Antonio Manzini – ELP

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Editore Sellerio Editore Palermo
Anno 2023
Genere Noir
463 pagine – brossura e epub


“Parlare con gli altri era diventato un esercizio troppo faticoso. La verità era che a Schiavone gli altri interessavano sempre meno.
Solo di fronte a una perdita, a un lutto, irrisolvibile e devastante, riusciva a compatire, a percepire il dolore, altrimenti reagiva per riflesso professionale, dovuto ai tanti anni di lavoro”.

Ecco. Appena ritrovato Rocco Schiavone, ancora non sai come sarà la storia, e già l’emozione ti prende al petto e alla gola.
Perché sai, ne sei certo, che i sentimenti che ti accompagneranno saranno molti e intensi.
Quando un personaggio è entrato a far parte del tuo vissuto, e ti pare davvero di conoscerlo, di prevederne le parole, le reazioni, i gesti…allora vuol dire che l’autore ha fatto centro, sempre e ancora una volta.
E anche se Rocco ha ormai il volto del suo protagonista televisivo, sofferto e pieno di rughe, il “vero” e primo Rocco Schiavone è quello che abbiamo imparato a conoscere dalla lettura dei romanzi, fin da “Pista nera”, e che da allora non abbiamo più potuto abbandonare.
Questo romanzo è corposo (più di cinquecento pagine) e complesso, composto da varie storie che si intrecciano, creando una trama difficile da abbandonare quando si è iniziata la lettura.

Solita vita per Rocco, in quel di Aosta, città odiata, per il clima, per la diversità della sua gente rispetto ai romani a cui è abituato, ma soprattutto perché si invecchia, e la malinconia e i rimpianti non lo abbandonano mai.
Ma bisogna tirare avanti, e c’è un caso un po’ diverso che lo occupa.
È causato dall’ELP, Esercito di Liberazione del Pianeta, formato da giovani “rivoluzionari pacifici”, che protestano contro progresso, inquinamento, tutto ciò che non va nell’attuale società, e lo fanno con azioni singolari, come liberare animali di allevamento sulle autostrade e altri gesti simili.
A Rocco sono quasi simpatici, finché si mantengono nella legalità.
Un giorno, però, durante un attentato a una fabbrica di pellami, perde la vita un imprenditore: qui la faccenda prende un altro risvolto, anche se da subito Schiavone dubita che l’ELP si sia spinta così avanti.

Nel frattempo – e questo è il secondo caso del romanzo – Rocco prende a cuore una donna maltrattata dal marito, a cui dice due “paroline” (alla sua maniera) per convincerlo a comportarsi meglio. L’uomo però viene trovato ucciso con un colpo di pistola, e qui ha inizio un’altra indagine, a cui partecipa la pittoresca squadra di Schiavone.
In questo caso, pittoresca è davvero la definizione giusta, Perché il personaggio di D’Intino – il simpatico poliziotto abruzzese, non proprio intelligente – fa la parte del leone: a lui è dedicato un intermezzo piacevolissimo, che strappa molti sorrisi, qualche risata di gusto (la scena degli acquisti all’Ikea è da manuale!), e anche parecchia tristezza per il trattamento che gli è riservato.
Ma è un tocco di leggerezza che allarga il cuore anche se – ribadisco – è sempre una comicità ammantata di malinconia leggera.

Mentre le indagini sull’ELP e sulle sue prodezze vanno avanti, la storia personale di Rocco è sempre presente, seppure in sordina. Gli intermezzi con la moglie Marina, dolcissimi, sono ormai un appuntamento imperdibile: malinconici, pieni di spunti di riflessione per il nostro poliziotto…
“Questi sono ricordi, queste cose sono vere, non sono un’illusione, Marina, come me che sono vero, steso su questo divano ad aspettare il sonno che non viene, in una città che mi fa schifo, in mezzo a gente che non amo.”.

Quanta malinconia in questi pensieri. Rocco è sempre solo – non è qualche fugace avventura che gli cambi la vita. Non ha formato una famiglia, dato che la sua si è spezzata prima. La sua famiglia sono gli amici scapestrati dell’infanzia a Trastevere, Brizio e Furio, e, a conti fatti, la sua squadra.
Sente gli anni che fuggono, la salute pure, la stanchezza che incombe e il suo carattere burbero, talvolta quasi maleducato, non può certo migliorare: ma noi lettori lo perdoniamo sempre. Anche in questo caso dell’ELP gli amici romani Brizio e Furio sono presenti sul campo: la loro esperienza “speciale” sarà di supporto all’indagine, ma soprattutto il loro affetto, lo sarà per Rocco. I tre (ma Sebastiano dov’è finito?) si comprendono senza parlare e – udite, udite! – fanno progetti per il futuro!
Tutti questi elementi insieme, storie pubbliche, private, indagine poliziesca, fanno di questo romanzo, a mio parere, uno dei migliori della serie: malinconico, amaro, in rari momenti divertente. Una storia da centellinare come un buon vino e dalle quali ci si sente orfani, nel momento in cui si chiude l’ultima pagina.
E allora, speranzosi, aspettiamo la prossima.

Rosy Volta


Lo scrittore:
Antonio Manzini (Roma, 7 agosto 1964) è un attore, sceneggiatore, regista e scrittore italiano. Con Sellerio Editore, dà alla stampa racconti e romanzi che hanno come protagonista il Vicequestore Rocco Schiavone, poliziotto fuori dagli schemi e refrattario alle regole.
I romanzi sono: Pista nera (2013); La costola di Adamo (2014); Non è stagione (2015); Era di maggio (2015); 7-7-2007 (2016); Pulvis et umbra (2017); Fate il vostro gioco (2018); Rien ne va plus (2019); Ah l’amore l’amore (2020); Vecchie conoscenze (2021); Le ossa parlano (2022); ELP (2023).