Domenico Wanderlingh – L’enigma della carta Varese

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Editore Guanda / Collana Guanda Noir
Anno 2024
Genere Giallo
352 pagine – brossura e ebook


Quelli che, come me, sono nati qualche lustro prima del nuovo millennio sono sicuramente venuti a contatto almeno una volta nella loro vita con la carta Varese ma non so quanti sapessero quale fosse il suo nome e anch’io ho avuto bisogno di una piccola ricerca per collegare questo nome geografico a quei fogli di carta sottile ma robusta i cui disegni sono sovente dei gigli fiorentini su fondo dorato con i quali le nostre nonne rivestivano i cassetti delle credenze o ricoprivano le scatole.
L’autore invece la usa come piccolo dettaglio in una storia molto più ampia e complessa che inizia con un duplice omicidio e finirà per districarsi in una serie di eventi delittuosi sospesi tra una antica e tragica passione e un presente che, come spesso inevitabilmente accade, inciampando in quel passato, fino a quel punto ben celato, ne risveglia i sentimenti che come braci sepolte sotto la cenere una volta riattizzati danno vita a un incendio che richiederà sforzi non indifferenti per venire, se non spento, almeno domato.

Le indagini le conduce Anita Landi, ispettrice capo dell’anticrimine, toscana di origine dotata di grande personalità e di un caratterino per niente facile che, se da un lato, le consente di attendere ai suoi doveri professionali con efficienza e rigore, dall’altro le crea qualche disagio nei rapporti personali primo fra tutti lo spasimante del momento con il quale si prova un’istintiva empatia quando esce con le proverbiali ossa rotte dai loro incontri.
Ossa rotte per nulla metaforiche invece rischiano i bersagli delle indagini della Landi che, da brava ex-atleta delle Fiamme Oro, mostra una forma e una forza fisiche di prim’ordine nei momenti in cui il pericolo va affrontato apertamente e senza indugio.

Come sempre un’indagine ben condotta (e ben narrata) ci porta a conoscere uno o più microcosmi che interagendo fra loro in modo asimmetrico generano momenti di squilibrio umano, sociale o economico da cui scaturiscono i crimini su cui si imperniano le storie. In questo romanzo sono però pressoché assenti quelle sacche di degrado o di delinquenza da cui, quasi sempre, emergono i protagonisti in negativo delle vicende.
Perché questa storia comincia con due cadaveri trovati in una lussuosa casa del centro di Milano situata in quella zona i cui abitanti vanno a Messa in Santa Maria delle Grazie (la chiesa del Cenacolo Vinciano per intendersi) e rimarrà sempre confinata nei ristrettissimi confini della Milano-bene in cui si muovono imprenditori e professionisti di alto profilo legati da amicizie nate nelle scuole o nei club più esclusivi della città.

Però se c’è un proverbio che meglio di tutti inquadra questo spaccato della società è quello che recita: “Dagli amici mi guardi Iddio, che dai nemici mi guardo io” che dà un’idea ben precisa di quali siano i reali rapporti fra le varie figure che popolano il romanzo e le difficoltà alle quali deve far fronte la squadra investigativa dell’Anticrimine alla quale viene aggiunto, in maniera non del tutto trasparente e corretta, un agente dell’Interpol che avrà la sfortuna di provare sulla sua pelle quali siano le conseguenze dell’aver scatenato, con banali sotterfugi, le ire dell’ispettrice Landi.

Una storia in cui, al di là dei delitti veri e propri, si intrecciano storie umane dove i legami fra i protagonisti, che siano di parentela o di amicizia, vengono messi a dura prova dallo sviluppo delle indagini. E i continui retroscena di fatti e misfatti che emergono cambiano di volta in volta i piani di lettura dei sentimenti che legano le persone, costringendo tutti a rivedere sotto una luce diversa le proprie vite mettendo spesso in discussione le proprie certezze.
A fare da sfondo c’è una delle tante facce di Milano, quella dell’alta società fatta di “politically correct” e luoghi esclusivi sempre avvolta in una patina di perbenismo sotto la quale si cela una cinica aridità umana.

Mauro Bossi


Lo scrittore:
Domenico Wanderlingh è nato a Palermo ma vive tra Milano e Città di Castello. Dopo aver autopubblicato due romanzi e un’antologia di racconti molto apprezzati in rete, ha esordito in libreria con la serie dedicata alle indagini dell’ispettrice Anita Landi. Il primo caso, Il passato non si cancella, è stato riproposto in TEA nel 2023.