Arnaldur Indridason – La pietra del rimpianto

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Editore Guanda / Collana Guanda Noir
Anno 2023
Genere Giallo
336 pagine – brossura e ebook
Traduzione di Alessandro Storti


Per chi, come la sottoscritta, sia un fan dei gialli nordici, questo romanzo e questo autore sono una vera chicca. Arnaldur Indridason è senza dubbio uno dei miei scrittori di noir nordici preferiti (fra tanti!), e ogni suo romanzo mi coglie ansiosa di leggere.
Fin da quel primo, parecchi anni fa, “La signora in verde”, che mi ha definitivamente fatto innamorare dei suoi personaggi. Allora era il Commissario Erlendur, triste e disincantato, ma tanto intrigante. Poi gli è succeduto il detective Konráð , ora in pensione, ma continua a occuparsi di alcuni casi.
Questo romanzo, “La pietra del rimpianto”, prende spunto da una vecchia leggenda.
Si narra di una madre che camminava col figlio piccino in braccio. A un certo punto un’aquila passò in volo e glielo ghermì. La donna, disperata, li inseguì fino a una rupe, ma lì trovò soltanto un rivolo di sangue che colava, e dal dolore cadde morta.

In questo romanzo, composto da due cold case, si parla appunto di una madre e del suo bambino. Ma è storia lontana e bisogna partire da oggi.
In un appartamento di un palazzone a Reykjavìk viene trovata morta una donna, soffocata da un sacchetto di plastica. Grande è la sorpresa degli investigatori quando scoprono un biglietto con il nome di Konráð , investigatore loro collega. Che cosa avrà voluto da lui l’anziana donna? Konráð è dolorosamente colpito: la donna, tempo addietro, lo aveva contattato per un delicato caso: molti anni prima, nel 1972, aveva partorito un figlio, dato in adozione senza neppure sapere se maschio o femmina. Ora la donna, malata, voleva sapere di quel figlio abbandonato, ritrovarlo, conoscerlo.
Konráð le aveva negato il suo aiuto e ora alla luce di questa morte se ne pente. Decide così di partire con un’indagine personale, postuma, parallela a quella dei colleghi sull’omicidio. Gli sembra un modo per farsi perdonare. Non sarà un’indagine facile, ma l’uomo è un vero segugio e, attraverso la conoscenza di molti personaggi come tasselli di un grande puzzle, riuscirà ad arrivare in porto.

Ho accennato a due cold case.
Il secondo non è neppure una novità per i lettori di Indridason: la storia del padre di Konráð , assassinato nel 1963 davanti alla Cooperativa di Macellazione e il cui assassino non fu mai scoperto. Era un argomento già toccato più volte nei precedenti romanzi, come per Erlendur la ricerca del fratellino perduto nella tormenta, struggente storia!

Questa vicenda è una spina nel cuore del figlio che prosegue caparbiamente a indagare per conto suo. Vuole sapere che cosa accadde all’uomo e perché. La storia del padre è complessa e ricca di sfumature negative: noto imbroglione, agiva con un complice a truffare la gente. La figlia di questo complice, un sedicente medium, lo affianca nella ricerca- chiaramente ardua, dopo tanti anni – e in questa parte troviamo anche qualche accenno al paranormale. Che ci crediate o no, dà una sfumatura in più di mistero alla storia!

Un romanzo corposo, dunque, scritto con la solita bravura. Mi sorprende sempre come Indridason riesca a partire quasi in sordina, in modo pacato; non colpi di scena, fatti eclatanti, ma le sue storie procedono salde ed intriganti (soprattutto intriganti!) e non lasciano mai cadere l’attenzione del lettore. Tralasciando la difficoltà dei nomi (soprattutto di luoghi) praticamente illeggibili, le vicende scorrono piacevolmente, se così si possa dire di fatti spesso dolorosi. Infatti qui si parla – anche – di persone ai margini; di infelicità; di solitudine. Di rimorsi e di rimpianti. “Un viaggio nel dolore” è stato definito il romanzo, e mi trova pienamente d’accordo. Ciononostante, un viaggio che consiglio vivamente a chi ama, come me, questo autore!

Rosy Volta


Lo scrittore:
Arnaldur Indriðason è uno scrittore islandese di romanzi polizieschi che hanno come protagonista il personaggio di Erlendur Sveinsson. Ha lavorato come giornalista indipendente e come critico cinematografico. Laureato in storia, ha scritto il suo primo romanzo nel 1997. Ha vinto numerosi premi fra i quali il Glasnyckeln e Gold Dagger. Tra i suoi romanzi pubblicati da Guanda: Sotto la città (2005), La signora in verde (2006), La voce (2008), Un corpo nel lago (2009), Un grande gelo (2010), Un caso archiviato (2010), Un doppio sospetto (2011), Cielo Nero (2012), Le abitudini delle volpi (2013), Sfida cruciale (2013), Le Notti di Reykjavík (2014), Una traccia nel buio (2015), Un delitto da dimenticare (2016), Il commesso viaggiatore (2017), La ragazza della nave (2018), Quel che sa la notte (2019) e I figli della polvere (2021).