Marco Busatta – Un salto al super

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Editore LA CASE books
Anno 2023
Genere thriller
296 pagine – brossura e ebook


Questo romanzo si apre a Padova nel 1985, in novembre, nella nebbia fitta dell’autunno. Un giovane soprannominato “Fero” è incaricato di guidare un’auto da Porta Pontecorvo verso la campagna, per aiutare due complici a nascondersi dopo una rapina. Ma succede qualcosa di brutto. Ci sono dei morti.
La scena si riapre in novembre durante la pandemia del Covid (quindi, immaginiamo, nel 2020, 35 anni dopo l’antefatto). Fero, che ora si fa chiamare Nando e gestisce una piccola ditta di servizi a copertura di altre cose meno legali, è nel suo ufficio che si gusta un vecchio numero di Tex quando i suoi due uomini di fiducia, l’atletico Duilio e il colossale ex pugile Bigoli, che chiaramente vive con un certo ritardo mentale, lo raggiungono proponendo un colpo in un distributore di benzina, visto che i soldi scarseggiano. Inoltre, un’anziana catechista per la quale i due hanno svolto un lavoro (legale) sembra averli pagati con banconote false, fatto che è venuto alla luce quando i due, tornando dalla casa della donna, hanno fatto il titolare “salto al super”.

Nel frattempo, i quotidiani locali riportano casi di donne che sono state narcotizzate e poi abbandonate in periferia. In parallelo, leggiamo brevissimi paragrafi narrati in soggettiva da un individuo che sente voci in testa, parole deliranti, violente pur senza esprimere direttamente concetti di violenza; la polizia, come si suol dire, “brancola nel buio”.
Nei capitoli successivi entrano in gioco altri personaggi e altre situazioni, creando un caos che Marco Busatta passa tutto il resto del romanzo a domare, unendo trame, spezzando fili e facendo incrociare vite.

Inizialmente, questo “Un salto al super” dà un’idea di un romanzo confusionario, con troppa carne al fuoco, tra le tragedie che vi si leggono e la leggerezza quasi caricaturale di svariati personaggi. Ma poi tutto torna, ogni elemento inserito nella storia trova il suo posto, anche i vari individui creati da Busatta diventano concreti, reali con le loro idiosincrasie e, in alcuni casi, con la loro ingenuità, ignoranza o rozzezza.
Sì, leggendo “Un salto al super” si sorride, e anche spesso. Il rapporto tra Nando, Duilio e Bigoli ha senza dubbio risvolti ridicoli, ma non per questo non è realistico, o quantomeno credibile. Questo non è un romanzo comico. È un noir a tinte cupe, un noir che potrebbe essere terrificante; ma Marco Busatta ha scelto di fare agire, in queste sue atmosfere (peraltro assolutamente realistiche), dei personaggi particolari.

Se avesse creato criminali di un altro tipo, questo romanzo sarebbe un’opera disturbante, un vero pugno alla bocca dello stomaco. E invece ha deciso di darci Nando, Duilio e Bigoli. Quindi noi, lettori, ci facciamo due risate, prendiamo in giro anche noi quel poveraccio del colosso che non c’è con la testa… e poi ci pensiamo un attimo. Pensiamo a cosa abbiamo appena letto, a cosa l’autore ha fatto succedere ai suoi personaggi e intorno a loro. A quel punto i pugni alla bocca dello stomaco sono due, e non ce li aspettavamo. E sì che l’antefatto avrebbe dovuto suggerircelo, che “Un salto al super” non ci sarebbe andato leggero.
L’autore precede il romanzo con la frase “Nebbia, la forma più visibile di incertezza”. Ed è questo il tema di questo libro: l’incertezza, il non vedere chiaramente, le cose che non sono come sembrano. Questo stesso “Un salto al super” è così.

Marco A. Piva


Lo scrittore:
Marco Busatta, nato nel 1986, è cresciuto nella provincia di Padova dove vive e lavora. Ha fatto parte del movimento letterario SUGARPULP. Esordisce nel 2019 con L’afa di luglio pubblicato da Ciesse Edizioni.