Naomi Alderman – Il futuro

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Editore Feltrinelli / Collana I Narratori
Anno 2023
Genere Sci-fi
448 pagine – brossura e ebook
Traduzione di Francesca Pè


Ci sono alcune storie, ricorrenti, più o meno importanti, sicuramente significative, che scorrono nei feed, nel flusso informativo. In molte di queste i protagonisti, di solito maschi, superato un certo valore finanziario si trovano ad avere grandi sogni e progetti, nello 0,01 per cento della popolazione, istituiscono programmi spaziali privati, protocolli per l’eterna giovinezza, soluzioni tecniche per salvare il pianeta et il capitalismo, personali eppure tanto derivative idee sull’apocalisse, versioni extralusso dell’Arca di Noé. Sono i volti e i nomi e biografie compiacenti di miliardari, i re nudi della “interazione tra tecnologia e capitale”, i sovrani senza religioni assiali che “un giorno verranno sconfitti”; esseri dalle capacità incredibili senza, anche se questo è discutibile a seconda della posizione nello spettro politico del lettore, potere assoluto e sacrifici su una piramide. Questo tipo umano è il protagonista anche de Il Futuro, l’ultimo romanzo di Naomi Alderman.

“Il mondo in cui viviamo è fatto per essere intero,” disse Enoch.

La fine del mondo è in arrivo, tre miliardari, tra cui Lenk Sketlich, hanno interi apparati tecnologici, strutture nascoste e complessi piani di fuga pronti insieme a quello che Douglas Rushkoff chiama il Mindset. Quasi come però Cesare non aveva costruito ponti e invaso la Gallia da solo così Lenk e la sua combriccola non sono i veri protagonisti.

Lai Zhen, una profuga diventata celebre sul web come esperta di survivalismo, e Martha Einkorn una sopravvissuta a un culto apocalittico lo sono davvero, con il loro passato, le capacità testate e qualche piano alternativo nascosto. La storia che tutti i miliardari vogliono “possedere -anche- la fine del mondo” è la storia tossica per eccellenza e una utile tra le mani delle vere protagoniste e della scrittrice.

Gli allarmi non scattano senza motivo. Da qualche parte sul pianeta, una situazione che era sempre stata a malapena controllabile stava andando “completamente fuori controllo”. Una reazione a catena. Da qualche parte nella giungla, c’era una tigre.

Avanti e indietro nel tempo e nei ricordi, mentre le lancette corrono, da una parte all’altra del globo inseguite da droni, assassini, disinformazione e blog che di certi tempi, questi tempi, capire qual è l’evento X con cui comincia l’Apocalisse è un bel problema cognitivo e di capacità di calcolo, così Naomi Alderman porta lettori e lettrici ad immergersi in una trama che, se apparentemente composta da schegge, verrà riportata, il potere del narrare, a coerenza e unità.

Sembra non sia piaciuto al Guardian, che lo legge come un techno-thriller con scene d’azione non particolarmente riuscite e un testo non ispirato e frammentario.

Deve essere un problema di lettura.

Tutta l’atmosfera del romanzo è ansiogena e sarcastica, serissima e disincantata. L’escapismo e l’angst apocalittica sono insieme derise e fondate, ponderate e sfruttate. Il Futuro della Alderman è un grande thriller dell’Antropocene, con scene che svolgono tutte le parole chiave giuste, con un sottotesto brillante e solidissimo, con un colpo di scena perfetto, organico allo svolgimento e soprattutto al “mindset”. Un flusso che la Alderman gestisce con i tempi del thriller catastrofico in un “inganno” proprio della letteratura. Alderman tratta un altro macrotema caldo e lo fa in una struttura di gestione ed esposizione narrativa del rischio esistenziale globale che padroneggia benissimo. Tutto in un thriller insieme profondo, divertente, scorrevole, in cui lo spirito di gravità dei temi non appesantisce trama e sguardo.

C’era stato un aumento degli incendi dolosi, non solo in Romania ma in tutto il mondo. Le persone prendevano alla lettera l’idea che il pianeta fosse in fiamme. Non volevano rimanere nell’incertezza. Meglio strappare il cerotto una volta per tutte.

Alcune storie infatti, semplicemente, passano. Sono incidenti della Storia e di sistemi fiscali e culturali disfunzionali. Le storie che rimangono sono quelle che raccontano che la cooperazione tra umani è la vera potenza che crea e salva. Che fuggire dall’umanità e dal pianeta non è solo un’idea discutibile ma semplicemente imbecille.

C’è una storia che racconta che il futuro è interrotto. Trama dopo trama, rimando simbolico dopo l’altro, quella del Futuro è un danno che va sanato e Alderman lo sa, in modo ancora più chiaro che in “The Power”.

Antonio Vena


La scrittrice:
Naomi Alderman è l’autrice del bestseller Ragazze elettriche (Nottetempo, 2017), che ha vinto il Baileys Women’s Prize for Fiction 2017, è stato selezionato per l’Orwell Prize 2017 e scelto come uno dei migliori libri dell’anno dal “New York Times”, dal “Washington Post”, dal “Los Angeles Times”, da NPR, da “Entertainment Weekly” e dal “San Francisco Chronicle”. Ragazze elettriche è in cima alla lista dei libri preferiti di Barack Obama, è stato tradotto in più di trenta lingue e trasformato in una serie televisiva per Amazon Prime Videos. Naomi Alderman è cresciuta a Londra e ha frequentato l’Università di Oxford e l’Università dell’East Anglia.