Editore Sem
Anno 2023
Genere Giallo
224 pagine – brossura e ebook
Traduzione di Pierpaolo Marchetti
La letteratura sudamericana ci ha iniziato al realismo magico di nomi che hanno fatto grande quel genere, ma questa è narrativa e soprattutto c’è realismo e basta. Nulla di magico, niente di soprannaturale, nessuna “terra di mezzo” tra bene e male. Anzi, tutto il contrario. E nel caso di Lacrime di coccodrillo, quindi, forse più che di realismo si dovrebbe parlare di verismo; di quella corrente italiana che spinge i protagonisti allo stremo delle loro forze e non manda nessuna provvidenza a salvarli. E Rosende fa anche di più, non appagata di una trama cruda e crudele decide di non costruire nessun eroe.
Niente brava gente per i lettori di questo romanzo.
Bisognerà accontentarsi di quello che passa l’autrice. E l’autrice passa figure come carcerati depressi, avvocati arrivisti, criminali sovrappeso e bulimiche e poliziotte costrette al mobbing da parte colleghi maschi.
È talmente tutto così miserrimo da risultare paradossalmente affascinante.
E il lettore si lascia incantare da una narrazione che vede una Montevideo sullo sfondo a fare da testimone muta e impotente di una rivalsa che non arriva per nessuno dei personaggi della storia.
Non arriva per il carcerato German che, pur di uscire dal carcere dove sta pagando lui solo una condanna che avrebbe dovuto dividere a metà con qualcun altro, si presta alla contropartita di una rapina ideata fin nel più piccolo dettaglio ma comunque dagli esiti negativi, non arriva per la poliziotta Leonilda e non arriva neppure per la cattivissima Ursula.
E così come per i romanzi veristi italiani anche per Lacrime di Coccodrillo non c’è nessuna rivincita, nessun riscatto, nessun risarcimento né morale né sostanziale. E sarebbe un giallo davvero di una tristezza mondiale se il genio compositivo della Rosende non lo trasformasse in qualcosa di assolutamente grottesco e a tratti satirico attraverso una scrittura come non esiste pari in Europa. Una scrittura affilata e aguzza che prende il lettore e non lo lascia fino all’ultima pagina. E siccome il romanzo è comunque un giallo la spiegazione dell’omicidio è talmente surreale che non si può che restare senza fiato.
Mercedes Rosende assoluto genio del male.
E questo romanzo ne è la dimostrazione suprema.
Antonia del Sambro
La scrittrice:
Mercedes Rosende Rodríguez è laureata in giurisprudenza presso l’Università della Repubblica di Montevideo, un Master in Politiche di integrazione ed ha esercitato anche la professione di notaio, giornalista e sindacalista.












