Catherine Chidgey – La cocca

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Editore Edizioni E/O / Collana Dal Mondo
Anno 2023
Genere Giallo
368 pagine – brossura e ebook
Traduzione di Silvia Castoldi


“A che ora ti sei svegliata oggi, Justine?”.
“Verso le sette, come al solito”.
“Cos’hai mangiato a colazione?”.
“Pane tostato con marmellata di fragole e una scodella di cereali. Con il latte”. Alzai lo sguardo verso zio Philip, che annuì. Erano le risposte giuste; stavo dicendo la verità.
“A che ora è uscito tuo padre per andare al lavoro?”.
“Alle 8.15”.
“E tu a che ora sei uscita per andare a scuola?”.
“La stessa”.
Lui proseguì, per stabilire come si fosse svolta la mia giornata: la messa di fine anno, le firme sul grembiule, il signor Fong che mi consegnava il biglietto di Amy. Passo dopo passo. La pedalata fino al parco giochi. Nel capanno del signor Armstrong. La signora Price davanti alla porta. La pagina del mio quaderno di religione, identica al biglietto di Amy. Poco per volta ci avvicinammo sempre più ai tubi, e poi ci entrammo, e il detective mi stava domandando cos’avesse detto lei, le sue precise parole.
“Che ero sempre stata la sua preferita. La sua cocca” risposi.

La COCCA.
Diventare la cocca della nuova insegnante, la meravigliosa signora Price, pare essere il desiderio più grande di tutti gli studenti di una classe di una rispettabile scuola cattolica di un piccolo paese della Nuova Zelanda. “La cocca” è un mix tra un romanzo di formazione e un thriller psicologico che tiene sospeso il lettore fino all’ultima riga.
La voce narrante è quella di Justine. Il suono si fa adulto e torna bambino spostandosi tra il 1984 e il 2014. Justine frequenta la migliore scuola delle sue parti, ha dodici anni, ha da poco perso la sua adorata mamma a causa di un cancro al seno e ha una migliore amica di nome Amy.

Le dinamiche del suo vissuto sono quelle caratteristiche di quell’età. I primi amori, le amicizie assolute, le affinità e le antipatie, il corpo che cambia, le prime mestruazioni e, nel caso specifico della nostra protagonista, una malattia invisibile ma invalidante e nessuna donna adulta con cui parlare dei suoi tormenti. Nessuna fino a quando non entra in classe la nuova professoressa. L’irresistibile signora Price. Bella, perfetta, magnetica.
Tutti gli studenti, in particolare le femmine, fanno a gara per entrare nelle sue grazie. Tuttele ragazze vorrebbero diventare esattamente come lei.
L’arrivo della nuova insegnante cambia la vita a Justine. Si allontana da Amy e fa di tutto per piacere e compiacere la signora Price.

Ma Justine non è la sola a desiderare con tutta se stessa l’approvazione e la benevolenza della professoressa perché tutti i ragazzi sono ammaliati da lei e fanno di tutto per non deluderla senza accorgersi dello strano modo che la stessa usa per lodarli. In pratica la donna rende pubblico quali sono i suoi preferiti tramite l’assegnazione di compiti che hanno il solo scopo di sollevare se stessa da alcune incombenze. Compiti come fare le pulizie, andare al suo posto in farmacia, fare per lei la spesa ecc.
Uno degli eventi più inquietanti che accadono in classe dopo l’arrivo della nuova insegnante è una serie di furti ed è qui che la signora Price rientra in campo chiedendo ai suoi studenti di scrivere, in anonimato, il nome del compagno o della compagna di cui sospettano su di un bigliettino. Ovviamente questa prassi scatenerà una serie di reazioni a catena pericolose finendo in tragedia.
La malattia invalidante di cui soffre la piccola Justine è l’epilessia e questo fa sì che qualcuno si approfitti delle sue perdite di memoria dopo gli attacchi.
Senza svelare altro sulla trama visto che si tratta di un thriller vorrei focalizzarmi sui punti di riflessione che ci regalano queste pagine.

Una narrazione perfetta che credo sia nata senza alcuna ambizione educativa che le riesce però perfettamente.
Troviamo la tragedia dopo il bullismo e comprendiamo che non tutti i ragazzini sono uguali e se è vero che in alcuni casi quelli che ci appaiono più problematici si rivelanoi più forti è verissimo anche il contrario.
Mette in evidenza la manipolazione femminile che, al contrario di quella maschile, è ben mascherata da stereotipi, luoghi comuni, identificazioni che alcune donne (in questo caso ragazzine) difendono a spada tratta.
La manipolatrice, in questo caso, è capace di essere compassionevole, accogliente, gentile e premurosa. È pronta ad ascoltare e ad aiutare. Tende la mano.

Nasconde però l’altra faccia della medaglia. La violenza e la cattiveria. Yung ha sempre sostenuto che esiste un aspetto “ombra” nella psiche femminile molto antico, una sorta di archetipo che sopravvive all‘inconscio individuale e collettivo e si trasmette come un DNA da madre in figlia, da femmina a femmina fino a quando una nuova donna non sceglie di rompere questa catena e di essere diversa. Così come accade ai figli maschi di un uomo maltrattante.
La manipolazione degli eventi e della mente altrui resta uno dei crimini peggiori e agire tale pratica su una ragazzina che sta provando a sopravvivere al suo dolore è inqualificabile.
Grazie a Chidgey per queste pagine che ci riportano sui banchi di scuola e ci permettono di capire che tanti di noi sono dei veri e propri sopravvissuti agli anni dell’adolescenza.

Deborah Alice Riccelli


La scrittrice:
Catherine Chidgey è una pluripremiata scrittrice neozelandese di romanzi e racconti brevi di successo. Il suo primo romanzo, In a Fishbone Church, ha vinto il Betty Trask Award. Golden Deeds è stato il libro dell’anno di Time Out, un Best Book dell’LA Times Book Review e un Notable Book della New York Times Book Review. Il suo ultimo romanzo, Vicinanza distante, pubblicato dalle nostre edizioni nel 2021, è stato finalista al Dublin Literary Award e candidato al Women’s Prize for Fiction.