Francesco Abate – Il misfatto della tonnara

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Editore Einaudi / Stile Libero Big
Anno 2023
Genere Noir
296 pagine – brossura e ebook


Chi ha letto “I delitti della salina” e “Il complotto dei Calafati” conosce i personaggi, le storie e soprattutto i rapporti delicati che intercorrono tra i personaggi principali sul lavoro e in famiglia. Per coloro che leggono per la prima volta le “avventure” di Clara, Ugo e Rodolfo è necessario fare delle considerazioni.
Innanzitutto è determinante il periodo in cui la storia viene raccontata e il luogo in cui avvengono i fatti. Siamo nella Sardegna dei primi anni del Novecento, ovvero non una parte del Regno italico, ma, nella considerazione degli isolani, uno Stato a tutti gli effetti, uno Stato altro rispetto al continente e altro rispetto all’identità italiana.
In questo contesto poco incline all’apertura mentale, l’emancipazione della donna era vista come un’azione sconsiderata, frutto delle idee strambe che animavano le socialiste o le suffragette italiane.

Clara è una ragazza poco più che ventunenne, appartenente alla famiglia alto borghese dei Simon, che ha l’ambizione di svolgere un lavoro prettamente maschile: la giornalista di cronaca. Ma questa non è la sua unica ambizione. Nel suo cuore guerriero c’è anche il desiderio, magari più forte, di essere accettata nonostante la sua diversità: Clara è figlia del Capitano Simon della Marina militare Regia, disperso in guerra, e di una ragazza cinese morta al parto, appartenente alla comunità cantonese che in Sardegna commercia in stoffe e bottoni. I tratti orientali del volto di Clara, la sua caparbietà e l’ostinata voglia di conoscere, intriga e respinge chiunque la conosca.
Attratti da lei sono Ugo e Rodolfo, i due uomini che fanno parte della anomala quanto occulta squadra investigativa. Ugo Fassberger, mezzosangue come lei ma metà italiano metà elvetico, e dunque ben più accettato dalla comunità. Fassberger è giornalista con Clara per la testata “l’Unione” il quotidiano di Cagliari, punto di riferimento tanto per i colti borghesi, quanto per gli umili, operai/ie o pescatori che siano.

Rodolfo Saporito è il capitano dei Carabinieri in servizio a Cagliari ma originario della Campania. Ostile e “acerrimo nemico” di Clara è l’influente conte Roberto Cappai Pinna che nutre verso la giornalista un odio astioso. Proprio il conte tuttavia, memore delle inchieste condotte dalla Simon e soprattutto conscio dell’acume della ragazza, di fronte a un’ingiustizia subita da un membro della sua famiglia, Camillo, non esita a rivolgersi a lei per un’indagine “segreta”. All’origine dell’errore giudiziario una rivolta che vede lo scontro tra i membri del Cafè Àscaro, un gruppo di facinorosi volti al ripristino di antichi valori e un gruppo di maestre appartenenti al Comitato femminista Eleonora D’Arborea, delle suffragette, che aveva manifestato “per scongiurare divieti e abiure sociali”. Lo scontro fisico avviene tra Camillo Cappai e Costanza Pes e l’episodio induce all’arresto dell’àscaro quando la maestra viene trovata il giorno dopo in fin di vita in una tonnara.
Il punto di partenza delle indagini è dunque questo ma la bellezza di questo romanzo non è a mio parere, così come per i precedenti, nell’indagine, ma nell’accurata analisi e indagine della storia che fa da sfondo sia ai personaggi che alla trama.

Abate non emette giudizi nel raccontare la difficile condizione sociale di Cagliari dei primi del Novecento, non appoggia la volontà di alcune delle donne del romanzo di emanciparsi, e non condanna i comportamenti scorretti o deplorevoli di chi si macchia di nefandezze. L’autore racconta. È come leggere, con una struttura romanzata, la cronaca di un periodo storico poco conosciuto e poco analizzato. Sono certa che lo studio delle fonti, soprattutto la lettura del quotidiano “Unione Sarda” abbia fornito all’autore molti spunti narrativi che attraggono il lettore.
La lettura è molto gradevole e interessante e, se si pensa di intuire qualcosa, un colpo di scena ribalta ogni certezza.
Per chi avrà modo di leggere e apprezzare questa serie, il finale aperto potrebbe preannunciare un sequel e dunque sarà un piacere continuare a conoscere una parte di storia di una regione, la Sardegna, tanto nota quanto sconosciuta.

Luciana Fredella


Lo scrittore:
Francesco Abate (Cagliari, 1964). Ha esordito con Mister Dabolina (Castelvecchi, 1998). Sono seguiti Il cattivo cronista (Il Maestrale, 2003), Ultima di campionato, da un soggetto vincitore del premio Solinas (Il Maestrale, 2004/ Frassinelli 2006), Getsemani (Frassinelli, 2006) e I ragazzi di città (Il Maestrale, 2007). Con Einaudi ha pubblicato Mi fido di te (Stile libero 2007 e Super ET 2015), scritto a quattro mani con Massimo Carlotto, Cosí si dice (2008), Chiedo scusa (con Saverio Mastrofranco, Stile libero 2010 e Super ET 2012 e 2017), Un posto anche per me (2013), Mia madre e altre catastrofi (2016), Torpedone trapiantati (2018). Con I delitti della salina (2020 e 2023) ha debuttato una nuova protagonista femminile nel giallo italiano, la giornalista investigativa Clara Simon, le cui avventure proseguono con Il complotto dei Calafati (2022) e Il misfatto della tonnara (2023). È fra gli autori dell’antologia benefica Sei per la Sardegna (Einaudi 2014, con Alessandro De Roma, Marcello Fois, Salvatore Mannuzzu, Michela Murgia e Paola Soriga).