Massimo Felisatti, Fabio Pittorru – Una famiglia perbene

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Editore Rizzoli / Collana Nero Rizzoli
Anno 2023
Genere Noir
208 pagine – brossura e epub


“Il nostro mestiere al cinquanta per cento è fatto coi piedi – disse Solmi; non completò la massima, che aggiunge:” al cinque per cento è fatto di cervello, e per il resto è fatto di c**o”.

Leggere un romanzo in una giornata.
Un giallo “classico” che di più non si può, per scoprire contemporaneamente che la storia non solo si svolge negli anni ’70, ma è stata scritta allora. La casa Editrice Rizzoli ripropone in nuova veste questo romanzo, e il lettore si rende conto che la storia è “fresca” come se fosse appena nata; attuale, intrigante.
Questa constatazione rende già l’idea del valore di questo giallo, se il suo fascino è rimasto intatto a distanza di cinquant’anni.

La vicenda si svolge a Roma, nella Roma bene, come si dice ancora oggi, anche se con qualche digressione in ambienti un po’ meno limpidi. La famiglia del professor Carpi, noto chirurgo , è sconvolta dalla sparizione della figlia tredicenne Fiorella. Ambiente raffinato, “perbene” come recita il titolo; persone apparentemente integerrime, di cui non si può neppure pensare male! Certo sarà stata rapita; ma non arriva alcuna richiesta di riscatto.
Entrano a questo punto in gioco il capo della Mobile Antonio Carraro ed il suo vice Fernando Solmi; due persone diverse come caratteri, ma unite in un unico intento, la ricerca della verità e il ritrovamento della ragazzina.
La storia prende quasi subito, purtroppo, una piega diversa dal previsto: sarà proprio Solmi ad intuire un tragico epilogo e a portare alla scoperta del cadavere della ragazza.
L’indagine si fa serrata, per dare almeno un’idea di giustizia a due genitori disperati, e per un proprio desiderio di verità da parte dei due inquirenti.

E qui cominciano le scoperte e le sorprese, che lascerò tutte ai lettori. È intuibile, comunque, come in certi ambienti sia sufficiente “grattare” un po’ la superficie dorata per scoprire del nero inchiostro. Nero, che può presentarsi sotto le sembianze di irreprensibili personaggi, con carriere sfolgoranti e famiglie perfette. O, ancora peggio, scoprendo segreti mai neppure immaginati. Allora, quanto davvero conosciamo i nostri figli, ci si chiede leggendo questa storia?
E, ancora: siamo davvero certi di avere compiuto il nostro dovere di genitori, col dialogo, con la comprensione, o abbiamo solo provveduto ai loro bisogni materiali, pensando che fosse sufficiente, o che fosse ciò di cui avevano bisogno?
Attualissimo quesito, che anche oggi, in vista dei molti fatti di cronaca che accadono, ci si domanda quotidianamente.
I due poliziotti stessi, seguendo passo passo le loro scoperte, sono dolorosamente consci delle risposte – specie Carraro, padre a sua volta di una figlia tredicenne, come la povera Fiorella.

È proprio questa “parità” di condizione che lo spinge a dare il massimo per risolvere il caso, e in ogni suo ragionamento si percepisce l’empatia di Carraro come padre.
Anche Solmi, poliziotto indisciplinato e un po’ “cane sciolto” nello svolgere le indagini, è preso da questo caso in modo speciale, e sarà lui che porterà il maggiore risultato nelle ricerche, tanto da farsi perdonare le sue disobbedienze.

Bel ritratto di un mondo solo fintamente dorato, con le sue ipocrisie, le cose non dette, quelle non viste o che faceva comodo non vedere. Le carriere sfolgoranti, il benessere, quanto contano, infine, se si sono trascurati – magari involontariamente – valori ben più importanti, nei rapporti familiari? Un romanzo che mantiene una freschezza speciale, un’attualità quasi impressionante, nei tanti quesiti che ci propone durante la lettura.
Uno stile eccellente, ancora più apprezzato, se si considera che è stato scritto a quattro mani, perciò da due menti diverse, ciascuna con le proprie peculiarità, ma che hanno saputo fondersi in modo perfetto.

