Don Winslow – Città in rovine

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Editore Harper Collins Italia
Anno 2024
Genere Thriller
464 pagine – rilegato e ebook
Traduzione di Alfredo Colitto


Con “Città in rovine” Winslow chiude la sua trilogia dedicata a Danny Ryan, ex dipendente portuale, membro della mafia irlandese, incastrato dalla famiglia in Rhode Island, poi braccato come un cane e costretto alla fuga, che ha dovuto cadere ma finora ha sempre saputo rialzarsi. Ha potuto farlo grazie alla forza mentale, all’incorruttibilità del suo spirito di squadra, che lo ha visto sempre retto e fedele alla parola data, pur dovendo confrontarsi con il peggio della malavita americana.
Nevada. Giugno 1997 – fine 1998. Danny Ryan, animo gentile, fisicamente ben piazzato, castano tendente al ramato, alto più di uno e ottanta sta per doppiare il capo della quarantina. Si porta sulle spalle anni duri quelli dal 1986 al 1988, quando non ancora trentenne fiancheggiato dalla sua vecchia banda dopo aver superato mortali avventure, patteggiando aveva accettato di realizzare un grosso colpo con l’avallo con lo Stato. Un colpo andato a buon fine che in cambio, oltre alla garanzia di ripulirgli la fedina penale, gli aveva permesso di guadagnare una fortuna.

Tra la fine del 1988 all’aprile 1991, poi, aveva tentato una scalata all’industria cinematografica, seguita purtroppo da una drammatica conclusione del suo sogno Hollywoodiano. Pessima esperienza dalla quale si è tirato fuori a fatica e, potendo contare per fortuna sull’appoggio materno e sulla tranquillità economica, era approdato in Nevada. Dove lo ritroveremo sei anni dopo trasformato in rispettato uomo d’affari (nel miglior significato del termine): socio multimilionario e proprietario di fatto se non ufficialmente di due splendidi e gettonatissimi hotel riservati a una clientela di lusso sulla Strip di Las Vegas, di una signorile dimora in città e di uno chalet nello Utah. Insomma, uomo arrivato e con tutto ciò che forse ha sempre voluto: una bella casa, il benessere, un bambino coccolato e che adora… Quasi l’emblema di un ricco americano.

Ian, suo figlio di dieci anni, può contare sull’affetto le cure e la protezione della nonna, la ricchissima Madeleine McKay. Lei inoltre a rappresentare una vera potenza economica, si è dimostrata finora in grado di mediare e di stendere un ampio velo protettore sulla sua famiglia. Ma Danny Ryan è un uomo solo. Pare sempre psicologicamente irrequieto. Insoddisfatto? La sua inquietudine, la sua volontà di fare sempre di più e meglio potrebbe rischiare di rompere il suo equilibrio economico e sociale?
Ciò nondimeno la sua vita scorre apparentemente tranquilla, la gestione e le scelte economiche per l’hotel riempiono le sue giornate e il terzo romanzo della saga, dopo poche pagine e un amaro flash back quasi a voler sottolineare la tragedia implicita nel titolo, si dilata nella grandiosa festa di compleanno per festeggiare suo figlio.
Ma se Danny Ryan s’illudeva di aver messo una pietra sopra il passato, questo ohimè è sempre pronto a uscire dalla tomba, pronto a riportarlo all’inferno.
Insomma, nel ben oliato giro organizzativo di Las Vegas qualcosa si è spezzato, un nonnulla e quella che si credeva e doveva essere poco più che un’innocente palla di neve, imboccando la peggiore discesa verso il caos finirà per trasformarsi in una valanga. Una pericolosa valanga che provocherà ripicche, invidie e scontri con le altre potenze immobiliari di Las Vegas, mentre una sordida e spietata agente dell’FBI soffia sul fuoco decisa a muovere tutte le sue pedine per scatenare una guerra e vendicarsi, distruggendo Danny Ryan.
La lotta esplode e colpisce all’improvviso fatale, poi si inasprisce senza tregua, riappaiono vecchie facce di criminali, sodali mafiosi collegati alla Dea e all’FBI. Si riportano in pista squadre di killer, tutti mettono in gioco la vita, i delitti diventano troppi e incontrollabili. Ricompaiono mortali nemici, tanti personaggi si riprendono la scena, ripresentandosi all’improvviso da precedenti capitoli della saga. Ormai nessuno è più al sicuro, tanto meno i suoi cari. La ruota della fortuna ha girato verso il basso e chiede di nuovo, con prepotenza conto a Danny Ryan del suo passato.

