Simone Filippini – La fabbrica del diavolo

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Editore Sonzogno Editori
Anno 2024
Genere thriller
320 pagine – brossura e ebook


Kevin è un ragazzo di tredici anni che si trasferisce dal Canada a Marostica, con tutto lo shock culturale del caso. Solo e senza amici, la notte di Halloween si ritrova a vivere l’avventura – o disavventura – che cambierà per sempre la sua vita.
È proprio la sera del 31 ottobre, nel giardino del grande palazzo in cui vive, che fa la conoscenza di Andrea e Sara, suoi coetanei alla ricerca di avventure in una cittadina che non riserva grandi possibilità per gli adolescenti. Cosa si può fare? Andare alla vecchia fabbrica abbandonata!
Cosa si cela dentro a quella fabbrica? I tre ragazzi stanno per scoprirlo e quello che troveranno sconvolgerà le loro esistenze: una valigia con dentro degli organi rimarrà nella loro memoria ogni volta che sui giornali apparirà la notizia di alcune giovani donne assassinate.
I tre ragazzi, ormai legati da una solida amicizia, decideranno di indagare anche grazie all’aiuto del generoso Nabil, un senzatetto straniero, e del suo cane D’Artagnan che aiuteranno Kevin a sentirsi meno solo in un mondo che appare tanto lontano da quello in cui è cresciuto.

Quello che successe a Marostica il 30 dicembre 2004 finì su tutti i giornali. Nelle serate in cui il vino riaccende la nostalgia, scendo in taverna, mi siedo su una poltrona che puzza di naftalina e riguardo le vecchie foto. […] Allora il cuore inizia a pompare tanto forte da farmi venire un capogiro, mentre la mente torna indietro. […] Alla mia infanzia che mi veniva strappata via, prima che potessi dirle addio. E al momento in cui sono diventato Kevin Tre Dita.

“La fabbrica del diavolo” è un romanzo che si presenta come un thriller, ma contiene al suo interno varie tematiche e generi: young adult e romanzo di formazione. I temi trattati sono anche molteplici: le differenze culturali, le difficoltà di adattamento in un Paese straniero, l’amicizia tra giovani ragazzi che li legherà per tutta la vita. Così come l’autore non si dimentica di inserire argomenti più noir e attuali che riportano alla mente avvenimenti della cronaca italiana: i delitti di stampo satanico.
Di fatto, c’è da fare i complimenti al giovane autore, Simone Filippini, per essere riuscito a inserire e gestire all’interno del suo romanzo d’esordio tematiche e materie così complesse realizzando un romanzo che può essere letto dagli amanti del genere e anche da lettori più giovani – ma non troppo. L’età dei protagonisti è forse pregio e difetto di questo noir: se da una parte “La fabbrica del diavolo” è appetibile per un pubblico più vasto, è altresì vero che alcuni lettori più “attempati” – non me ne vogliano, lo sono anche io – potrebbero faticare nell’immedesimarsi con i personaggi, giovani e coinvolti nelle perturbazioni che solo la loro età sa regalare.

È anche vero che per noi, non più giovani, questo romanzo è un tuffo negli anni ‘90 con riferimenti popolari e citazioni di King di cui l’autore è appassionato. Perché Kevin, Sara e Andrea sono in realtà ragazzi di quell’epoca, non degli anni 2020, che raccontano da adulti quello che è avvenuto durante la loro infanzia. Così Filippini ci fa tornare un po’ indietro nel tempo, ci regala ricordi di un tempo che fu, quello in cui si giocava nei parchi, e amalgama temi moderni quali bullismo e relazioni familiari disfunzionali in un romanzo che sembra contenerne altri te. La scrittura è scorrevole, La fabbrica del diavolo usa parole che volano leggere tra tematiche di leggero non hanno nulla. Una buona prima prova per un noir che profuma di young adult.

Adriana Pasetto


Lo scrittore:
Simone Filippini (classe 1991) è sceneggiatore pubblicitario e insegnante di chitarra. Potteriano sfegatato, amante dei Beatles, della musica funk e del cinema horror, è cresciuto a pane (integrale) e Stephen King. Su TikTok, sotto il seguitissimo pseudonimo @ilgrammaticoantipatico, parla di scrittura e letteratura.