Rosy Volta


Gli autori:
Massimo Felisatti è stato un regista, sceneggiatore e scrittore italiano. Da giovanissimo strinse un’intensa amicizia con Fabio Pittorru, Renzo Ragazzi, Guido Fink, Massimo Sani e il più anziano Florestano Vancini, che nella Ferrara degli anni ’50 contribuirono ad animare la vita culturale della città dove nasce il Filò, con sede all’osteria Croce Verde. Laureatosi in lettere moderne e appassionato di cinema, nel 1966 raggiunse Vancini a Roma dove si dedicò alle traduzioni (Opere latine di Dante, Storia dei Longobardi di Paolo Diacono) e alla saggistica (Un delitto della polizia?). A Roma ritrovò anche Pittorru e con lui firmò numerose sceneggiature oltre a scrivere alcuni pregevoli gialli di successo (Violenza a Roma, La madama) che testimoniano il loro impegno sociale e da cui verranno tratti film che i due amici collaboreranno a sceneggiare. Per questo genere di attività, tra Felisatti e Pittorru si stabilì un proficuo sodalizio professionale che aprì alla coppia anche le porte del piccolo schermo con la fortunata serie televisiva Qui squadra mobile, uno dei primi polizieschi di  ambientazione italiana, trasmesso in due serie nel 1973 e nel 1976, a cui faranno seguito altri thriller come Albert e l’uomo nero o Vuoto di memoria. Come regista cinematografico, Felisatti affiancò Sergio Grieco nella direzione del film I violenti di Roma bene con Antonio Sabàto, firmandosi curiosamente “Ferrara”, e continuò per tutti gli anni ’70 e ’80 la sua attività sia di sceneggiatore per fiction televisive di successo. Pur rimanendo legatissimo a Ferrara, visse e lavorò stabilmente a Roma.

Fabio Pittorru è stato uno sceneggiatore, regista e scrittore italiano. Di origine sarda, nacque a Ferrara e, nel dopoguerra, fu attivissimo animatore della vita culturale della città emiliana assieme a Massimo Felisatti, Guido Fink, Florestano Vancini, Massimo Sani e Renzo Ragazzi ove nasce il Filò presso la osteria Croce Verde animato da Ervardo Fioravanti. Si stabilì a Roma verso la metà degli anni ’60 per dedicarsi all’attività di scrittore in coppia con Felisatti (Violenza a Roma, da cui verrà tratto il film di Mario Caiano …a tutte le auto della polizia… e La madama, da cui Duccio Tessari ricaverà nel 1975 l’omonimo film). la coppia Felisatti-Pittorru divenne un marchio di fabbrica importante per un genere, il giallo italiano, ritenuto poco trainante per l’editoria nostrana. Accanto a questa attività di successo iniziò un’intensa attività di soggettista e sceneggiatore sia dei film tratti dai suoi romanzi che di altri. Lavorò inoltre per la televisione, sempre con Felisatti, realizzando tra il 1973 ed il 1975 la fortunata serie poliziesca Qui squadra mobile antesignana delle moderne fiction ambientate nei commissariati italiani. Per il piccolo schermo continuò incessantemente a lavorare (Arabella, Un uomo in trappola, Le terre del Sacramento, Il garofano rosso) come sceneggiatore soprattutto di gialli. Nel 1976 fu autore, insieme a Felisatti, della trama dello sceneggiato giallo televisivo Albert e l’uomo nero, con Nando Gazzolo, Claudio Cinquepalmi, Maria Grazia Grassini e Franco Graziosi, ambientato nel ravennate ed andato in onda in tre puntate con grande successo di pubblico. Sempre nel 1976, Pittorru e Felisatti crearono la figura del commissario Cremonesi, interpretato da Nino Castelnuovo, per la trasmissione Chi? abbinata alla Lotteria Italia della stagione ’76/’77. Cremonesi sarà il protagonista di brevi episodi gialli di mezz’ora, alla fine dei quali i tre concorrenti partecipanti alla puntata della settimana dovranno rispondere ad alcune domande circa l’identità del colpevole e gli indizi. Cremonesi va in onda una settimana sì e una no alternandosi con il commissario Serra, creato da un’altra grande coppia di giallisti italiani, Casacci e Ciambricco, ed interpretato da Alberto Lupo. Sia i gialli con Cremonesi sia quelli con Serra hanno un cast fisso in ogni episodio. L’ultima puntata dal titolo Stasera alle undici, abbinata alla finale della Lotteria Italia, dura 60 minuti, viene scritta insieme dalle due coppie di giallisti e vede impegnati entrambi i commissari ed i cast. Proseguì inoltre con la sua attività di scrittore giallista anche senza Felisatti (La pista delle volpi) ma, a differenza del fraterno amico e compagno di tanti lavori, scrisse anche svariate e minuziose biografie di personaggi storici.