Gian Arturo Ferrari – La storia se ne frega dell’onore

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Editore Marsilio / Collana Lucciole
Anno 2024
Genere giallo
128 pagine – brossura e ebook


Luigi Bassetti, ritenuto antifascista e direttore editoriale di una grande casa editrice, la Pietromarchi, governata da un ben ammanicato proprietario molto bravo a coabitare con il regime, è stato vittima di un incidente, o almeno è ciò che assolutamente si vuol far credere ai piani alti.
In realtà ciò che era stato, minuziosamente studiato a tavolino e poi commissionato a degli esecutori, gente “cosiddetta fidata” come il furto di una borsa da lavoro, si è trasformato per la criminale grossolanità di quegli sgangherati scagnozzi in un omicidio.
Bassetti infatti che doveva tenere molto al contenuto della sua borsa di lavoro – da giorni addirittura la portava sempre agganciata con un gancio a una tracolla – per difenderla a tutti i costi dal brutale scippo è stato sbalzato sulle rotaie e maciullato da un tram in arrivo.
Un triste destino per lui e un tragico e sanguinoso incidente che ha suscitato l’orrore dei passeggeri e dei presenti e ha fatto grande scalpore balzando con prepotenza sulle pagine dei quotidiani.
Naturalmente nel successivo trambusto borsa e contenuto, bersaglio dei malfattori, sono scomparsi nel nulla. Ciò nondimeno quello che non si sa e non si dovrà mai sapere è che il mandante di quel furto era un “commissario”. O piuttosto sarebbe meglio dire “il commissario”, un alto funzionario della polizia politica segreta (quella che noi ben conosciamo come l’Ovra, anche se nel romanzo il nome non compare).
Ma quale motivo ha provocato la disperata difesa che ha causato la morte del povero Luigi Bassetti? Cosa conteneva la fatidica borsa? Conteneva un libro o meglio, un manoscritto, una biografia. Un qualcosa però di tanto misterioso e scottante da costringere il direttore editoriale, al quale spettava la selezione e la pubblicazione della Pietromarchi, a nasconderlo a tutti, senza addirittura poterne far cenno. O quasi.
Sapeva appena dell’esistenza di quell’incartamento la sua bella collaboratrice Donatella Modiano, a capo della segretaria editoriale ma diventata anche suo braccio destro e amante.

In una Milano del 1936, dove serpeggia il malessere dell’incertezza che costringe a vivere in una pesante atmosfera di inquietudine, con tutti che temono tutti, prenderà il via una doppia indagine. Quella del “commissario”, che per perseguire il suo fine rimuove ogni ostacolo senza pietà, e contemporaneamente quella della Modiano che, con la morte del suo uomo, Luigi Bassetti, dopo aver affrontato il dolore e un lacerante rimorso, in preda alla rabbia si scopre pronta a far tutto per sapere tutta la verità e pareggiare i conti. Impavida, senza risparmiarsi andrà fino in fondo, inoltrandosi coraggiosamente in un mondo fatto di eredità trascurate, nascondigli segreti, ricerche in ville isolate, ma e soprattutto affollato di spie del regime, sotto il controllo di invisibili letali sentinelle.

“La storia se ne frega dell’onore”, ambientata in questo paese negli anni ’30, anzi nel 1936, con il fascismo all’apice e l’Italia che ha conquistato il suo impero, è l’esordio a tinte gialle della proficua “seconda vita” di Gian Arturo Ferrari, ex direttore editoriale dei Libri Mondadori.
Una breve storia ambientata in un’Italia molto particolare che evidenzia l’ambiguo rapporto esistente in quegli anni tra fascismo e editoria. Su ciò che si era creato tra due mondi vicini ma lontani. Tra coloro che miravano ad allargare gli orizzonti della gente con nuove conoscenze e idee e chi invece avrebbe preteso di imprigionarli in ottusi dettami ricchi solo di retorica e metter loro il bavaglio a ogni costo. Un’Italia cronologicamente a noi lontana anche che se oggi rischia di sembrarci vicina per l’evidente frizione tra l’attuale governo di destra e il mondo degli autori e di gran parte dell’editoria.
Una scrittura piacevole, perfetta per stile, molto efficace come linguaggio, a volte volutamente ironico che, pur leggendosi d’un fiato, consente di calarsi in quel tempo e riscoprire quanto preziosa sia la libertà di parola.

Patrizia Debicke


Lo scrittore:
Gian Arturo Ferrari (1944) ha perseguito per un certo tratto una doppia vita – da un lato l’insegnamento universitario, dall’altro l’apprendistato editoriale –, per poi scegliere nel 1989 l’editoria libraria come propria unica vita, dimettendosi dall’università. Direttore dei Libri Mondadori nei primi anni Novanta, è stato dal 1997 al 2009 direttore generale della divisione Libri Mondadori, e dal 2015 al 2018 è stato vicepresidente di Mondadori Libri. È stato editorialista del Corriere della Sera ed è presidente del Collegio Ghislieri di Pavia. È autore di Il libro (Bollati Boringhieri 2014, 2023), Ragazzo italiano (Feltrinelli 2020, finalista al premio Strega) e Storia confidenziale dell’editoria italiana (Marsilio 2022, premio internazionale Viareggio Rèpaci e premio Biella Letteratura e Industria 2023 – premio speciale della giuria).