Maurice G. Dantec – Le radici del male

595

Editore minimum fax
Anno 2023
Genere sci-fi
641 pagine – brossura e epub
Traduzione di Luigi Bernardi, Sabina Macchiavelli


Primi anni Novanta. Il progresso tecnologico sembra promettere un futuro radioso, la Lunga pace d’Europa è parziale e ingannevole, dei ragazzi uccidono senzatetto in Francia ma non basta. Andreas Schaltzmann è un uomo in fuga, braccato, distrutto, pericoloso. Il mondo vive una menzogna da cui lui è libero: i nazisti hanno sconfitto gli Alleati e, insieme ad alieni provenienti da Vega, controllano le città e i quartieri, sostituiscono le persone con pseudoumani, avvelenano organi e sangue. Andreas Schaltzmann è l’ultimo membro della Resistenza contro l’oppressione e l’estinzione, ha bisogno di fluidi vitali e per questo uccide, in una sequenza che è il risultato del caso, del delirio psicotico che vive, forse dell’orrore della guerra e della vita contemporanea da cui non riesce, troppo recettivo, a proteggersi.

Un’immensa caccia all’uomo viene lanciata per catturare Schaltzmann il vampiro, l’assassino seriale, il piromane. Per porre fine a questa serie di violenza brutale viene chiamato ad assistere alla ricerca del fugitivo un team speciale composto da un’antropologa, un famoso criminologo e un giovane ingegnere della conoscenza, Arthur “Dark” Darquandier.

Arthur sta perfezionando la neuromatrice, un sistema di intelligenza artificiale che, opportunamente, chiama Dottor Schizo. Il team si convince che alcune dei cadaveri ritrovati non rientrano nel modus operandi di Schaltzmann: devono essere opera di un altro assassino, forse un gruppo di assassini. Gli inquirenti non sono d’accordo, hanno il loro assassino in custodia, il caso è chiuso. Forse pagano un prezzo in denial e alla linearità in un mondo che è sempre più complesso, sul baratro, prossimo a una crisi di sopportazione e isteria collettiva.

Una nube di divise di abbatté sui Pirenei.
Bisognava fermare il mostro, costasse quello che costasse. Non importava il prezzo.

Passano alcuni anni e Arthur Darquandier sta selezionando scienziati e professionisti per un progetto che porterà l’umanità a colonizzare Marte. Il nuovo millennio incombe, il passato torna per lui e Dottor Schizo: avevano ragione, ci sono altri assassini e non si sono mai fermati. L’Uomo delle Montagne, la Famiglia, un intero gruppo di serial killer il cui territorio di caccia sono le Alpi, le città, le foreste del centro pacifico, sicuro e produttivo dell’Europa continentale.

E così ricomincia l’indagine di Arthur e la sua collega Svetlana. Ricerca, avventura, romanzo che si svolge su due livelli: quello classico, quasi procedurale, della ricerca degli assassini per portarli di fronte alla giustizia e fermarli e quello altrettanto pericoloso, profondo, verso le radici del male. Immaginazione e traumi, individuali e collettivi, sono nel romanzo di Maurice Dantec altri indizi in questa esplorazione che lettore, lettrice e personaggi svolgono insieme, pagina dopo pagina, nelle sue evocazioni di mostri del passato e pericoli del prossimo futuro.

I frattali si sono ricombinati. Si sono succeduti alcuni disegni e un collage, fatto con foto di riviste. Non sono riuscito a staccare gli occhi dallo schermo.

«Il taglio delle radici», ho sentito che mormoravo, «Il taglio delle radici…»

Qualcosa, sembra dire Dantec, è andata orribilmente storta nel cammino della civiltà. Demoni e orrori del singolo e dei gruppi emergono nella storia o vengono sepolti sul fondo di laghi alpini. Gli antagonisti sono, per capacità criminale e orrorifica, per magnitudine del crimine e della cospirazione, della schiatta di quelli di True detective; sottotesto e scrittura capace ed evocativa è pari a quella che si svolge nelle città di David Peace. Paul Shepard al posto di Zapffe e Ligotti. Paragoni che servono per stabilire l’altissimo livello come thriller e romanzo di quest’opera di Maurice G. Dantec.

Stabilite le coordinate il giudizio è quello della grande sorpresa. Le radici del male è un thriller di oltre 600 pagine che non soffre di cali di tensione, appassionante, un incredibile page turner dati temi, tenore e sottotesto di cui fa grande mostra. Al contrario dell’epidemia di stupidità che sembra colpire personaggi e vicende di troppi thriller le Radici del male ha protagonisti capacissimi, cosmopoliti e insieme coinvolgenti. Ogni divagazione e riflessione, dalla Cabala alla fisica quantistica, sono esposte in modo efficace, con la chiarezza dell’autore che padroneggia davvero i temi che sta affrontando.

Colto, profondo, avvincente questo romanzo di Dantec ha ancora, se possibile, altre gemme. Ha un finale apocalittico in cui la realtà sembra resistere come sostenuta dalle azioni di poche persone buone e che merita di essere studiato. Pubblicato per la prima volta nel 1995 Le Radici mette in scene e trama una serie di temi e parole chiave come ad esempio collasso o “nuova era oscura” sempre più rilevanti. Questa riedizione arriva al momento giusto, forse.

Antonio Vena


Lo scrittore:
1959/2016, Maurice Dantec è stato musicista punk e romanziere, è stato uno dei protagonisti della scena letteraria francese a cavallo dei due millenni. Tra i suoi scritti vanno ricordati i romanzi La sirena rossa, Babylon Babies e il diario polemico e filosofico Théâtre des opérations.