“Città in rovine” è il terzo grande romanzo in cui Winslow, con grazia, ironia e innata e coinvolgente bravura narrativa, utilizzando straordinari dialoghi e giostrando con quel suo linguaggio particolare da grande scrittore qual è, riesce a conglomerare le tante infinite storie avviate nei due precedenti capitoli della sua saga sulla mafia italo-irlandese del New England.
Con il suo stile netto, affilato, che non si concede mai pause e punta sempre dritto alla conclusione, paragonabile all’estrema drammaticità di un poema epico. Non per niente fin dall’inizio Winslow si rifà mitologicamente al simbolico trio di Anchise, Enea, Ascanio… Con una grande, grandissima Madelaine Mc Kay che dal suo primario ruolo di splendida e volubile sensuale dea Venere, una show girl, sempre lontana, quasi irraggiungibile che per anni non ha riconosciuto Danny come figlio lasciandolo addirittura al padre dopo la nascita. La stessa che all’improvviso, ormai ricchissima donna di potere, legata a politici, imprenditori, attori e alte sfere statali saprà trasformarsi in madre e garanzia di costante e accorta presenza di supporto e consiglio e infine nonna/mamma chioccia premurosissima per Ian.
Per Danny stavolta tuttavia sarà difficile sottrarsi al destino e rassegnarsi a un epilogo diverso, non splendente come sperava ma comunque leggendario.
Non tornerà indietro sui suoi passi, Don Winslow; stavolta ha chiuso e l’aveva dichiarato a tutti prima di mettersi al tavolino per tessere questa Saga che rappresenta anche il suo addio ai lettori. Un addio, emozionante, a tratti cupo, doloroso, ma anche una esplicita forma di testamento letterario, sempre ben rappresentato per il pubblico italiano dall’eccellente, anzi perfetta azzarderei, traduzione di Colitto a meglio esaltare la sua dirompente epopea nera, una degna erede dei poemi tragici greci e latini.
Winslow ha lavorato tanto e bene e ora meritatamente è pronto a godere del riposo che gli spetta.

 Patrizia Debicke


Lo scrittore:
Don Winslow, ex investigatore privato, uomo di mille mestieri (tra cui il regista, l’attore e la guida nei safari), è autore di molti romanzi che lo hanno consacrato come uno dei nuovi maestri del crime e del noir contemporanei. Einaudi Stile libero ha pubblicato, tra gli altri, L’inverno di Frankie Machine (2008), diventato un vero e proprio caso letterario, Il potere del cane (2009), La pattuglia dell’alba e La lingua del fuoco (2010), Le belve (2011, stesso anno in cui esce Satori, per Bompiani), da cui Oliver Stone ha tratto l’omonimo film. Nel 2012, sempre per Einaudi Stile libero, è uscito I re del mondo, prequel di Le belve. L’anno successivo esce Morte e vita di Bobby Z, da cui è stato tratto il film Bobby Z – Il signore della droga, diretto da John Herzfeld con protagonisti Paul Walker, Laurence Fishburne e Olivia Wilde. Un nuovo ciclo, che vede protagonista l’investigatore Franck Decker, è stato inaugurato nel 2014 con Missing. New York (Einaudi Stile Libero). Nel 2015 esce Il cartello (Einaudi); nel 2016, London Underground, il primo romanzo, di una serie di cinque, che ha come protagonista Neal Carey e L’ora dei gentiluomini (Einaudi). Tra le altre pubblicazioni si ricordano: Corruzione e Nevada connection (Einaudi 2017), Lady Las Vegas (Einaudi 2018), Broken (HarperCollins 2020) e Ultima notte a Manhattan (Einaudi 2021), Città in fiamme (Harper Collins 2022) e Città di sogni (Harper Collins 2023).
Nel 2024 esce, sempre per Harper Collins, Città in rovine, conclusione della trilogia.