Stephen King – Holly

710

Editore Sperling & Kupfer
Anno 2023
Genere thriller
512 pagine – cartonato e ebook
Traduzione di Luca Briasco


Una premessa: questa recensione si basa sulla lettura della versione originale, in inglese, del libro.
Ancora una volta Stephen King torna sugli scaffali di tanti di noi, stavolta con “Holly”, un thriller in piena regola la cui protagonista, come suggerito dal titolo, è Holly Gibney, l’investigatrice privata piena di fisime e di tic, protagonista secondaria della trilogia formata da “Mr. Mercedes”, “Chi perde paga” e “Fine turno”, apparsa in “The Outsider” e protagonista indiscussa del romanzo breve “Se scorre il sangue”, incluso nell’omonima raccolta.
Holly viene contattata, nel pieno della pandemia del COVID-19 che sta costringendo il suo socio Pete alla quarantena, dalla madre di una giovane donna che sembra scomparsa senza lasciare traccia. L’investigatrice, che sta cercando di venire a patti con la morte della madre causata proprio dalla pandemia, una madre soffocante e insopportabile, accetta il caso per potersi concentrare su qualcosa che non siano questioni di eredità.

I giovani Jerome e Barbara Robinson, che l’hanno sempre supportata, sono impegnati con altre questioni, in particolare con la pubblicazione dei rispettivi libri; questa sottotrama, che poi avrà anche un certo impatto sull’investigazione al centro del romanzo, è più leggera, con la bonaria rivalità tra fratello e sorella che causa curiosi malintesi.
Nel frattempo, vediamo un’anziana coppia di docenti universitari in pensione rapire con un trucco piuttosto creativo alcuni giovani per poi ucciderli e nutrirsi delle loro carni, usandone il grasso come crema per la pelle. Queste scene avvengono nel passato recente, ma le cronache dei crimini dei due professori si fanno sempre più vicine al presente, suggerendoci che anche la ragazza che Holly sta cercando è stata presa da loro.

Alcuni lettori odiano Holly Gibney, con le sue idiosincrasie e le sue piccole manie, con i suoi strani monologhi interni. Chiaramente è una rappresentazione di una donna non neurotipica, ben studiata e scritta dall’autore. Personalmente, pur non essendo lei il mio personaggio preferito creato da Stephen King, non mi infastidisce per nulla. Un’altra cosa che darà certamente fastidio ad alcuni è il fatto che l’autore, come peraltro ha sempre fatto, approfitta dei suoi personaggi per esprimere senza filtri le sue idee politiche (Donald Trump non gli piace per niente, per dirla in maniera moderata) e non solo (King si è sempre detto fortemente in favore del vaccino anti-COVID). Ma è sempre stato così, chi decide di leggere un romanzo di King sa che troverà queste idee.

Sin dall’inizio del romanzo ci viene presentata l’idea che forse c’è qualcosa di soprannaturale nei due assassini, ma il dubbio che siano semplicemente in preda a deliri forse dovuti anche alla senilità rimane; una risposta ci viene data alla fine del libro, ma naturalmente tocca a voi scoprirla leggendo.
“Holly” non è tra i capolavori di Stephen King, ma si tratta di un romanzo solido, di un thriller forte, appassionante, con personaggi interessanti (la poetessa Olivia Kingsbury in particolare è una creazione riuscitissima) e una serie di sorprese difficili da prevedere. Si tratta di un libro che, certo che i “Lettori Costanti” l’avranno già comunque finito, consiglio sicuramente agli amanti dell’autore e a chi vuole gustarsi un buon thriller, un po’ atipico ma in fondo nemmeno troppo.

Marco A. Piva


Lo scrittore:
Stephen King vive e lavora nel Maine con la moglie Tabitha e la figlia Naomi. Da più di quarant’anni le sue storie sono bestseller che hanno venduto 500 milioni di copie in tutto il mondo e hanno ispirato registi famosi come Stanley Kubrick, Brian De Palma, Rob Reiner, Frank Darabont. Oltre ai film tratti dai suoi romanzi, vere pietre miliari come Stand by me – Ricordo di un’estate, Le ali della libertà, Il miglio verde, It – per citarne solo alcuni – sono seguitissime anche le sue serie TV. Per i suoi meriti artistici, il presidente Barack Obama gli ha conferito la National Medal of Arts. Nel 2018 ha ricevuto il PEN America Literary Service Award.