Paola Varalli – Tira, molla e messèda

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Editore Todaro / Collana Impronte
Anno 2023
Genere Giallo
200 pagine – brossura e ebook


“Erano in tanti in coda all’ufficio postale. Giorno di pensione: l’età media dei partecipanti alla kermesse, come si potrebbe sospettare, era alta, ad eccezione di due soggetti poco più che quarantenni in tuta blu (il Toni degli operai milanesi) che chiacchieravano in fondo alla fila. Spazientiti. Per essere precisi, quello alto e prestante, con i capelli a spazzola che iniziavano a ingrigirsi, al secolo Marietto, si rivolgeva all’amico, l’idraulico Giuseppe Possa, detto Pino, utilizzando tutta la sua peculiare, usuale delicatezza. – Allora, Pino, per mì te see pròppi on bell pirla.”

Inizia così Tira, molla e messèda, il giallo di Paola Varalli che trascina il lettore nella Milano degli anni ‘80, quella prima del digitale, quando i cellulari ancora non esistevano e il computer lo conoscevano in pochi. Un giallo divertente, piacevole, che ci ricorda una società di cui si avverte fin da subito la nostalgia, fatta di piccole cose – le cento lire nel jukebox e Fantastico alla tv -, quando in quartiere ci si conosceva tutti e gli artigiani li trovavi col passaparola. Una storia semplice che fa sorridere e scalda il cuore, che ci regala personaggi simpatici, dal sapore autentico, cui inevitabilmente ci si affeziona. Non solo Pino, “il romantico idraulico fedele alla moglie”, e Mario, “virile e gommista” – coppia di detective improvvisati -, ma anche William, “detto Viliam”, il barista che “sugli stuzzichini da aperitivo era scarso, ma sul caffè non lo batteva nessuno”, suo padre Socrate, che “si dilettava nella produzione di alcolici fai da te”, e ancora la Edmonda, “Eddy” per gli amici, buttafuori con i “muscoli sopraffini”, o l’Ornella, l’infermiera che è anche una “bella tosa”. Un mondo fatto di portinaie, pensionati, mogli, figli, maestre, bottegai, un piccolo universo sfaccettato che ruota intorno al bar, centro nevralgico di chiacchiere e risate, che diventa eccezionalmente quartier generale per la risoluzione di un mistero.

Una lettura che scorre veloce grazie a una scrittura spigliata, mai pesante, in cui il dialetto milanese si fonde alla perfezione con la lingua italiana diventando parte integrante del racconto, consentendone la totale comprensione anche a chi non lo parla o non lo conosce. E ci si ritrova così a partecipare alle indagini casalinghe di Pino e Mario, alle prese con un pacco misterioso e una musicassetta che produce suoni inquietanti, provando ad anticiparne le mosse, le intuizioni, fra un “bianchino spruzzato” e un caffè corretto, per venire a capo di un “busillis” che si svela solo nel finale con un colpo di scena che non ci si aspetta.
Un romanzo ben riuscito che incuriosisce e diverte lasciando la voglia di leggerne ancora.

Un ultimo accenno in conclusione merita la copertina del romanzo, dalla grafica e il colore inconfondibili, capace di incuriosire il lettore.

Linda Cester


La scrittrice:
Paola Varalli, nata a Sesto Calende, sul Lago Maggiore, vive a Milano. Di professione architetto, progetta stand fieristici e scrive per passione. Ha pubblicato tre gialli con Fratelli Frilli Editori: Incroci obbligati (2017, che aveva vinto nel 2005 il concorso Delitto d’autore indetto da ACSI Lucca), L’antiquario del Garegnano (2019) e Giallo al Cimitero Maggiore (2021) ambientati a Milano. Con Oakmond Publishing, solo in ebook, la raccolta di racconti: Trilogia Milanese. È stata finalista e menzionata al Garfagnana e a Giallo Garda, Giallo Stresa e al concorso La quercia del Myr di Ormea. Ha racconti sparsi in più di venti antologie. Con Todaro Editore ha pubblicato i racconti lunghi Mani bucate e Che afa fa sulle antologie Quattro volte Natale e Odio l’estate. L’ultimo romanzo uscito, dal bizzarro titolo di Tira, molla e messèda (sempre per i tipi di Todaro) è vincitore del Premio Garfagnana in Giallo 2023 sezione giallo storico. Suoi racconti sono contenuti in Delitti di lago 5 e 6 (Morellini Editore).