le calibrate, mirate e inquisitorie domande del giornalista sui tanti misteri italiani con risposte appropriate, dribblando sempre tuttavia con rara abilità quelle a trabocchetto che non vuole sentire ma, a conti fatti, pian piano il loro incontro/scontro alla pari con nessuno dei due intimorito dell’altro si trasformerà nella trama di un thriller. Il giornalista sa dove andare a parare per costruire la sua storia. Ciò nondimeno ancora non sa, non può neppure immaginare, che forse i loro destini in qualche modo si sono già incrociati. Sarà quello il segreto del Gran Maestro, oppure?

Un convincente romanzo sull’Italia dei poteri occulti. Un racconto avvincente e pieno di colpi di scena, che ripercorre la storia della Repubblica attraverso la lente dei misteri italiani, rivelando scottanti verità per troppo tempo coperte dall’oblio.
Una fiction, Il segreto del Gran Maestro, che ammantandosi di atmosfera gialla, diventa mistery, spy story accompagnata da un’angosciosa e affannosa suspense, mischiata al narrare, che appassiona.
Colto, intrigante e anche in grado di incuriosire il lettore in virtù della straordinaria abilità di Barbera nel mettere assieme, nella stessa singolare trama, thriller e romanzo d’inchiesta che, con la sua meticolosa ricostruzione storica, ci costringe ad azzardare ipotesi e optare per diverse alternative. Senza dimenticare i continui interrogativi e i tanti e ripetuti colpi di scena che ci accompagnano, reali e irreali, fino alla conclusione della storia, proponendoci persino una nuova, diversa e plausibile interpretazione dei fatti.
Certo che se tutti gli orrori per i quali il suo nome è stato tirato in ballo fossero veramente a lui imputabili si dovrebbe dire che era lui G., o Licio Gelli che dir si voglia, il vero Padrino, padre padrone del paese. O invece si trattava per buona parte di millantato credito, eccesso di sbruffoneria che l’aveva alzato sugli altari del male?

Patrizia Debicke


Lo scrittore:
Gianluca Barbera è nato a Reggio Emilia nel 1965 e vive tra Siena e Firenze. Collabora con le pagine culturali de “il Giornale” e de IlSole24Ore.com. Suoi articoli sono apparsi su “la Lettura-Corriere della Sera”, “Robinson-la Repubblica” e “Domani”. Ha lavorato per anni in campo editoriale e ha pubblicato racconti su riviste e in antologie, oltre a diversi romanzi, tra cui ricordiamo Magellano (2018) e Marco Polo (2019), entrambi editi da Castelvecchi e vincitori di numerosi premi. Per Solferino ha scritto Il viaggio dei viaggi (2020) e Mediterraneo (2021), insignito del Premio Salgari. Per Rizzoli è uscito nel 2022 Atlante dantesco. I luoghi di Dante e della Divina Commedia. I suoi libri sono tradotti in varie lingue. Con Chiarelettere ha pubblicato L’ultima notte di Raul Gardini (2022), opzionato dalla casa di produzione Mompracem (Manetti Bros., Carlo Macchitella, Beta Film) per la trasposizione in una serie televisiva.