Guido Mattioni – La morte è servita

330

Editore Mind Edizioni
Anno 2024
Genere thriller
208 pagine – brossura e ebook


Ecco il quarto romanzo del giornalista Guido Mattioni, noto per i suoi corsivi senza compromessi, uscito per Mind Edizioni, casa editrice nota soprattutto per la saggistica.
Mentre un grosso imprenditore svizzero si dedica alla sua straniante routine settimanale, hanno luogo tre incendi chiaramente dolosi in tre diversi luoghi del mondo: in Francia, dove arde la Jaguar d’epoca di un piccolo produttore di un’acqua minerale purissima; in Sicilia, dove a bruciare è un campo di grano coltivato nella maniera tradizionale, ormai superata da metodi innaturali che permettono di produrre quantità enormi di frumento; in Amazzonia, dove un gruppo di nativi viene rimosso a forza dalle proprie terre che vengono poi date alle fiamme per ricavarne un enorme pascolo. Incontriamo poi anche uno sfuggente omino lussemburghese dalla professione poco chiara e un giornalista d’inchiesta parigino, furioso con il suo caporedattore a causa dei compromessi inaccettabili cui il giornale ha accettato di scendere.

“La morte è servita” è un romanzo che, nonostante non superi poi di molto le 200 pagine, ha un respiro ampissimo, internazionale, non solo perché la scena ci porta dalla Sicilia all’Amazzonia, dalla Svizzera al sud degli Stati Uniti, ma anche e forse soprattutto per i temi che vi sono trattati, ovvero le imposizioni silenziose da parte di varie multinazionali che, secondo questo libro d’accordo tra loro, indirizzano la vita della maggior parte delle persone, in tutto il mondo. E allo stesso tempo ci presenta chi cerca di combattere tale monopolio di fatto. Non si tratta di agenzie più o meno governative, polizie o investigatori privati, ma di giornalisti.

Questo fatto non è una sviolinata da parte dell’autore alla sua professione né un suo tentativo di rendere una versione più o meno realistica di se stesso protagonista eroico di questo romanzo, anche se è ovvio che un giornalista conoscerà molto meglio di chiunque altro quali siano i problemi e le sfide che un giornalista incontra nel tentativo di portare alla luce del sole certi complotti e certi problemi; no, è semplicemente la soluzione più logica. Le varie agenzie investigative lavoreranno su ciò che esponenti del governo ordina loro di concentrarsi, e in questo romanzo si intuisce, senza che venga mai dichiarato esplicitamente, che i governi nazionali e locali sono ignoranti o complici delle trame delle multinazionali; un investigatore privato potrebbe, nella trama di questo libro, venire coinvolto da una delle vittime degli incendi dolosi che avvengono nei primi capitoli, ma difficilmente si sarebbe potuta giustificare la disponibilità di fondi che sarebbe stata necessaria a consentire a un individuo di approfondire tutto ciò che ci viene raccontato in

“La morte è servita”. Un giornalista invece, con i fondi di un sia pur non enorme quotidiano svizzero (fondi che ci vengono descritti come comunque limitati e gestiti in maniera oculata da chi di dovere), ha la libertà e lo spazio di seguire una storia del genere, avendone intuito la portata e i possibili effetti.
“La morte è servita” è un potente romanzo d’inchiesta, con nomi e personaggi di fantasia che rappresentano e simboleggiano individui e situazioni estremamente realistiche e verosimili, forse non alla lettera ma certamente nelle loro conseguenze.

Lo stile di scrittura dell’autore, con numerosi termini ricercati e descrizioni dettagliate, potrebbe risultare ostico ad alcuni lettori casuali, ma a mio parere è quello adatto a questo libro, quello che ci trasmette quanto l’autore desidera farci sapere senza lasciare adito a dubbi. È infatti sì, a volte, ornato, ma mai astruso e soprattutto è perfettamente adeguato al tema e ai personaggi che Guido Mattioni mette in scena.
Si tratta di un libro che colpisce, di un romanzo che lascia il segno nel lettore. Certamente non è da leggere distrattamente, per passare qualche oretta spensierata; l’intenzione dell’autore non è decisamente questa.

Marco Piva


L’autore:
Nato a Udine nel 1952, Guido Mattioni ha vissuto a Milano quarant’anni (vi arrivò nel 1978, assunto da Indro Montanelli al Giornale Nuovo), spesi in importanti quotidiani, settimanali e mensili, ricoprendo tutti i ruoli, da cronista a vicedirettore, incarico che però, da insofferente qual è alle scrivanie, lasciò sua sponte per ritornare al ruolo a lui più congeniale, quello di inviato speciale, in viaggio intorno al mondo e attorno all’uomo. Dal 2015 vive nella Repubblica di San Marino, che ama in quanto luogo di sorrisi e di Antica Terra della Libertà. Dal 2022 ne ha acquistato la residenza, pur senza mai dimenticare la sua “casa lontano da casa”, la bellissima Savannah, in Georgia, dov’è cittadino onorario dal 1998. Felicemente “ammalato dell’America”, è autore dei romanzi Ascoltavo le maree (2013), Soltanto il cielo non ha confini (2014) e Conoscevo un angelo (2015), raccolti poi nel volume Trilogia americana (2020), tutti pubblicati da Ink Edizioni.