Fabrizio Silei – Gli occhi del serpente

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Fabrizio Silei (Firenze, 1967) ha lavorato per anni come sociologo, dedicandosi soprattutto alle tematiche dell’identità e della memoria. Ha raccolto testimonianze di chi ha vissuto la guerra e i lager nazifascisti, memorie del mondo contadino, storie e leggende della tradizione toscana: esperienze confluite in Trappola per volpi suo esordio nel giallo, primo di una serie con protagonisti Pietro Bensi e Vitaliano Draghi. Il secondo romanzo La rabbia del lupo è uscito per Giunti nel 2021. I suoi libri sono stati tradotti in 21 Paesi.

Scrittore e artista con i suoi romanzi per ragazzi e le sue immagini ha ricevuto nel corso degli anni numerosi riconoscimenti. Vincitore del Premio Andersen 2012 (l’Oscar della letteratura per ragazzi), è stato definito “una delle voci più alte e qualificate della nuova narrativa per l’infanzia”. La sua ricerca iconica si muove a cavallo fra illustrazione, design e fotografia attraverso il recupero di materiali poveri come legno, carta e cartone e l’utilizzo della luce. I suoi libri illustrati tendono sempre a creare una proposta concettuale e creativa in cui la narrazione si fa gioco e apertura di possibilità per il bambino che è invitato a continuare liberamente il racconto e la sperimentazione dell’artista. Biblioteche, festival, scuole, comuni e spazi pubblici hanno ospitato sue opere e istallazioni. Ma il libro è sempre il veicolo privilegiato del suo narrare insieme all’incontro con i bambini che partecipano alla creazione e danno vita alle sue opere.

Dal 15 marzo in libreria il suo romanzo “Gli occhi del serpente”, edito da Giunti, di cui vi riportiamo la trama:

Firenze, 1938. C’è grande attesa per l’imminente visita di Hitler, un fermento che si riverbera tra i corridoi e le stanze del magnifico Regio Istituto d’Arte di Porta Romana. Nei vari laboratori, sotto la guida del geniale professore Ottavio Umberti, gli allievi replicano i leoni della Loggia dei Lanzi che andranno ad abbellire la stazione ferroviaria. Ma tra invidie e rivalità mai sopite, la scuola non può dirsi un posto sicuro. A poche settimane dall’arrivo del Führer, proprio Umberti viene trovato morto dentro la maestosa gipsoteca, schiacciato dalla statua di Giuditta e Oloferne, ormai in frantumi. La terribile scoperta non lascia adito a dubbi: è un omicidio. Il commissario Vitaliano Draghi dovrà mettere da parte i suoi problemi di cuore per affrontare il caso, tanto più che un potente ministro romano, amico d’infanzia della vittima, è disposto a tutto purché giustizia sia fatta e ha inviato a Firenze due agenti dell’OVRA per controllare lo svolgimento delle indagini. A unirsi all’impresa, ancora una volta, Pietro, il contadino detective, che in realtà trama nell’ombra un progetto molto rischioso… Ma anche il Regio Istituto sembra custodire dei segreti. Mentre piccoli oggetti spariscono senza lasciare traccia, dietro le aule colme di studenti si articola la trama di un vero e proprio labirinto, celato agli occhi dei più. Ma esiste un labirinto senza un mostro che lo abiti? Dopo Trappola per volpi e La rabbia del lupo, il terzo capitolo della serie di Vitaliano Draghi e Pietro Bensi non smette di sorprendere per ritmo e inventiva, tenendo il lettore con il fiato sospeso per le sorti dei due protagonisti e dimostrando che il male può insinuarsi ovunque, anche nella culla della creatività.