Cristina Aicardi e Ferdinando Pastori – Tutta colpa di Chopin

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Editore Laurana Editore / Collana Calibro 9
Anno 2024
Genere Giallo
232 pagine – brossura


Domanda: che cosa fa una persona, lettrice di gialli da sempre, e perciò sommersa di morti ammazzati, inseguimenti, ansie, per leggere divertendosi?
Ma è semplice: legge il secondo romanzo di Cristina Aicardi e Ferdinando Pastori!
Questo genere si chiama “cozy crime” e vi assicuro, cari lettori, è delizioso. Il cozy crime ci offre una trama gialla, sì, ma condita di umorismo, leggerezza, ironia, e qui c’è tutto. Già avevo avuto lo stesso entusiasmo nel leggere il loro primo romanzo, “Dolce da morire” e, piacevole sorpresa, ho ritrovato qui gli stessi protagonisti, lo stesso mondo. Milano, la Brianza.

Gli ingredienti per una buona ricetta ci sono: la matura signora effervescente , impetuosa, combinaguai; il fascinoso detective privato con seguito di aiutanti; la madre rompiballe – non per nulla è chiamata Frau – ma simpatica; non il morto ammazzato, ma un furto. Poi tutto un contorno di parenti e conoscenti vari. Più una misteriosa e bellissima donna di malavita , la Badessa, che coinvolge i nostri eroi in un’impresa pericolosa.
E come dimenticare Oscar, il gatto onnipresente, che scalda e consola nei momenti tristi.
E la quantità di dolci sempre pronti a essere ingurgitata golosamente, a dispetto delle maniglie dell’amore e della glicemia in agguato.

A questo punto, vedo già una nuvoletta con scritto: ”Ma allora è banale”.
Eh no, perché a renderlo originale e diverso è lo stile; soprattutto sono i dialoghi, così simpatici e arguti, che alcune volte mi è venuto il desiderio di trascriverli. Oppure, ridevo da sola mentre li leggevo. Questa è la leggerezza di cui parlavo all’inizio. E’ ciò che rende la lettura gustosa e invitante – per restare in tema di dolci. Perché colpa di Chopin, che cosa c’entra? Per spiegarlo devo partire dai protagonisti.
Olga è il nostro uragano fatto persona; la bella sorella Ottavia la mette al corrente di un furto, perpetrato ai danni di un’amica, Emma. Oggetti di famiglia, gioielli, ma soprattutto un carillon con una ballerina che danza al suono del Notturno di Chopin.
La bionda Olga Cazzaniga Peroni non ci pensa un attimo: è il momento di coinvolgere il suo amico (amico?) detective Reali, che cerca di sfuggirle inutilmente, come portatrice certa di guai, ma poi soccombe.

Nell’indagine coinvolge il suo socio chiamato il Nero, per il colore del vestiario: gigante fascinoso, sempre a cavallo tra legalità ed illegalità. E la ricerca prende inizio.
Presto i due uomini scopriranno che non tutto è come sembra; che qualcuno potrebbe avere mentito, omesso; che la faccenda si presenta infine ben diversa che all’inizio. A complicare il tutto c’è la storia della Badessa, con la sua missione segreta, che toglie serenità a Franco Reali. Come se non bastasse la presenza di Olga, che gli ronza intorno come un’ape sul fiore, in ogni modo possibile, vuoi per partecipare alle indagini, vuoi perché…non sarà mica che Reali la intrighi?

Happy end assicurato, se no che cozy sarebbe, ma la piacevolezza sta nei dialoghi, così frizzanti che verrebbe la tentazione di rileggerne dei brani, delle battute.
Situazioni da giallo non mancano, ma sempre condite da quel pizzico di umorismo che alleggeriscono il momento. Come nel romanzo precedente i nostri eroi usciranno vincitori – con qualche piccola amarezza in più, ma è normale.

Ci sono, tra i protagonisti, Olga da un lato, Franco e il Nero dall’altra, situazioni” sospese”. Come in quei film di una volta, in cui più che accadere i fatti, si immaginavano, anzi si aspettavano: una parola, un gesto tenero, un bacio. Invece siamo sempre in stand by…c’è questo feeling, c’è di sicuro, ma è ancora nascosto. Forse aspetta un altro romanzo, un’altra storia , per sbocciare!

E allora, forza, accoppiata vincente Aicardi/Pastori. Che aspettate? Mettetevi al lavoro, che vogliamo divertirci nuovamente con questi personaggi ormai amici, e vedere se accade qualcosa di nuovo, di attesa! Soprattutto dalle lettrici romantiche come me.
Attendiamo fiduciosi.

Rosy Volta


Gli autori:
Cristina Aicardi vive e lavora in Brianza. Leggere e viaggiare sono le sue passioni. Da dieci anni è caporedattore del web magazine letterario “MilanoNera”, per il quale scrive articoli e recensioni. Dolce da morire è il suo primo romanzo.

Ferdinando Pastori, piemontese di nascita e milanese d’adozione, ha pubblicato due raccolte di racconti, “Piccole storie di nessuno” e “Vanishing Point”, e i romanzi “No Way Out”, “Euthanasia”, “Nero imperfetto”, “Il vizio di Caino”, “Rosso bastardo” e “L’ultimo respiro della notte”. Suoi racconti sono presenti in diverse antologie e collabora con “MilanoNera”.