Maurizio de Giovanni – Soledad. Un dicembre del Commissario Ricciardi

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Editore Einaudi / Collana Stile libero big
Anno 2023
Genere Gialli mistery e noir
288 pagine – brossura e ebook


“Ma questa attesa, questi giorni di vigilia alla Vigilia sono i più belli, i più tipicamente appariscenti, i più lievi. I negozi sono affollati, il piccolo commercio vive le sue ore più intense, gli animi sono più espansivi. Colore.”

Il commissario Ricciardi, il “nostro” amato commissario è tornato. Che bel regalo ci ha fatto Maurizio de Giovanni per Natale.

Natale: la festa più lieta dell’anno, o così dovrebbe essere.
Ma siamo nel 1939, alle porte della guerra, e sulla città che solitamente ci appariva chiassosa, allegra di una sua particolare allegria, pesa la tristezza come una cappa di smog.
O di grigio, che finora era stato soltanto una prerogativa di Ricciardi: l’essere solo e malinconico in mezzo alla folla, in preda alle sue visioni di dolore, a cui non si abituerà mai.
La povertà aumenta; ci sono spie ovunque; l’inquietudine e la paura di ciò che sta per accadere dilagano. Le leggi razziali si fanno sentire, e ben lo sa Garzo, che fino ad allora aveva appoggiato le sue idee con ferma convinzione, e che ora si scopre improvvisamente fragile, pauroso, vittima lui stesso – e la sua famiglia – di crudeli pregiudizi, che rendono le sue notti insonni e piene di incubi.

I giovani, che sono stati educati alle leggi della forza, della sopraffazione anche, fermi nelle loro convinzioni e decisi a punire chi non la pensa come loro, si trovano a fare i conti – come già il dottor Garzo – con la loro inutile violenza. Ben lo sa il Brigadiere Maione, alle prese con un problema in famiglia che toglierà pure a lui il sonno. Altro che gioie del Natale!

E il dottor Modo, disincantato e triste, con una sua filosofia di vita e con le sue salde convinzioni politiche che spesso, lo ricordiamo, hanno messo a rischio la sua incolumità: anche per lui questo è un momento di malinconica presa di coscienza che il mondo stia per arrivare a una svolta decisiva, pur con qualche piccola gioia a sorpresa.

Ecco. In questo quadro “natalizio”, ma assai poco felice in generale, si inserisce il caso che Ricciardi dovrà affrontare.
Erminia Cascetta era una bella donna, elegante, raffinata, libera. Viene trovata morta nel suo appartamento, accoltellata, non distante dalla madre invalida e immobilizzata nel letto, piena di terrore per l’accaduto. Non ci sono effrazioni, né furti: nulla.
Le ultime parole pronunciate dalla donna e – ahimè – vissute anche da Ricciardi – sono state: ”Egoista! Lasciami vivere”.
Ricciardi e Maione iniziano il solito balletto degli interrogatori, alle persone più facilmente informate: la portinaia dello stabile, la donna che aiutava la giovane con la madre, ma trova un muro di omertà.
Eppure qualcuno doveva esserci, nella vita della Cascetta, che aveva un tenore di vita ben più alto delle sue possibilità.
Questo dettaglio porta a un uomo, ricco e potente, che viene presto identificato, ma che dimostra la sua estraneità al fatto sanguinoso.
E si ricomincia da capo.
Nel corso dell’inchiesta, quadretti di vita privata : del commissario, innanzitutto, a cui la figlioletta Marta ha riportato una parvenza di sorriso e di affetti familiari, anche se la mancanza della moglie in certi momenti è tremenda.
Di Nelide, la fedele domestica, che tra saggi proverbi e brontolate affettuose, è riuscita a…muovere anche il cuore del verduriere di fiducia.
Di Maione e della sua famiglia, unico punto fermo e motivo di gioia dopo giornate intense di lavoro, che si troverà in una situazione molto difficile da risolvere. Del dottor Garzo, in un momento di scelte fondamentali per il futuro. Di Bambinella e dei suoi amici femminielli, sempre pronti, con grande cuore, ad aiutare il brigadiere Maione.

Perché Soledad?
È il titolo di una nota canzone, che fa da colonna sonora a tutto il romanzo. Perché in fondo la solitudine, specie in quel momento particolare, è uno stato d’animo che alberga in tutte queste persone che ho raccontato finora, anzi, che racconta de Giovanni.
Ciascuno ha un suo modo di essere solo, anche in mezzo alla gente, per i motivi più diversi.

Una storia corale, dunque, che va ben oltre il puro caso investigativo legato al delitto Cascetta. Una storia che trasuda malinconia, in cui si respira l’aria di guerra, il dolore.
Alcuni intermezzi – sono quelli che io amo, caro Maurizio de Giovanni – che ci narrano piccole grandi storie di miseria, di solitudine (ancora!), che fanno da contrappunto all’atmosfera gioiosa (o sarebbe meglio dire falsamente gioiosa?) del Natale in arrivo.

Ho amato il commissario Ricciardi fin dal primo momento in cui ci siamo conosciuti; aspetto con trepidazione il seguito della sua storia privata, delle sue storie . E’ come una persona cara, che ormai fa parte della mia vita. E allora sì, che de Giovanni mi ha fatto un bel regalo. Ma sono certa che lo avrà fatto a tutti i suoi lettori che già, come me, aspettano il seguito!

Rosy Volta


Lo scrittore:
Maurizio de Giovanni (Napoli, 1958) ha raggiunto la fama con i romanzi che hanno come protagonista il commissario Ricciardi, attivo nella Napoli degli anni Trenta. Su questo personaggio si incentrano Il senso del dolore, La condanna del sangue, Il posto di ognuno, Il giorno dei morti, Per mano mia, Vipera (Premio Viareggio, Premio Camaiore), In fondo al tuo cuore, Anime di vetro, Serenata senza nome, Rondini d’inverno, Il purgatorio dell’angelo, Il pianto dell’alba, Caminito e Soledad (tutti pubblicati da Einaudi Stile Libero). Dopo Il metodo del Coccodrillo (Mondadori 2012; Einaudi Stile Libero 2016; Premio Scerbanenco), con I Bastardi di Pizzofalcone (2013) ha dato inizio a un nuovo ciclo contemporaneo (sempre pubblicato da Einaudi Stile Libero e diventato una serie Tv per Rai 1), continuato con Buio, Gelo, Cuccioli, Pane, Souvenir, Vuoto, Nozze, Fiori, e Angeli, che segue le vicende di una squadra investigativa partenopea. Ha partecipato, con Giancarlo De Cataldo, Diego De Silva e Carlo Lucarelli, all’antologia Giochi criminali (2014). Per Rizzoli sono usciti Il resto della settimana (2015), I Guardiani (2017), Sara al tramonto (2018), Le parole di Sara (2019) e Una lettera per Sara (2020); per Sellerio, Dodici rose a Settembre (2019); per Solferino, Il concerto dei destini fragili (2020). Con Cristina Cassar Scalia e Giancarlo De Cataldo ha scritto il romanzo a sei mani Tre passi per un delitto (Einaudi Stile Libero 2020). Sempre per Einaudi Stile Libero, ha pubblicato della serie di Mina Settembre Troppo freddo per Settembre (2020) e Una Sirena a Settembre (2021). I libri di Maurizio de Giovanni sono tradotti in tutto il mondo. Molto legato alla squadra di calcio della sua città, di cui è visceralmente tifoso, de Giovanni è anche autore di opere teatrali.