Alan Drew – La recluta

137

Editore SEM
Anno 2023
Genere Thriller
432 pagine – brossura e ebook
Traduzione di


Va detto fin da subito che questo romanzo di Alan Drew contiene al suo interno molto di più delle vicende noir su cui è imperniato ed è un lavoro che più dei fatti in sé, peraltro ben delineati, si concentra fortemente sulla natura degli stessi ma, soprattutto, sulla natura distorta dei protagonisti ognuno dei quali porta nella realtà quotidiana un pesante fardello di accadimenti passati o attuali che ne indirizza inesorabilmente i comportamenti e i destini.
È il 1987 a Rancho Santa Elena nella California Meridionale, luogo di fantasia ma del tutto verosimile nella descrizione che lo dipinge come il più classico dei quartieri della upper-middle class americana fatto di una interminabile teoria di villette singole con giardino, garage con annesso SUV e bandiera americana a sventolare orgogliosa davanti a casa.

Ma questa, come è noto, è solo la faccia scintillante di una medaglia che ha un opposto oscuro e oscurantista e per un quartiere lucido e patinato ci sono cento sobborghi multietnici e problematici in cui vivono e convivono etnie, usi, costumi, mentalità e ossessioni che, quando vengono a contatto, creano miscele esplosive a cui basta una scintilla per scatenare reazioni sociopolitiche dall’esito imprevedibile e incerto.
Protagonisti del romanzo sono tutti gli attori (e i loro figli) di questa realtà molto poco idilliaca e allora ecco i vietnamiti che si portano dietro le stimmate di una guerra finita da poco, i reduci della stessa guerra con il loro carico di stress post-traumatico (definizione che però nell’87 non esisteva), gli ispanici e i neri sempre in cerca di un’occasione per emanciparsi da un’etichetta etnica che li mantiene costantemente sotto la linea di galleggiamento e i bianchi che, più o meno coscientemente, si ritirano in ghetti di pace apparente, sempre con un orecchio teso a sentire da che parte tira il vento.

In un contesto come questo non ha quasi neanche importanza chi ha commesso un crimine e chi ne è stato vittima, ma conoscere le motivazioni profonde che portano la gente a commettere questi delitti. Perché non si tratta quasi più di una semplice guerra di bianchi contro immigrati o ricchi contro poveri, ma è un qualcosa di più complesso ed è molto più importante sapere in nome di quali valori certi crimini vengono commessi.

I valori.
Chiunque può conferire ai propri pensieri, alle proprie idee e, perfino, alle proprie ossessioni più recondite lo status di “valore” e, in nome dello stesso, assumere comportamenti che, venendo vissuti come atti di difesa di sacri principi, valicano il sottile confine che ci può essere fra un crimine e un atto eroico.
Ed è su questo sottile confine che corre tutta la narrazione che dipinge un quadro a tinte alquanto fosche dell’America alla fine del secolo scorso, in cui il rifiuto di un’immigrazione sempre più pressante ai suoi confini soffia sul fuoco del suprematismo bianco che si fa sempre più strada attraverso i media più consolidati come radio e TV ma compie un passo decisivo verso il futuro sfruttando le risorse limitate ma futuribili di una Rete internet ai suoi albori e c’è molto da riflettere mentre si procede con la lettura su quanto quel mondo sia poi così lontano dalla società attuale dove la merce più globalizzata a parte i noti brand commerciali è proprio l’invasione social delle peggiori bassezze di cui l’umanità è capace.

Ci sono i delitti, i colpevoli, i poliziotti, i coroner e i giudici, le storie d’amore, le amicizie tossiche e i piccoli eroi della quotidianità ovvero tutto quanto serve a creare un buon noir ma il lavoro di Drew è molto più di questo, è un piccolo affresco di un grande Paese in cerca di sé stesso al cui interno si accavallano sentimenti contrastanti e princìpi sempre meno saldi a cui ognuno si aggrappa per non farsi trascinare in un mare di angoscia da cui risalire è sempre un sfida a cui non tutti sono preparati.

Mauro Bossi


Lo scrittore:
Alan Drew, nato e cresciuto in California, ha viaggiato moltissimo in Europa, Asia e Medio Oriente. Per tre anni ha insegnato letteratura inglese in un liceo privato di Istanbul, dove è arrivato appena quattro giorni prima del devastante terremoto del 1999. Quell’esperienza gli ha fornito l’ispirazione per il suo primo romanzo, Nei giardini d’acqua, che è stato tradotto in svariate lingue. Vive a Philadelphia con la moglie e i due figli dove insegna scrittura creativa alla Villanova University.